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Anche Questura, Carabinieri ed esperti

al Tavolo tecnico sui lupi di Fugatti

ma per ora si farà solo «informazione»

In Trentino 50 esemplari, sugli Appennini sono duemila

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Nel pomeriggio di ieri si è tenuta la riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza presso il Commissariato del Governo di Trento, per analizzare la situazione della presenza dei lupi in Trentino. È stato istituito il tavolo di coordinamento tra forze dell’ordine e corpi provinciali.

Oggi in Trentino si registrano 7 branchi per una cinquantina di esemplari: 27 nell’area dei Monti Lessini (4 branchi), 18 esemplari in val di Fassa (2 branchi) e 7 lupi in Alta val di Non , raccolti in un solo branco). Nel 2018 sono stati registrati 69 casi di danni per un valore di oltre 70 mila euro. Un paragone: secondo i dati presentati in Comitato, in Appennino vivrebbero circa 2 mila lupi mentre nelle Alpi stazionerebbero un centinaio di branchi.

Dice il comunicato della giunta provinciale: «Sulla base delle informazioni dei sindaci, portavoci delle esigenze del territori, e del contributo dei servizi forestali della Provincia di Trento, il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza ha preso atto, nella riunione di oggi, che “esiste un potenziale pericolo per l’integrità pubblica dovuto alla presenza di lupi in tre aree del Trentino». Una affermazione confutata da uno dei massimi esperti di lupi in Italia, l’etologo Luigi Boitani, il quale intervistato dal giornale Trentino spiega come l’episodio di Ala sia normale: «Non c’è stato alcun pericolo per la popolazione, fatti come questo accadono ogni notte in molte zone di tutta Europa».

Per il presidente della giunta Fugatti, però, è ora di passare all’azione. «Il Comitato - informa la Provincia - informerà i ministeri competenti della situazione e avvierà dei percorsi di gestione della presenza del lupo. Su questo punto, il prefetto Sandro Lombardi ha disposto la composizione di un tavolo tecnico sulla presenza del lupo in Trentino, coordinato dal questore Giuseppe Garramone, e composto dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale dei Comuni interessati agli avvistamenti), oltre ai corpi provinciali dei vigili del fuoco e della forestale. Il tavolo - spiega la Provincia - avrà il colpito di decidere eventuali servizi di vigilanza e, soprattutto, sviluppare un sistema di segnalazione condivisa di eventuali avvistamenti. Questo è il risultato della riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocata nel tardo pomeriggio di oggi dal prefetto Sandro Lombardi, su richiesta del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti».

Al termine della riunione, il presidente Fugatti ha dichiarato: «Oggi abbiamo preso atto che esiste un problema di sicurezza collegato alla presenza dei lupi, soprattutto nelle aree della val di Fassa, Ala e Rumo in alta val di Non. Non possiamo accettare che i lupi possano arrivare così vicini alle case, nel fondovalle. I cittadini non possono correre simili rischi e noi dobbiamo garantire loro la sicurezza».Ma c’è chi - come l’ex presidnte Ugo Rossi - gli ricorda che la situazione è questa da tempo. E che oggi a Fugatti bastyerebbe fare quell oche annunciava dai banchi dell’opposizione un anno fa.

Replica Fugatti: « sono pronto a assumere le mie responsabilità per garantire la tranquillità e la sicurezza dei cittadini». Il che vuol dire tante cose, ma non è chiaro quali. Darà l’ordine di sparare ai lupi (specie protetta a livello di Comunità Europea)? Darà ordine di catturarli? Di deportarli? Di costruire recinti elettrificati?

Continua il comunicato: «Alla riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza presso la sede del Commissariato di Trento, erano presenti, tra gli altri, il prefetto Sandro Lombardi; il procuratore Sandro Raimondi; il questore di Trento, Giuseppe Garramone; il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accompagnato dai dirigenti provinciali Romano Masè e Maurizio Zanin; i sindaci di Ala (Claudio Soini), Rumo (Michela Noletti) e Canazei (Silvano Parmesani), oltre all’assessora Mariachiara Franzoia, in rappresentanza del sindaco di Trento».

La riunione arriva dopo la predazione dei lupi al gregge di pecore, avvenuta sabato scorso, verso le 6 del mattino, ad Ala, che ha causato l’uccisione di tre agnelli. A suscitare preoccupazione è stata la vicinanza - meno di un centinaio di metri - dal luogo dell’attacco alle abitazioni di Ala. Sul luogo si era recato nella giornata di domenica anche Maurizio Fugatti (che è del posto) il quale, accompagnato dal sindaco di Ala, Claudio Soini, aveva incontrato il proprietario del gregge, Mariano Zomer.

Dunque? «Intendiamo affrontare la criticità lupi in maniera seria e strutturata - ha ribadito il presidente della Provincia -. Abbiamo coinvolto del problema il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, cosa che nessuno prima di noi aveva fatto. La presenza del lupo in Trentino non è più circoscrivibile all’ambito ambientale, agricolo o forestale ma sta diventando un problema di ordine pubblico e di sicurezza. Il fatto che il Commissario del Governo abbia convocato il comitato in soli tre giorni, è un passo in avanti concreto».

Nel suo intervento, il prefetto Sandro Lombardi ha assicurato che sulla questione lupo sarà intrapreso un percorso articolato, anche con «soluzioni pratiche» (prevenzione e informazione verso i cittadini), in quanto il fenomeno tocca aspetti diversi, regolamentati con misure ed interventi diversificati. Inoltre il prefetto ha rivolto l’invito al Questore di coordinate un tavolo tecnico, composto dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale dei Comuni interessati agli avvistamenti), oltre ai corpi provinciali dei vigili del fuoco e della forestale. Contemporaneamente - sempre secondo il prefetto Lombardi - si dovranno intensificare sugli stessi territori i servizi di vigilanza e segnalazione.

Dai tre sindaci è arrivata la richiesta, in particolare, di informazione: «Non facciamo allarmismi - hanno ribadito gli amministratori - ma i cittadini chiedono una corretta informazione, per poter vivere in tranquillità e serenità». A Rumo, l’area interessata dai lupi è di circa 162 chilometri metri quadrati ed è già stato attivato il servizio di controllo (la lupa è già radiocollarata). «L’anomalia - ha continuato la sindaco Michela Noletti - è la vicinanza al centro abitato degli avvistamenti e il cambio di abitudini orarie (dalle ore notturne a quelle del primo mattino) degli spostamenti».

Ad Ala, come già detto, la predazione avvenuta a meno di 200 metri dalla frazione di Marani. «Nonostante le rassicurazioni degli esperti - ha detto il sindaco Claudio Soini - tra le popolazioni c’è preoccupazione ed è per questo che riteniamo importante essere presenti oggi in Comitato».

 

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