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Stalking: 1.613 telefonate

dalla ex del fidanzato

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Lei, lui e l’avvenente ex di lui (furente per essere diventata ex). Il più classico dei triangoli approda anche in Tribunale dopo che l’attuale compagna ha coperto di querele la ex, ora imputata per atti persecutori. Se si tratta di stalking sarà il giudice a stabilirlo. Di certo secondo la parte lesa (cioè l’attuale compagna del giovane conteso dalle due donne) la rivale avrebbe utilizzato tutte le armi classiche dello stalker: dal diluvio di telefonate agli insulti e alle minacce di morte; dai pedinamenti in auto con tanto di manovre spericolate, alle minacce di diffondere video intimi.

Il processo che si è aperto in Tribunale davanti al giudice Giuseppe Serao è stato rinviato per consentire la riunione di due diversi fascicoli penali. La parte lesa, che in pochi mesi aveva presentato contro la presunta stalker ben 6 querele, si è costituita parte civile chiedendo 20 mila euro di risarcimento danni.
La vicenda ha avuto anche una fase amministrativa che aveva portato l’odierna imputata a ricevere l’ammonimento del Questore. Provvedimento che però non è bastato a contenere la turbolenza amorosa della ragazza, finita poi anche agli arresti domiciliari per stalking.

Tra gli atti persecutori lamentati dalla parte lesa c’è anche un messaggio, che sarebbe stato inviato attraverso un falso profilo Facebook sulla pagina dell’ex compagno: «Hai 48 ore prima che il vostro video finisca ovunque». Il riferimento sarebbe ad un video intimo di cui l’imputata si sarebbe appropriata illegittimamente  e che era stato inoltrato anche alla parte lesa con la frase velenosa: «Guarda cosa ne fa dei vostri video amatoriali».

Naturalmente le accuse sono tutte da dimostrare, anche se la difesa, sostenuta dal’avvocato Claudio Tasin, appare in salita anche perché controparte quando poteva registrava, fotografava, denunciava, chiamava le forze dell’ordine.

La vittima, tra l’altro, sostiene di essere stata bombardata di chiamate, spesso in orario notturno: in totale nel giro di circa un anno la donna avrebbe ricevuto 1.613 telefonate da otto utenze diverse. Per difendersi da questo flusso la donna attivò sul telefono un filtro anti-molestie che avrebbe di fatto stoppato gran parte delle telefonate.
La vittima lamenta anche appostamenti notturni sotto casa sua, accompagnati da insistenti scampanellate (e in un’occasione palle di neve contro la porta finestra). Sono stati denunciati anche un paio di inseguimenti con auto e scooter, resi pericolosi da manovre spericolate. In un’altra occasione, dopo il presunto inseguimento, le due donne sarebbero anche venute alle mani con l’imputata (dal fisico statuario) che avrebbe preso per il collo l’odiata rivale facendole toccare l’asfalto con una guancia.

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