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Cles: chiuse ostetricia

e due sale operatorie

Stop ai parti e niente operazioni programmate, via ai lavori di ristrutturazione. Zeni rassicura

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LE RASSICURAZIONI DI ZENI

"Nessuna chiusura del punto nascita dell'ospedale di Cles, o di altri reparti del presidio ospedaliero Valli del Noce. Solo sospensioni parziali delle attività, durante il mese di settembre, quello nel quale storicamente si rileva la minore attività chirurgica, per effettuare alcuni lavori alla pavimentazione dell'ospedale programmati da tempo": queste le rassicurazioni dell'assessore provinciale alla salute Luca Zeni. I lavori saranno suddivisi in tre fasi e dureranno 25 giorni, a partire dal 4 settembre 2015. I giorni di sospensione dell'attività operatoria d'urgenza di chirurgia e ortopedia saranno comunque contenuti nel numero di giorni più limitato possibile. Dal 30 settembre l'attività dell'ospedale di Cles riprenderà regolarmente ed integralmente.


 

LA NOTIZIA

L'inaugurazione era avvenuta appena due anni fa. Ma ora due delle tre sale operatorie dell'ospedale di Cles dovranno essere chiuse per il cedimento del pavimento: servono lavori urgenti. Bloccati gli interventi ortopedici, chirurgici e ginecologici, che verranno dirottati al Santa Chiara di Trento. Stop anche ai parti: di fatto dal 4 settembre il reparto di ostetricia e ginecologia resterà chiuso. Sarà la stessa impresa che aveva realizzato i lavori ad effettuare il risanamento, che l'Azienda ha ritenuto non più rinviabile.


 

I PARTICOLARI

Due delle tre sale operatorie dell'ospedale di Cles dovranno essere chiuse per una serie di cedimenti del pavimento, in parte dovuto all'usura. Rimarrà aperta una sola sala operatoria per le urgenze, anche se pure questa per una decina di giorni sarà inutilizzabile. Non solo, per evitare che ostetricia «monopolizzi» le urgenze occupando di fatto l'unica sala disponibile, in una riunione effettuata mercoledì tra il capo del Sop, Fernando Ianeselli, la direttrice dell'ospedale di Cles, Raffaella Bianchi, e il capo del dipartimento di ortopedia, Giorgio Bianchini, è stata decisa la momentanea chiusura del punto nascita di Cles. Il tutto a partire dal 4 settembre e per tutto il mese. 

Una notizia shock per l'ospedale di Cles, per i suoi utenti ma anche per l'intera sanità trentina. Inevitabilmente, infatti, l'ospedale di Trento dovrà farsi carico di un maggior numero di urgenze, il reparto di ostetricia di Trento vedrà un inevitabile aumento di partorienti e le liste d'attesa per gli interventi di ortopedia, chirurgia e ginecologia si allungheranno. Per non parlare degli interventi già programmati che dovranno essere spostati e rinviati all'autunno.
Ma a cosa è dovuta questa urgenza di far tornare gli operai nelle nuove sale operatorie che all'inaugurazione erano state descritte come dei fiori all'occhiello nel panorama degli ospedali trentini?

Cedimenti del pavimento, dice chi vi lavora. In pratica nelle sale operatorie ci sono stati degli assestamenti che hanno provocato dislivelli non più tollerabili in un luogo in cui, ovviamente, i piani operatori devono essere perfettamente allineati. «A volte portare in sala le barelle è un problema», spiega un operatore che ovviamente, vista la situazione, preferisce rimane anonimo. Buchi nel pavimento che fanno sussultare le barelle e che dunque rendono non sicura l'attività. Nei mesi scorsi erano già stati effettuati degli interventi per tamponare la situazione che però, evidentemente, non sono bastati. Inizialmente era stata comunicata al personale la chiusura delle due sale operatorie con la possibilità di utilizzare la terza per le emergenze. Come sempre accade quando la coperta è troppo corta, il rischio che una specialità, in questo caso la ginecologia, potesse avere la precedenza su tutto il resto, aveva messo di malumore gli altri settori. Da qui la riunione effettuata mercoledì in direzione sanitaria e la decisione di bloccare l'attività della ginecologia di Cles. 

Un duro colpo per questo reparto, da primato per la bassa percentuale di parti cesarei e l'utilizzo garantito dell'analgesia epidurale. Un colpo ancora maggiore per il fatto che il reparto si trova anche a dover far fronte a breve ad un'altra emergenza, il pensionamento dello storico primario Franco Nicolodi, per anni colonna portante della ginecologia dell'ospedale noneso e non solo. Lo scorso anno i bambini nati a Cles erano 440 ma le proiezioni di metà anno indicavano un dato decisamente maggiore per il 2015. Ora lo stop forzato rischia di far saltare tutte le stime. 

Le tre sale operatorie, dopo anni di lavori, erano state ufficialmente aperte nel febbraio 2013 e ora sarà la stessa impresa che aveva effettuato i lavori a rimediare ai problemi emersi in questi mesi. In generale i lavori per la nuova ala dell'ospedale, complesso progettato dall'ingegner Francesco Azzali, erano durati sette anni. Una struttura che si sviluppa su cinque piani, per un totale di 33 mila metri cubi ed 8 mila metri quadri calpestabili. I lavori vennero realizzati dall'associazione temporanea di imprese Collini ed Ediltione ed erano costati quasi 24 milioni di euro.

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