Salta al contenuto principale

Lite e sberle tra vicini nei campi

in Val di Non: uno perde un occhio

e ora chiede 500 mila euro

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 35 secondi

Una lite tra vicini di casa degenerata in collutazione, un fatto tutto sommato banale e frequente che però può rovinare una vita. Lo ha sperimentato sulla sua pelle un agricoltore residente a Ville D’Anaunia che ha perso l’utilizzo di un occhio dopo essere stato colpito da un vicino con una sberla. Banale è anche il motivo dell’alterco: il passaggio da una stradina di accesso alla campagna. Drammatiche invece sono le conseguenze. La vittima lamenta lesioni permanenti e invalidanti per un danno quantificato in mezzo milione di euro. Il presunto aggressore - che respinge le accuse - invece è finito sul banco degli imputati e rischia di dover pagare un maxirisarcimento. Naturalmente sarà il giudice a stabilire eventuali responsabilità. La prima udienza del processo è in calendario per l’11 di aprile.

Il fatto risale al 9 dicembre del 2017. Quel giorno il querelante stava scaricando della legna dal suo trattore quando venne avvicinato dal vicino di casa che avrebbe iniziato ad insultare. L’agricoltore, per quieto vivere, preferì non reagire e - questa è la sua versione dei fatti - continuò nelle sue mansioni. Quando il contadino cercò di risalire sul trattore il vicino si sarebbe sdraiato davanti al mezzo agricolo impedendogli la marcia (e pare che non fosse la prima volta che ciò accadeva). Stufo di subire queste angherie, l’uomo scese dal trattore e si incamminò verso la casa dei vicini per sollecitare un loro intervento. È a questo punto che l’odierno imputato avrebbe aggredito all’improvviso l’agricoltore. Questi sarebbe stato colpito all’occhio destro da una sberla che causò lo scoppio del bulbo oculare.
Ferito e sanguinante, l’aggredito corse al pronto soccorso di Cles da dove venne trasferito, in ambulanza, al reparto di Oculistica dell’Ospedale di Rovereto per un primo intervento chirurgico. Quello era solo il primo capitolo di un lungo calvario fatto nei mesi successivi di numerose operazioni, di cure mediche, di costante dolore alla testa. Purtroppo, nonostante le terapie a cui si è sottoposto, la vista da un occhio è di fatto persa.

Per quei fatti l’agricoltore, assistito dall’avvocato Giuliano Valer, ha sporto denuncia querela contro il vicino. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Marina March, ora è accusato di lesioni aggravate e di violenza privata.
L’imputato respinge le accuse dando una ricostruzione dell’accaduto molto diversa, anzi opposta. «Il mio assistito - precisa l’avvocato Mach - contesta l’accusa formulata, precisando come, al contrario, sia stato egli stesso vittima di un’aggressione, dalla quale egli ha solamente cercato di difendersi al fine di tutelare la propria integrità fisica».

Spetta ora al giudice fare chiarezza in un processo che potrebbe avere pesanti ripercussioni sul piano civile. La parte lesa si è già costituita parte civile per chiedere il risarcimento di un danno di certo molto ingente. Nell’atto di costituzione l’avvocato Valer indica provvisoriamente una cifra di mezzo milione di euro. Una somma ingente che però si giustifica con la gravità delle lesioni permanenti subite: la perdita della vista da un occhio ha stravolto la vita quotidiana e lavorativa dell’agricoltore che deve affrontare anche un profondo stato di sconforto e di ansia.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy