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«Albere, no al planetario nel giardino»

L'opinione del Fondo ambiente italiano

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No al planetario nel giardino delle Albere e sì invece all'ipotesi che il palazzo torni ad ospitare l'arte dell'Ottocento e la Gipsoteca di Andrea Malfatti e faccia parte di circuiti turistici che dal Palazzo portino al Cimitero Monumentale - che del Malfatti ospita moltissime opere - e da qui al centro storico. Queste le idee della Delegazione di Trento del Fai, Fondo Ambiente Italiano che ricorda che «semi-abbandonata per secoli, la villa suburbana cinquecentesca voluta dai Madruzzo in riva all'Adige aveva trovato, nella seconda metà del secolo scorso, degna riqualificazione quale polo cittadino del Mart, con la specifica vocazione di custodire, raccontare e trasmettere alle generazioni a venire la pittura e la scultura dell'Ottocento e del Primo Novecento trentini». Il tutto fino alla chiusura al pubblico a fine 2010 ed in concomitanza con la costruzione, a pochi passi, dell'imponente Muse.

«A quel punto, anziché pensare a percorsi di promozione e di rilancio, per le Albere sono emerse ipotesi di utilizzo alternativo del Palazzo che non sempre sono parse all'altezza del suo valore artistico né rispettose di quei principi di preservazione e di fruizione dei beni culturali coerenti al paesaggio che li ospita, principi questi che costituiscono una delle ragioni d'essere e di agire del Fai», si legge in una nota.
Il Fai ritiene che per capire quale potrebbe essere la destinazione più consona al Palazzo delle Albere non si possa prescindere da una valutazione dell'originaria funzione assegnata a questa splendida villa-fortezza, voluta dal cardinale Cristoforo Madruzzo quale sua residenza fortificata, fuori ma non staccata dalla città cui si congiungeva per il tramite di un suggestivo rettilineo alberato. «Il Palazzo era luogo di rifugio e di riposo dalle fatiche ordinarie del Principe Vescovo. Se questa è la genesi del Palazzo, non sono condivisibili alcune considerazioni portate a sostegno dell'installazione "a tre sfere" che occuperebbe buona parte del giardino del Palazzo. Per le sfere non ci sarebbe collocazione peggiore di quella ipotizzata».

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