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La droga tra i giovanissimi

Consumatori anche a 13 anni

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Dietro il traffico crescente di sostanze stupefacenti ci sono i volti, sempre più giovani, dei consumatori. La droga è un pozzo nero che risucchia anche ragazzini di 13 anni.

Con un allarme chiaro - indicato dal comandante regionale Ivano Maccani - per quello che riguarda il consumo di eroina tra gli adolescenti, una bestia nera che in passato ha bruciato migliaia di vite.
Un dato su tutti: nei primi cinque mesi dell’anno le Fiamme gialle hanno sequestrato in regione un quantitativo di questa sostanza stupefacente pari a quello intercettato in tutto il 2018. «Purtroppo - osserva il generale - c’è un filo sottile sul quale si avventurano sempre più adolescenti: è quello dell’eroina. È importante agganciarli prima che si torni ad un’epidemia come quella negli anni Novanta», ha detto.

Insomma, il consumo di droga resta una piaga preoccupante, con un preoccupante abbassamento di chi la assume, complice anche la facilità con cui i ragazzi riescono a procurarsela. Anche con un semplice clic, via web. La droga, come emerso dalla relazione, è sempre più diffusa e più facile da consumare, ma anche più economica. «Crescono le persone segnalate per consumo di droghe nel primo semestre 2019: il 35% in più rispetto allo stesso periodo. L’abbassamento dell’età dei consumatori - evidenzia il comandante regionale - è sceso pericolosamente fino all’età di 13 anni». Per quanto riguarda l’identikit del consumatore, si tratta in gran parte di giovanissimi uomini, tra i 15 e i 19 anni.

Andando a leggere i dati delle attività che riguardano il contrasto al traffico di stupefacenti emerge che negli ultimi 17 mesi sono state sequestrate 1,2 tonnellate di droga (una tonnellata di hashish individuata fuori provincia dai militari trentini), di cui 145 tra cocaina ed eroina (18 in Trentino).

Per quanto riguarda i soggetti denunciati (383, di cui 260 in Trentino), nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini stranieri, quasi sempre di sesso maschile e maggiorenni. Gli arrestati sono stati invece 114, di cui 74 nella nostra provincia.

Una quadro che richiede una duplice risposta: da un lato le Fiamme gialle sono impegnate sul fronte della repressione del fenomeno dello spaccio. Ma questo non basta. L’azione di prevenzione e contrasto deve coinvolgere anche i ragazzi e le loro famiglie, spesso ignare della dipendenza. «Il primo passo - evidenzia Maccani - è capire che esiste il problema». E l’arma più potente si chiama educazione alla legalità, in un processo che deve impegnare sia le famiglie che la scuola. Per questo le Fiamme gialle sono state promotrici di vari progetti di educazione e formazione e durante lo scorso anno scolastico hanno incontrato 2000 studenti.

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