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Valsugana: allarme incidenti

40 milioni per la sicurezza

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La statale 47 della Valsugana è tra le più pericolose del Trentino. Non è solo una percezione degli automobilisti, obbligati a continui cambi di marcia nei ripetuti passaggi dalle due alle 4 corsie: lo dicono le statistiche analizzando il numero di incidenti.

Il commissario di Levico Marino Simoni non ha dubbi: «Va messa in sicurezza con le quattro corsie. Mi pare che questo sia anche l’orientamento della Giunta Fugatti. Ma tra parlarne, individuare le soluzioni, fare i progetti, allestire i cantieri e procedere con i lavori ne passerà ancora di tempo. Dopo l’ultimo scontro mortale credo che sia ora di affrontare il problema e di risolverlo» evidenzia.

Sabato ha perso la vita un motociclista che, superato lo svincolo per Barco in direzione Borgo, si è trovato la strada sbarrata da un’auto che attraversava la statale, in un punto in cui la linea tratteggiata consente tale manovra. «Quell’incrocio è molto pericoloso - prosegue Simoni - La competenza per la statale è della Provincia, ma noi come amministrazione continuiamo ad insistere per un intervento sulla viabilità, per la messa in sicurezza. Lo faccio io come l’ha fatto il mio predecessore. Il problema non si risolve in due giorni, ma la questione deve essere definita presto. Mi auguro che dalle parole si passi ai fatti. All’altezza di Levico la strada è a due corsie, troppo stretta per mettere uno spartitraffico centrale e l’unica soluzione sono le quattro corsie per l’intera Valsugana».

Il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher vive a Novaledo e spesso è a Barco, dove abitano i parenti. La Valsugana, soprattutto in quel tratto, la conosce molto bene. «L’incrocio in cui è accaduto l’incidente mortale deve essere chiuso e lo si potrà fare non appena sarà terminato lo svincolo per Barco - spiega - Piuttosto, per evitare che le vetture debbano fare inutili giri, si può riaprire lo svincolo che veniva utilizzato una volta nella zona industriale e che ora è chiuso. La pericolosità della Valsugana è sotto gli occhi di tutti. Nel tratto di Levico il problema c’è, forse meno grave rispetto alla retta di Ospedaletto, che rappresenta uno dei punti più critici. Secondo me la soluzione è la costruzione delle quattro corsie».

Pensiero in linea con il partito, la Lega. Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti  è stato chiaro fin dall’inizio: il potenziamento della Valsugana è tra le priorità della sua giunta e le quattro corsie sono l’obiettivo. «La delibera è di dieci giorni fa: abbiamo dato l’avvio formale al progetto di riorganizzazione del tratto fra Castelnuovo e Grigno, che comprende la zona di Ospedaletto, il punto più pericoloso - spiega il governatore - Per quanto riguarda la statale all’altezza di Levico, il problema c’è ma stiamo intervenendo: sono in corso i lavori nella parte in entrata su Barco (si concluderanno entro l’estate, ndr) e presto interverremo anche in uscita». Nell’aula del consiglio provinciale, nei giorni scorsi, il presidente Fugatti ha spiegato che «è stato elaborato un documento preliminare di progettazione, valutando possibili soluzioni di sdoppiamento dell’asse stradale nel tratto fra Castelnuovo e Grigno. È stato scelto di adottare una sezione tipo stradale “C1” extraurbana secondaria con una corsia per senso di marcia di 3,75 metri e banchina di 1,50, con larghezza della piattaforma stradale di 10,50 metri». È pronto un investimento di 40 milioni di euro.

LE VOSTRE SEGNALAZIONI

Ad interrogarsi sul futuro della statale della Valsugana è anche l’amministrazione di Caldonazzo. Se ne era parlato nell’ultimo consiglio comunale del 2018. «È indiscussa la necessità di intervenire sui tratti pericolosi - aveva detto il sindaco Giorgio Schmidt - ma l’ampliamento dove è previsto? Si rispolvererà il tunnel sotto il colle di Tenna? Una quattro corsie equivarrebbe ad un’autostrada senza pedaggio che potrebbe incentivare maggiormente il traffico anziché diminuirlo. Questo comprometterebbe non solo l’ambiente e il territorio ma anche la vocazione spiccatamente turistica della Valsugana». Era stata approvata all’unanimità una mozione presentata dallo stesso Schmidt e destinata alla Provincia, affinché la comunità di Caldonazzo venisse informata su «dati, sviluppi, studi». La Provincia ha risposto e fissato un incontro: saltata per un contrattempo la prima data in calendario, il sindaco Schmidt incontrerà Fugatti ed i suoi assessori il primo aprile.


IN UN ANNO 57 INCIDENTI E 104 FERITI

I dati sono dell’Aci, l’Automobile Club d’Italia: nel 2017 la statale della Valsugana si è piazzata al quarto posto tra le strade più pericolose della nostra provincia, con 57 incidenti (due mortali), due vittime, 104 feriti. Il primo posto è andato alla statale 12 del Brennero  con 82 incidenti, contro i 70 del tratto trentino della Gardesana occidentale e i 58 del tratto trentino della A22.
L’anno precedente era andata meglio, per quanto riguarda le statistiche: nel 2016 la Ss47 era al nono posto per indice di mortalità (un decesso) e quinta per numero di incidenti (furono 38 contro i 99 della statale dell’Abetone del Brennero, i 75 della Gardesana Occidentale, i 64 della strada di Loppio e val di Ledro e i 40 dell’A22).

Nel 2015 tra gli svincoli di Barco e di Campiello persero la vita 4 persone in due scontri frontali accaduti a distanza di poche settimane. Un bollettino di guerra, per una strada fondamentale per i collegamenti con il Veneto e per la quale i residenti chiedono da tanti anni una soluzione.

Sabato pomeriggio, dunque, l’ennesima croce, con un incidente mortale tra un’auto ed una moto all’altezza di Levico. Ha perso la vita Franco Lazzaro, 58enne di Martellago, in provincia di Venezia. Viaggiava in sella alla sua Honda Cbr 1.000 verso Borgo quando si è trovato davanti una Ford Focus che attraversava la statale diretta a Barco. Il sole basso del pomeriggio potrebbe aver tratto in inganno il conducente dell’auto, che non si sarebbe reso conto dell’arrivo del motociclista o non ha calcolato bene la velocità della due ruote.

Il motociclista è morto sul colpo e i tentativi di rianimazione da parte del medico arrivato in elicottero sono stati purtroppo vani. Lascia la moglie Svitlana, di origine ucraina, sposata lo scorso novembre dopo una lunga frequentazione. Tra una settimana la coppia sarebbe dovuta partire per il viaggio di nozze.

«Fin da ragazzo la moto era la sua passione, una valvola di sfogo» ricorda la sorella Lauretta. Franco Lazzaro aveva anticipato a sabato il consueto giro della domenica, prevedendo maltempo. «Era partito alle 13 e stava rientrando: quella strada la conosceva a memoria» prosegue la sorella. Lo scorso agosto era rimasto coinvolto in un incidente stradale: ferite non gravi per lui e moto distrutta. Si era subito comperato una Honda Cbr 1.000, ma aveva la testa sulle spalle. «In moto andava sempre da solo per essere più sicuro» ricorda il cognato. Dai primi accertamenti sullo scontro mortale è emerso che l’uomo non stava correndo lungo la statale Valsugana, ma rispettava i limiti. Il funerale verrà fissato nelle prossime ore.

 

 

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