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Stati Generali della Montagna

le sigle animaliste chiedono

di partecipare alle riunioni

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La giunta provinciale ha organizzato gli «Stati Generali della Montagna», ma agli incontri preliminari nelle vallate non sono invitate le asociazioni ambientaliste ed animaliste. Ed ora le sigle più importanti (Ente Nazionale Protezione Animali, Lega Abolizione Caccia, Ente Nazionale Protezione Animali e Lega Abolizione Caccia) chiedono di poter sedere in ogni riunione e dire la loro.

In un documento, spiegano la loro richiesta: «Il “capitale naturale” è patrimonio di tutti, anche di chi vivrà dopo di noi: serve senso di responsabilità e intelligenza politica. “La montagna è patrimonio diffuso della comunità trentina che va tutelato e rafforzato”, secondo quanto afferma Maurizio Fugatti. “Presidiamo il futuro” è il concetto ricorrente scelto dalla giunta provinciale, per il progetto “Stati generali della montagna”, che, attraverso un tour in tutto il territorio provinciale, “dovrebbe” essere finalizzato all’ascolto di tutti gli attori che vivono e lavorano nei territori di montagna» ma «Il condizionale è d’obbligo perché, al di là di generici intenti, le azioni portate avanti sono, in realtà, di aggressione alla tutela dell’ambiente e degli animali selvatici che vi dovrebbero poter vivere indisturbati. Dare spazio a nuove colate di asfalto e cemento, a caroselli di veicoli in zone che dovrebbero essere soggette alla massima tutela, dare sempre più spazio allo spadroneggiare di chi si relaziona all’ambiente e alla fauna esclusivamente a fucilate, non pare coerente con le dichiarazioni di rispetto esclusivamente teoriche. Privilegiare chi, in nome del profitto o del divertimento di pochi, danneggia il “capitale naturale” patrimonio di tutti, anche di chi vivrà dopo di noi, non esprime senso di responsabilità nei confronti della collettività».

Per le sigle animaliste «Il condizionale è d’obbligo, in quanto da questo percorso partecipativo sono stati esclusi proprio i rappresentanti e portatori degli interessi diffusi: quelle associazioni ambientaliste/animaliste che da anni sono impegnate nella tutela dei beni che afferiscono all’intera comunità, la quale ne gode e se ne avvantaggia, grazie all’opera gratuita di persone che non ne traggono alcuna contropartita economica e nessun vantaggio soggettivo e particolare, bensì mirano esclusivamente a proteggere valori imprescindibili quali “fauna, biodiversità, ambiente” e favorire gli interessi di tutti i cittadini. Ne sono stati esclusi, quindi, proprio quegli Enti riconosciuti ex lege “portatori” di interessi diffusi, e legittimati in quanto tali ad esercitare le relative azioni. Non ci può essere alcun reale “percorso partecipativo” e ancor meno vi può essere un “piano di proposte strategiche” per la valorizzazione dell’ambiente montagna, qualora ne vengano esclusi i portatori di interessi diffusi, proprio quegli Enti riconosciuti e legittimati ad agire, in nome e per conto dell’intera collettività, per la salvaguardia e la cura della fauna, della biodiversità, dell’ambiente».

Per questi motivi, «affinché in nome di valori imprescindibili e nobili non vengano perseguiti, invece, interessi individuali e personali, sia di carattere economico che di ricerca di visibilità o di consenso sociale, le associazioni firmatarie deplorano che in percorsi che decideranno del futuro dell’intera collettività siano stati coinvolti solo portatori di interessi limitati e settoriali. In difetto di una visione olistica dei significati universali che attengono alla “Montagna”, rappresentati da fauna, biodiversità e ambiente, qualunque iniziativa sarebbe solo di facciata, vuota di valori e di ideali. Pertanto sollecitano la giunta a includerle fra gli attori degli Stati Generali della Montagna, poiché promosse a pieno titolo quali “portatori di interessi diffusi” e in quanto tali legittimate ad agire per la tutela dell’ambiente e per la tutela del futuro della comunità trentina».

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