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Ritirati colori per tatuaggio:

rischio cancerogeni

il parere dei saloni trentini

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Nove pigmenti per tatuaggi devono essere ritirati dal mercato perchè contengono sostanze cancerogene o che provocano allergie. Lo ha deciso il ministero della Salute, che ha pubblicato i provvedimenti sul proprio sito. Gli inchiostri sono prodotti in Usa e si chiamano Dubai Gold, Sailor Jerry Red, Black Mamba, Green Beret, Hot Pink, Banana Cream, Lining Green, Lining Red Light e Blue Iris. «Gli articoli - si legge - sono stati sottoposti a divieto di commercializzazione, ritiro e richiamo».

Le notifiche sono state pubblicate tra il 21 e il 26 marzo. Le sostanze trovate nei pigmenti vanno dalle ammine aromatiche, come toluidina e anisidina, agli idrocarburi policiclici aromatici, altre sostanze inserite da tempo tra i cancerogeni. Gli inchiostri sono stati ritirati perchè non conformi alla direttiva europea del 2008 che regola il settore.

Nessun allarme, però fra i tatuatori trentini. Allo studio Vertigo di Viale Verona a Trento, Martina ci spiega che «Si tratta di inchiostri di fabbricazioner americana, e noi ci riforniamo esclusivamente da supplier italiani: gli inchiostri che usiamo noi sono solo certificati Ue con il marchio CE, che garantisce la qualità e la assoluta atossicità». Per Martina, nessun sentore dell'ordinanza di ritiro: «Probabilmente è stata notificata ai grandi distributori nazionali: al nostro studio non è arrivata alcuna segnalazione, né comunicazione, al riguardo. Ma ripeto: comunque non ci riguarderebbe».

Stesso discorso da Aseptic, altro grande studio di tatuaggi, in via Pilati a Trento: «Noi usiamo solo inchiostri cerificati Ue con il marchio CE, siamo quindi sicuri della provenienza e garanbzia dei prodotti - ci spiega Martina (è omonima della sua collega, ndr) - e questo lo facciamo convintamente come scelta professionale. Chiaro che ci sono degli inchiostri Usa, magari ottimi prodotti, e che qualcuno li usa. Fra l'altro non è la prima volta che vengono ritirati dei pigmenti dal mercato. Ma noi siamo tranquilli e certi di quell oche offriamo al cliente».

Sentori dell'ordinanza ministeriale? «Ne abbiamo sentito parlare - dice Martina - ma nessuno ci ha comunicato nulla, non mi risulta». 

Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità in Italia sono quasi sette milioni le persone che hanno almeno un tatuaggio, il 13% della popolazione. Dai dati emerge che i tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%). Il 76.1% dei tatuati si è rivolto ad un centro specializzato di tatuaggi e il 9,1% ad un centro estetico, ma ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati. Un dato però che viene valutato «ampiamente sottodimensionato rispetto alla realtà» dalla federazione nazionale.

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