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Niente vaccini, niente iscrizione

Per la scuola non cambia nulla

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Niente iscrizione all’anno scolastico nelle scuole dell’infanzia provinciali per i bambini non vaccinati. Gli ormai famosi “non conformi” a settembre non potranno entrare in aula. Una notizia che, in realtà, è una non notizia visto che nulla è cambiato rispetto a dodici mesi fa.

A fare sperare i no vax era stata l’uscita di inizio luglio dell’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, che aveva annunciato di aver chiesto al ministero una deroga, «visto che in Trentino abbiamo raggiunto l’immunità di gregge e non ci sono più rischi», come disse, tra l’altro sollevando un polverone di polemiche, tra il politico e il sanitario. Ma ieri, a stroncare le speranze sia dell’assessore sia di un centinaio di famiglie no vax, è arrivata la comunicazione ufficiale del Dipartimento della Conoscenza.

Un provvedimento, si legge, che «ha concluso il procedimento di verifica della regolarità vaccinale dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia provinciali. Con questo provvedimento è stata disposta la decadenza dall’iscrizione per i bambini risultati non conformi agli obblighi vaccinali». Insomma, traducendo, sono stati eseguiti i controlli e a chi non è a posto con i vaccini è stata cancellata l’iscrizione. Tutto a norma di legge, quindi. Tanto che la comunicazione non è stata politica, ma è arrivata dalla dirigenza della scuola trentina. «Si tratta di una semplice comunicazione con l’applicazione della normativa. Le norme non sono cambiate e quindi tutto resta invariato», spiega Roberto Ceccato, responsabile del dipartimento istruzione.

Nonostante questo documento dia formalmente e concretamente il via ufficiale all’anno scolastico, tra tre settimane, per chi è in regola, l’assessore Segnana non demorde, e resta in attesa della risposta del ministero.

«Un paio di settimane fa ho inviato la richiesta di deroga per il Trentino, ma non è arrivata alcuna risposta. So che fino alla settimana scorsa se n’era occupato il sottosegretario della Lega Luca Coletto, che mi ha inviato un documento, ma non ufficiale e non da considerarsi una vera risposta, anche se lui sarebbe propenso a venire incontro alla richiesta. Vedremo se arriverà qualcosa nei prossimi giorni, anche se con l’attuale situazione di crisi del governo penso sia difficile».

La linea dell’assessore, tuttavia, non è cambiata: se, clamorosamente, domani dovesse arrivare la deroga le porte delle scuole dell’infanzia in Trentino si aprirebbero anche per i non vaccinati? «Certo: se arrivasse la deroga ben volentieri la applicherei. Io voglio rispettare la legge e comunque va tenuta alta l’attenzione sui vaccini e ribadito l’invito a vaccinare».

Leggendo alcune parti della legge Lorenzin, tuttavia, appare abbastanza chiaro che quella deroga non arriverà mai, di certo non in tempo per questo anno scolastico: l’iter, infatti, è lungo e complicato, con una serie di passaggi formali che non si risolvono certo con una telefonata. Inoltre, e in ogni caso, potrebbe riguardare solamente tre tipi di vaccini, ovvero quelli per rosolia, parotite e morbillo.
Quindi la certezza è una sola: nell’anno scolastico 2019/2020 i bambini non conformi non potranno iscriversi alle scuole dell’infanzia, mentre per le scuole superiori resta la sanzione amministrativa.

Tornando alla comunicazione del Dipartimento, alle circa 35 famiglie escluse, o meglio non rispettose della legge, è stata inviata una nota raccomandata. Nel contempo il provvedimento ha confermato l’iscrizione per i bambini risultati conformi secondo i dati dell’anagrafe vaccinale o per i quali i genitori hanno provveduto alla regolarizzazione della posizione entro i termini prescritti. Infine si specifica che alla verifica della conformità e all’adozione degli atti di decadenza per i bambini iscritti alle scuole dell’infanzia equiparate stanno provvedendo i Presidenti di ogni singolo Ente gestore. Chi si vaccinerà durante l’anno potrà comunque iscriversi a scuola.

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