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In Trentino servono 22 medici di base

Pubblicato il bando delle aree carenti

L'emergenza maggiore si registra a Levico

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Sono 22 le zone carenti di medici di medicina generale secondo i calcoli effettuati dall’Azienda sanitaria che nei giorni scorsi ha pubblicato una delibera con l’elenco e ha approvato il bando per l’assegnazione delle zone carenti, provvedendo alla pubblicazione dei bandi sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Le domande dei medici interessati dovranno pervenire entro 20 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale e a quel punto l’Azienda provvederà a stilare la graduatoria.

In base all’accordo integrativo provinciale del 21 settembre 2017 il rapporto ottimale da applicare per la valutazione della possibilità di inserimento di nuovi medici è fissato ad un medico ogni 1.275 assistiti.
Dai calcoli effettuati sulla base della popolazione residente e i medici iscritti negli elenchi provinciali (tenuto conto di quelli che andranno in pensione o si trasferiranno con certezza entro la fine del 2019), è stato stilato l’elenco degli ambiti territoriali carenti.

Per quanto riguarda Trento e dintorni mancano un medico a Gardolo, uno nella Circoscrizione 6 dell’Argentario, uno a Sardagna, uno a Villazzano e uno nel Comune di Vallelaghi. In Vallagarina, invece, le carenze sono ad Ala, Avio, Folgaria, Pomarolo, Mori, Rovereto, Trambilleno e Vallarsa. Medici in arrivo anche a Tiarno di Sopra, nel comune di Ledro, e ad Arco, a Tione e Bondone (nelle Giudicarie) e poi a Mezzolombardo e Cles. La situazione più critica si registra a Levico Terme dove nel giro di pochi mesi per pensionamenti e decessi se ne sono andati tre medici e dunque il fabbisogno è di 3 professionisti chiamati a prendersi cura di quasi 4 mila persone.

Numeri piuttosto consistenti considerato che lo scorso anno le aree carenti erano 14 e che trovare medici di medicina generale disponibili non è semplice. Proprio per questo la scuola di formazione specialistica in medicina generale di Trento ha aumentato i posti da 20 a 25. Un aumento forse non sufficiente se si considera che nei prossimi quattro anni andranno in pensione dai 100 ai 150 professionisti.

Intanto la situazione sul fronte medici di medicina generale rimane calda dopo la contrapposizione tra il sindacato di maggioranza della Cisl Medici da una parte e la Provincia e l’Azienda dall’altra. Una ferita che nemmeno dopo la dura presa di posizione del presidente Fugatti e dell’assessora alla sanità Segnana sembra essersi anche in minima parte rimarginata. Il segretario Nicola Paoli sembra voler rimanere sulle sue posizioni e altrettanto, al momento, fa la giunta.

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