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Sentieri, lotta contro il tempo

dei volontari della Sat

Dopo la tempesta Vaia, 1800 chilometri danneggiati

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Adesso, è una corsa contro il tempo. Perché la primavera è arrivata e le giornate di sole invitano alle prime scarpinate in quota. E perché ci sono meno di tre mesi alla riapertura dei rifugi. Nelle prossime settimane, condizioni meteo permettendo, saranno centinaia e centinaia le persone coinvolte nel ripristino dei sentieri.

Una «mission impossible» sistemarli tutti, per garantire un passaggio sicuro agli escursionisti, entro metà giugno. Ma il lavoro, enorme, va avviato. Con un approccio: seguire la stella polare della sicurezza. Nelle zone più impervie e nei tratti più compromessi, non si può mettere a rischio la vita dei tanti volontari Sat o delle squadre di operai dei parchi, pur specializzati: sarà necessario affidarsi a ditte dotate di attrezzature adeguate.

Oltre 200 sentieri Sat danneggiati. La Sat, che gestisce 5.500 km di sentieri, aveva presentato, a metà febbraio, una prima stima dei danni alla Commissione speciale del Consiglio provinciale: 1.800 km di sentieri danneggiati e inaccessibili. In seguito, dalle sezioni Sat sul territorio sono arrivati dati aggiornati. «Strade di accesso sono state liberate dalla neve, per intervento dei soggetti competenti, Comuni, Parchi, Asuc, e quindi» spiega il vicepresidente della Sat, Roberto Bertoldi «abbiamo oggi un dato più preciso: i km danneggiati sono 1.735. Il numero dei sentieri compromessi supera i 200».

Sat ha una risorsa incredibile di volontari che fanno l’ordinaria manutenzione. «Sono un migliaio» dice Bertoldi «e qui c’è un rischio altissimo. Vi sono zone particolarmente compromesse, come il Lagorai, sia lato settentrionale che meridionale. I tempi di intervento dipendono ora dagli enti, i nostri volontari daranno il loro contributo. Dopo tanto parlare, serve cominciare».

Nei giorni scorsi, il dirigente provinciale incaricato di coordinare la ricostruzione dopo il maltempo di fine ottobre, l’ingegner Raffaele De Col, ha riunito a Trento un tavolo di lavoro tra tutti i soggetti interessati: Sat, enti parco (Adamello Brenta, Paneveggio Pale di San Martino, Stelvio), Consorzio dei comuni, Asuc e Magnifica Comunità di Fiemme, Trentino Marketing... Obiettivo: coordinare gli interventi, stabilire chi-fa-cosa, individuare le prime risorse. Le prime dotazioni di risorse vedono l’assegnazione di 200 mila euro ad ogni ente parco e soggetto coordinatore.

Le diverse Apt avranno un link che «devia» il turista-escursionista su un sito ad hoc gestito dal Servizio turismo della Provincia, aggiornato in tempo reale sui sentieri chiusi e riaperti. Trentino Marketing sta perfezionando il logo attraverso il quale, con apposita segnaletica, sarà indicato agli escursionisti il divieto di accesso ai sentieri non ancora ripristinati.

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