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Il Mercatino incassa nuovi record

«A Trento visitatori da 52 paesi»

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Per i piccoli artigiani doc rappresenta una grossa opportunità per apporre un bel segno positivo sul bilancio annuale. Chi, invece, ha una dimensione già proiettata su larga scala vuole soprattutto far conoscere i propri prodotti ad un pubblico un po’ più ampio, magari anche internazionale. Tra debutti e presenze ormai storiche, per gli espositori del Mercatino di Natale è dunque tempo di tirare le somme e, magari, dare anche qualche voto all’organizzazione. Tutti promossi? Pare proprio di sì.

«Per noi questo è il primo anno a Trento, mentre da tempo siamo presenti ai Mercatini di Merano. Devo complimentarmi, perché a livello organizzativo non ho percepito differenze e tutto ha funzionato davvero bene», racconta dal suo stand in piazza Fiera Vittorio Suppiej, titolare, insieme alla compagna, di «Burambole», piccola impresa artigiana del padovano che realizza giocattoli in legno da montare e bambole che ricordano molto i classici burattini, ma senza fili. «Il bilancio è molto positivo, e speriamo davvero di poter esserci anche il prossimo anno. Essendo veneti ancora molti “locali” qui non ci conoscevano, ma abbiamo visto grande interesse e apprezzamento man mano che passavano le settimane. Un’altra cosa che ci ha sorpresi piacevolmente è stato anche l’andamento delle vendite: abbiamo continuato ad avere buoni numeri anche dopo Natale, e questo è davvero un bel risultato».

Era al suo debutto, ma per il settore ristorazione, anche Davide Palo, titolare di «Tridentum Bbq», sempre in piazza Fiera: con il suo speciale grill «Caronte» offre carni a km 0 cotte con il metodo all’americana, e servite con particolari condimenti sempre provenienti da produttori locali. «Siamo davvero molto contenti, i risultati sono quasi oltre le aspettative. La Notte bianca? Una bella occasione, abbiamo avuto tantissimi clienti e in effetti anche la data è stata strategica. In generale posso dire che di movimento ne abbiamo avuto sempre, durante la settimana magari erano più gli autoctoni, poi nei weekend, soprattutto quelli di pienone, diciamo dal 20 dicembre in poi, c’era anche tanto movimento turistico. Mi ha sorpreso comunque un dato: avendo vissuto il mercatino da sempre come visitatore, mi aspettavo di vedere molte presenze di stranieri, magari dall’Austria o dalla Germania, invece ho notato che tanti italiani hanno scelto Trento e anche tante persone provenienti da altri continenti».

Il giudizio sull’organizzazione e più che positivo, ma Palo coglie l’occasione per qualche suggerimento: «Sarebbe un’ottima cosa se almeno noi della gastronomia avessimo un’oretta di apertura in più la sera: in poco tempo si permetterebbe di raddoppiare quanto fatto durante la giornata». Voto pieno anche per la Notte bianca: «Nei giorni scorsi avevo sentito voci critiche, qualcuno temeva un po’ il flop, invece è stato davvero un successone».

«Un bilancio definitivo ancora non ce l’abbiamo, ma possiamo dire che è andata sicuramente in linea con gli altri anni e, anzi, forse con qualcosina in più», raccontano Michela Musitelli e il marito, titolari dell’azienda, con sede in Tesino, «Vestire biologico, l’arte della lana». «Di movimento ce n’è stato un bel po’, e probabilmente siamo al di sopra delle edizioni precedenti. Con la Notte bianca, invece, non abbiamo guadagnato un granché ma del resto la sera, arrivati agli sgoccioli, la gente non compra più di tanto. Nel settore del food abbiamo visto invece un grandissimo risultato: per loro l’evento è interessante, e comunque c’era talmente tanta ressa qui nella piazza che anche mettersi a vendere, per noi, sarebbe stato complicato».

Matteo Andreatti, titolare dell’azienda di apicoltura Gocce d’oro dell’Altopiano di Pinè, è invece ormai presenza fissa da quattro anni: «Siamo andati molto bene, indubbiamente c’è stata una maggiore affluenza rispetto ad altre edizioni, abbiamo avuto delle belle presenze dall’inizio alla fine direi. Poi noi abbiamo un giro abbastanza vario: ci sono i turisti ma anche nostri clienti abituali, fidelizzatisi negli anni, che sanno che siamo qui e vengono a fare acquisti. Insomma per noi è una bella vetrina. A ridosso delle feste, naturalmente, si lavora un po’ di più con chi è qui in vacanza».

Promossa, tra le tante novità, anche l’idea dell’orario prolungato nei weekend: «Dall’allestimento in poi abbiamo visto solo belle migliorie in questa edizione, ma la chiusura posticipata alle 20 nei fine settimana per noi è strategica, perché in quella mezz’ora in più gli affari galoppano».

Perfino tra gli operatori di Piazza Battisti, dove non tutti gli anni si è chiuso il bilancio col sorriso, le cose sembrano essere migliorate. «Per parlare di cifre è ancora presto, ma si è visto l’enorme sforzo dell’organizzazione per valorizzare la piazza e questo ci ha fatto molto piacere», riflette Sara Sartori, espositrice di Borgo Valsugana con le sue creazioni «Memorie di un tempo». «La situazione è molto migliorata: c’era una presenza fissa dell’Apt nella piazza, sono state distribuite le mappe, tutto era ben segnalato, insomma i risultati noi li abbiamo visti».


IN 1.200 SULLA RUOTA

Con i suoi 38 metri di altezza, per 144 posti, la ruota panoramica di piazza Dante ha dato la possibilità a oltre 1200 persone di tutte le età di ammirare il capoluogo dall’alto. Partita il 7 dicembre, l’attrazione è rimasta in funzione sino a ieri, con tanto di orario prolungato in occasione della Notte bianca. Visto il grande successo, la prospettiva, come spiega l’assessore Stanchina, è quella di riconfermarla anche per l’edizione a venire.

«I gestori si sono detti estremamente soddisfatti, e anche per la città questa è stata un’altra bella scommessa vinta: ci hanno chiesto di tornare anche il prossimo anno, e oltre a dare il mio parere positivo mi piacerebbe rilanciare. Piazza Dante, anche grazie a loro, ha funzionato bene e secondo me va incrementata l’offerta».
La ruota, dunque, sarà quasi sicuramente un’altra conferma dei prossimi Mercatini: «Incontrerò nei prossimi giorni i gestori, ma vedendo anche come è andata nell’altra piazza, ossia Santa Maria Maggiore, credo che ci sia la necessità ora più che mai di incrementare gli eventi e le iniziative».


VISITATORI DA 52 PAESI

Le aspettative erano alte e la sfida non di poco conto, visto il passaggio di consegne tra Trento Fiere e l’Apt, e visti soprattutto i mesi di intenso lavoro che hanno preceduto la venticinquesima edizione del Mercatino di Natale appena conclusasi. «Sapevamo di aver lavorato bene, di aver creato anche una buona sinergia con gli operatori delle casette, ma non pensavamo che avremmo avuto risultati del genere: questa è stata una manifestazione da record oserei dire, sia per il numero di visitatori sia per la soddisfazione espressa da artigiani e ristoratori», commenta soddisfatta la direttrice dell’Apt di Trento Elda Verones, deus ex machina di tutti i grandi eventi che hanno accompagnato il Natale e non solo. «E in tutto questo ricordo che noi abbiamo anche organizzato il concerto di Capodanno in piazza Duomo e la Notte bianca», aggiunge con una punta di orgoglio.

In attesa di conoscere l’esito dei 2.500 questionari di gradimento somministrati in questi giorni ai visitatori, Verones fornisce qualche dato in anteprima: «Intanto abbiamo registrato turisti provenienti da 52 paesi, dagli Stati Uniti all’Australia: il Mercatino è sempre più internazionale, ma questo significa che lo è anche tutto il Trentino, visto che sulle due piazze della manifestazione c’è in mostra il nostro territorio e i suoi prodotti migliori. Anche per questo abbiamo cercato di migliorare la qualità, garantendo un turnover degli espositori e dando spazio a 18 nuove realtà. Quello che posso già dire è che dal nostro questionario emerge come il Mercatino di Trento venga collocato da tutti tra i migliori visitati in Italia».

Sul numero definitivo di presenze bisognerà attendere ancora qualche giorno, «ma possiamo già dire che abbiamo avuto un’impennata rispetto allo scorso anno e in generale rispetto alle ultime edizioni. Sugli alberghi abbiamo visto che l’ultima settimana di novembre ha toccato quota 20.000 presenze turistiche, con un 5% in più rispetto allo scorso anno. Stiamo rilevando anche dicembre ma si può già dire che l’incremento per quel periodo è a doppia cifra».

Soddisfatto anche l’assessore comunale alle attività produttive Roberto Stanchina, che insieme all’Apt ha tenuto le redini della manifestazione: «L’incremento di presenze e di incassi per le due piazze è un dato evidente: è presto per dare cifre definitive ma credo che chi abbia avuto modo di fare un giro in queste settimane si sia accorto del successo e del grande numero di visitatori. Certo, a fare la parte del leone è più che altro l’enogastronomia, ma credo che tutti gli espositori possano ritenersi soddisfatti». Stanchina attribuisce parte del merito «al marketing puntuale che è stato fatto per promuovere il Mercatino», mentre sulla Notte bianca, che non ha visto l’adesione sperata da parte dei commercianti, ribatte: «Mi sembra sia stata per loro un’occasione persa. In giro c’era tantissima gente e tutti sono rimasti contenti. Noi comunque la riproporremo anche il prossimo anno, tentando un dialogo diverso con la categoria».

Per la prossima edizione resta anche la Blachére, ditta francese che si è occupata delle luminarie, le quali sulle prime non hanno riscosso l’apprezzamento sperato: «Era una scommessa - commenta Stanchina - e miglioreremo qualche dettaglio ma, come si suol dire, “squadra che vince non si cambia”».

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