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Carne di cervo e di capriolo:

la Provincia vara

i "Centri di controllo"

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Un controllo capillare ed organizzato sulla selvaggina abbattuta, il monitoraggio zoosanitario per la valutazione della presenza nelle stesse carni di parassiti, garantire il puntuale rispetto delle norme specifiche in materia di igiene degli alimenti di origine animale: questi gli obiettivi sottesi al progetto di dotare il territorio provinciale di «Centri di raccolta e controllo degli ungulati selvatici abbattuti».

Ne ha discusso stamane la Giunta provinciale, che ha approvato un conchiuso proposto dall’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli d’intesa con l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana.

Il settore delle carni di selvaggina - dice la Giunta - «ha dimostrato negli ultimi anni un costante incremento della domanda e dell’offerta, ed essendo in atto un incremento numerico di talune popolazioni di animali selvatici, in particolare ungulati, la Giunta ha ritenuto di definire l’avvio di un progetto in grado di assicurare il controllo capillare e organizzato, il monitoraggio zoosanitario ed il rispetto delle specifiche norme in materia di igiene degli alimenti di origine animale».

Per l’esecutivo «I predetti obiettivi possono, alla luce delle esperienze già realizzate a livello provinciale ed in altri territori, essere efficacemente perseguiti attraverso la realizzazione di centri di raccolta e controllo della fauna selvatica abbattuta gestiti in stretta collaborazione tra pubblico e privato».

Al fine di definirne il piano organico di gestione, le azioni di formazione e sostegno, la giunta provinciale ha incaricato i dipartimenti in materia di salute e benessere animale e sicurezza alimentare e in materia di fauna selvatica in raccordo con l’ente gestore della caccia nelle riserve.

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