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Porfido, rimborsi Apss, università

Le indagini della Corte dei Conti

 

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Il 2008 per la procura regionale della Corte dei conti si apre con molti filoni di indagine aperti: dai grandi appalti alle concessioni per le cave di porfido, dai rimborsi indebiti a carico dell’Azienda sanitaria ai lavori «parcellizzati» da parte dell’Università.

In occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario il procuratore regionale Marcovalerio Pozzato l’ha detto a chiare lettere: «Specifico impegno sarà dedicato, nell’anno in corso, alla verifica della regolarità e della congruità economica dell’aggiudicazione di lavori pubblici». Su questo fronte le indagini sono già aperte: «Sono in corso - precisa il procuratore - articolate istruttorie in ordine a ipotesi di danno erariale anche di grande rilevanza, essendosi verificati affidamenti di lavori in manifesta violazione di legge».

Quali violazioni? Artificioso frazionamento di grandi appalti con la specifica finalità di eludere le regole di evidenza pubblica;annullamenti di pubblici lavori per carenze negli elaborati progettuali o per nuova valutazione di pretesi interessi pubblici in disallineamento con elementari princìpi di economicità e di efficacia della spesa (e qui tra le righe sembra di leggere Nuovo ospedale di Trento); omesso confronto concorrenziale di più operatori economici; e infine omessa applicazione dell’obbligatorio “principio di rotazione” fra gli idonei operatori economici di categoria.


Appalti dunque ma anche contributi pubblici: «Questa procura intende continuare, nel 2018, con l’imprescindibile ausilio della Guardia di Finanza nella verifica della correttezza delle attribuzioni dei contributi provinciali, regionali e comunitari», settore dove i casi di mala gestio di risorse pubbliche sono ricorrenti.

Su alcune indagini in corso il procuratore è stato un poco più preciso. Si parte dalla «mancata realizzazione di un termovalorizzatore, con ingenti spese e mancati introiti, non essendo stato compiutamente avviato il servizio». Il riferimento è probabilmente al cogeneratore a biomassa di Cembra dove accanto ad un procedimento penale se ne affianca uno contabile.

 

Un importante fronte aperto è quello del porfido, settore in cui le indagini sono più d’una. Si indaga - precisa Pozzato - su un’ipotesi di «illegittima determinazione del canone di concessione, anche per effetto di proroghe irregolari in violazione dei principi di concorrenza, per alcune cave di porfido». Da segnalare anche «illegittime attribuzioni economiche della Provincia, a titolo di rimborso, per eventi» (qui sembra una prosecuzione delle indagini già approdate i giudizio con il consorzio Welcome Lavis). Passiamo all’Università dove gli inquirenti lavorano (anche sul terreno penale) al «frazionamento artificioso e illegittimo affidamento diretto di lavori da parte dell’Università di Trento».


Sono aperte indagini anche sul fronte della sanità: si va dalle spese per la mancata realizzazione del nuovo ospedale ai «rimborsi indebiti a carico dell’azienda sanitaria»; dal «rifacimento di pavimentazioni di strutture ospedaliere a causa di lavori malamente eseguiti» a «indebiti rimborsi per cure odontoiatriche a carico dell’Azienda sanitaria».


Infine si indaga su «indebite contribuzioni pubbliche con riferimento alla realizzazione di un ponte agricolo»; «l’illegittima assunzione di personale nello staff di un sindaco». Chiudiamo con un’opera pubblica mai realizzata: Il «risarcimento danni a impresa in relazione a opera pubblica (piscina) mai realizzata». E qui si parla certo dell’irrealizzato centro acquatico di Miola per cui la procura contesta un danno erariale presunto di quasi due milioni di euro.

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