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Agricoltura, nuovi limiti per il rame

ed il Disciplinare del Trentino

finisce per essere fuori legge

Preoccupazione fra i contadini, settore vinicolo in difficoltà

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La recente introduzione di un limite all’utilizzo di prodotti a base di rame nella produzione agricola integrata, limite introdotto a livello europeo, rischia di mettere in difficoltà le aziende trentine, in particolare i produttori vitivinicoli. Secondo le nuove regole, infatti, il disciplinare trentino sarebbe completamente fuori legge.

Queste difficoltà si sono tradotte nella sospensione della scheda di difesa e diserbo della vite, momentaneamente tolta dal disciplinare per la produzione integrata approvato nei giorni scorsi dal dirigente del Servizio agricoltura della Provincia. È infatti in corso un approfondimento in cerca di una via d’uscita che possa permettere di superare limiti considerati troppo restrittivi.

Fino all’anno scorso nella lotta integrata era possibile utilizzare fino a sei chili di rame per ettaro all’anno. Il nuovo regolamento europeo stabilisce che si possa arrivare ad un massimo di 28 chili per ettaro nell’arco di sette anni, con una media dunque di 4 chili all’anno ma anche la possibilità di compensare da un anno all’altro eventuali superi, dovuti a condizioni climatiche sfavorevoli e maggiori rischi di attacco da parte di funghi e parassiti.

Dall’anno scorso in Trentino Apot e Consorzio di tutela dei Vini hanno iniziato a collaborare per predisporre un disciplinare unico comprendente le principali colture di interesse agrario: melo, vite, ciliegio, fragola, lampone, rovo, mirtillo, ribes, uva spina, actinidia, susino, pero, albicocco, mais da granella, frumento tenero, asparago, carota, cavolfiore, cavolo cappuccio, patata e sedano rapa. Il disciplinare è stato predisposto per essere coerente con le Linee guida nazionali per la produzione integrata e si articola in linee comuni a tutte le culture e schede tecniche specifiche.

Le proposte per il 2019 sono state valutate in dicembre all’Organismo tecnico scientifico provinciale che aveva espresso parere positivo, con qualche prescrizione.

Il problema, per quanto riguarda la vite, è che si continuava ad applicare l’utilizzo del rame nelle quantità previste l’anno scorso, cioè con un limite massimo di sei chili per ettaro all’anno. A cambiare le carte in tavola è stata la pubblicazione, nelle scorse settimane, da parte del Ministero della salute delle raccomandazioni sull’applicazione del regolamento europeo rendendo obbligatorio l’inserimento nell’etichetta dei prodotti fitosanitari a base sostanze attive composti del rame della prescrizione sui 28 chili in sette anni.

Dunque il disciplinare approvato dall’Organismo tecnico scientifico non è più compatibile con la sopraggiunta limitazione comunitaria. «Noi avevamo fatto pressioni sull’Unione Europea per introdurre criteri di elasticità che sono stati accolti, ma se si riesce a avere margini ancora migliori ben venga» dice Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti del Trentino. Che come molti operatori del comparto fa presente come in un clima mediterraneo il rame debba essere utilizzato in maniera più massiccia rispetto al Nord Europa, contestando perciò l’esistenza di un regolamento unico.

La Provincia comunque ha approvato il disciplinare, che a poche settimane dall’inizio dei trattamenti dà indicazioni utili ai coltivatori. Nelle colture ortofrutticole i nuovi vincoli non pregiudicano le coltivazioni e non danno problemi. Nel caso della vite invece bisognerà modificare la scheda e sottoporla nuovamente all’attenzione dell’Organo tecnico scientifico.

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