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Vaccini, stop al ricorso al Tar

per il bambino immune

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Si è concluso al Tar con una sentenza di estinzione del giudizio il ricorso di una famiglia che si opponeva all’obbligo vaccinale. Non si tratta però di genitori “no vax”: in questo caso, infatti, non si contestava l’obbligo vaccinale per essere ammessi a scuola, ma l’impossibilità di escludere dal «paniere» il vaccino per una malattia per la quale il bimbo è immune.

La vicenda è forse la prima del “filone” vaccinazioni ad arrivare al Tar ad un passo dalla sentenza. Poco prima della discussione nel merito, i genitori, difesi dal’avvocato Sara Graziadei, hanno ritirato il ricorso  con conseguente estinzione del giudizio (e condanna dei ricorrenti a pagare 1.000 euro a testa per spese  in favore di Provincia, Azienda sanitaria e Scuola materna). «La decisione di ritirare il ricorso - spiega l’avvocato Graziadei - è stata dettata da ragioni umane e pedagogiche. Anche qualora il ricorso fosse stato accolto, era ormai troppo tardi per un proficuo inserimento del bambino a scuola. Presto andrà alle scuole elementari. Noi speravamo che venisse concessa la sospensiva così che il bimbo potesse tornare a scuola già a gennaio».

Il figlio degli odierni ricorrenti è nato nel 2014. Di vaccinazioni, si legge nella  sentenza, ne ha fatte parecchie (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b), ma non la trivalente anti-parotite, anti-morbillo e anti-rosolia, che si presentano ordinariamente in formulazione combinata. «Il bambino - spiega l’avvocato Graziadei - è immune per una di queste malattie e dunque i genitori chiedevano solo che non fosse sottoposto ad una vaccinazione  inutile, ma purtroppo non è garantita la possibilità di scelta perché le case farmaceutiche preferiscono produrre i vaccini in forma combinata».

Pur non risultando conforme agli obblighi vaccinali previsti, il bambino nel 2017 è stato ammesso alla materna. Non però nel 2018 quando, dopo la prima settimana in classe, il piccolo ha dovuto lasciare la scuola.

I genitori hanno risposto con un ricorso al Tar a cui si chiedeva di annullare tutti gli atti amministrativi che avevano portato all’allontanamento del minore dalla scuola materna.  Nel ricorso l’avvocato Graziadei chiedeva anche il risarcimento dei danni patiti dal bimbo e dai genitori quantificati in 5.000 euro. Il ricorso si concludeva sollevando una questione di legittimità costituzionale della legge 119 del 2017 che ha introdotto «disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale».

Il ricorso però è stato ritirato nel marzo scorso. La sentenza dunque non entra nel merito sfiorando soltanto un tema - quello dell’obbligo vaccinale - che continua a far discutere. La mancata concessione della sospensiva fa pensare però che i giudici fossero orientati a respingere il ricorso.

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