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Un tricolore lungo 1 km

Ma Cai e Parco dicono no

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Una bandiera italiana lunga un chilometro e larga nove metri, oltre 48 quintali di peso, da srotolare per 15 giorni a luglio 2018 sulla parete nord dell’Adamello per celebrare i 100 anni della «vittoria» della Grande Guerra. È il progetto dell’associazione Impronta Camuna della val Camonica che - dopo aver incontrato entusiastici appoggi a inizio estate - adesso è nella bufera.

Ci sono due ordini di problemi: quello ambientale e quello «patriottico». Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è già arrivato un secco «no» dal Parco Adamello Brenta. Il bandierone infatti avrebbe bisogno di ancoraggi in cemento e acciaio da realizzare sulla cima e all’arrivo, al Pontelagoscuro con plinti e fissaggi ogni due metri lungo tutta la parete. Un intervento pesantemente compromissorio della roccia anche se gli organizzatori assicurano che «tutto verrà ripristinato entro pochi giorni».

Per lo stesso motivo, ma anche per perplessità sul modo di ricordare i caduti, è arrivato anche un duro documento del Cai della Lombardia che «condivide e sostiene i pareri contrari già espressi dalle realtà bresciane del Cai, dalla Comunità Montana di Valcamonica e dal Parco dell’Adamello. Pur rispettando e condividendo l’intento di onorare la memoria dei caduti di tutte le Nazioni che presero parte alla “Grande Guerra”, il Cai Lombardia ritiene che la stesura di un Tricolore lungo un chilometro e largo 9 metri non sia compatibile con i principi del Sodalizio in materia di tutela ambientale».

Il Club Alpino Italiano - Regione Lombardia ribadisce «il proprio sostegno alle iniziative di  commemorazione avanzate dalle locali Sezioni del CAI e da altri enti e associazioni finalizzate ad una maggior tutela del territorio e del patrimonio culturale come il recupero di siti, trincee e baraccamenti nonché la realizzazione di itinerari tematici al fine di favorire una maggior conoscenza dei tragici eventi che hanno caratterizzato le zone dell’Adamello nella Prima Guerra Mondiale, in particolare nei confronti delle nuove generazioni».

Però insiste Roberto Bontempi, presidente di Impronta camuna: «la bandiera incarna i valori della pace e dell’unità nazionale». E quindi il progetto «potrebbe anche essere modificato, ma noi – dice Bontempi – vogliamo andare avanti».

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