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Annullato il divieto di dimora

per il sindaco di Pinzolo

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Il Tribunale del Riesame, riunito ieri in udienza, ha annullato l’ordinanza di divieto di dimora per il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini.

È stato dunque accolto il ricorso dell’avvocato difensore Roberto Bertuol. Il primo cittadino può dunque tornare a casa.

Cereghini, lo ricordiamo, deve rispondere di due ipotesi di falso e una di peculato, e ha respinto tutte le accuse in occasione dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, spiegando di voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria solo dopo aver avuto modo di leggere e valutare in modo completo gli atti d’indagine.

Nel dettaglio, tre sono i capi di imputazione contestati a Cereghini sulla base di indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Si ipotizza il reato di turbativa d’asta (cinque sono gli indagati su questo fronte) in relazione al noleggio degli addobbi e delle luminarie natalizie per l’anno 2018/2019. Cereghini  avrebbe promesso un contributo pari all’appalto, circa 100mila euro, all’Apt affinché la gara venisse effettuata dalla stessa azienda per il turismo con modalità privatistiche. Il secondo capo di imputazione (che vede due indagati) è relativo ad un’altra ipotesi di turbativa: l’accusa sostiene che l’indagato avrebbe fatto predisporre  un bando “su misura” per l’assunzione di una addetto stampa presso il Comune di Pinzolo.

Infine la procura contesta al solo Cereghini anche il peculato per un viaggio a Sestriere con l’Audi dell’Apt per attività non dell’Azienda di promozione ma del Comune.                                                        

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