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Gli assegni familiari

statale e provinciale

si possono cumulare

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Le famiglie trentine e altoatesine che percepiscono sia misure di sostegno al reddito da parte delle due Province sia gli assegni familiari statali (Anf) hanno qualche possibilità di cumulare i due interventi.

Grazie all’intervento Cgil Cisl Uil del Trentino e dell’Alto Adige con Acli e Asgb, ieri in un incontro tenutosi a Bolzano l’Inps regionale ha infatti chiarito alcuni punti nodali.

Il primo riguarda il rischio di retroattività: la direzione regionale Inps ieri ha rassicurato sindacati e Acli che le nuove regole sull’obbligo di dichiarare le prestazioni sociali locali valgono a partire dal 19 luglio, non ci saranno dunque controlli sul passato né le famiglie che hanno percepito il vecchio reddito di garanzia o il vecchio assegno regionale al nucleo familiare dovranno temere richieste di restituzione dell’Anf statale.

Inoltre i funzionari dell’Inps hanno chiarito in maniera definitiva che le provvidenze locali per il sostegno economico contro la povertà o a supporto delle famiglie con figli come l’assegno unico trentino, non devono essere dichiarate ai fini della richiesta di assegni familiari statali se non superano la soglia di 1.032 euro l’anno.

In sostanza chi ha un assegno unico non condizionato fino ad 86 euro al mese non vedrà ridotto il proprio assegno familiare. Il problema è che una volta superata quella soglia va dichiarato tutto e sono probabilmente qualche migliaia anche in Trentino le famiglie che percepiscono benefici pubblici più alti della soglia e quindi rischiano una decurtazione dell’Anf.

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