Salta al contenuto principale

Glucosio nel gelato:

la multa è salata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 44 secondi

Mai gelato poteva essere più amaro. E la colpa è tutta dello zucchero. I titolari di una gelateria dovranno infatti pagare un conto salato per avere proposto alla clientela un gelato «senza lattosio e senza zucchero» - questo indicava il cartello esposto - quando invece conteneva sciroppo di glucosio, uno degli ingredienti più utilizzati dall'industria alimentare come sostituto dello zucchero.
I carabinieri del Nas di Trento, il Nucleo antisofisticazioni e sanità dell'Arma, hanno elevato una sanzione di 6000 euro al responsabile di un'attività in val di Non per la pubblicità «ingannevole» fatta alla clientela. Ma i controlli dei militari, che si occupano di tutela della salute dei consumatori, hanno messo nei guai anche un ristoratore della Rendena, che riempiva le bottiglie con acqua del rubinetto - questa almeno è l'accusa - e poi la spacciava (e dunque la faceva pagare) come acqua minerale naturale. Per lui è scattata una denuncia per frode in commercio. 

Ma partiamo dalla gelateria multata in val di Non. In questo caso a fare scattare la verifica dei militari è stata la segnalazione ricevuta da una cliente, che si era recata con il marito in gelateria. 
Alle ispezioni fatte di iniziativa e ai controlli a campione, infatti, i militari del Nas uniscono anche quella di verifica di possibili irregolarità evidenziate proprio dai cittadini. Al banco dei gelati - prodotti però da un'altra ditta - era affisso un cartello che indicava la possibilità di consumare gusti realizzati senza lattosio e senza zucchero. Una scelta particolarmente apprezzata da chi soffre di allergie o deve stare attento al consumo di zucchero, come i diabetici. Un'opzione per la quale veniva peraltro applicato un incremento di 20 centesimi. La scelta di un cliente diabetico - patologia caratterizzata da un aumento del livello di zucchero nel sangue (iperglicemia) - è ricaduta proprio su quel gelato. Prima di procedere all'ordinazione, però, la moglie dell'uomo avrebbe chiesto garanzia sull'assenza di zuccheri. A quel punto, elenco degli ingredienti alla mano, è emerso che c'era anche lo sciroppo di glucosio.  

Particolare confermato anche dalla verifica del Nas, che dunque ha sanzionato la gelateria per pubblicità «ingannevole», ovvero per violazione dell'articolo 2 della legge 109 del 1992. La norma prevede che «la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari non devono indurre in errore l'acquirente sulle caratteristiche del prodotto» e precisamente «sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sulla quantità, sulla durabilità, sul luogo di origine o di provenienza, sul modo di ottenimento o di fabbricazione del prodotto stesso». Morale: sanzione amministrativa di 6000 euro.
Nei guai, come detto, è finito anche un ristoratore della Rendena, «tradito» in questo caso dalle bottiglie di acqua minerale naturale. O almeno spacciate per tali. Il ristoratore, infatti, avrebbe riempito le bottiglie apparentemente acquistate con la classica acqua del sindaco. Dunque l'acqua del rubinetto. Nel frigorifero del ristorante i carabinieri hanno trovato una decina di bottiglie già aperte. Servire acqua del rubinetto, ovviamente, non è un reato e molti locale consentono di ordinare anche una caraffa di acqua «del sindaco». 
Il problema è che quelle bottiglie sarebbero state servite all'ignaro cliente come se contenessero acqua minerale naturale (probabilmente venivano apparentemente aperte al tavolo) e, dunque, pagate ad un prezzo superiore.
La vicenda è stata segnalata alla procura di Trento e sarà effettuato l'esame sui campioni di acqua prelevati. Per il ristoratore è scattata invece una denuncia per frode in commercio.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy