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Aggredita all'ex Sit

Le viene chiesto il ticket

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Ambulanza nel piazzale ex Sit a Trento

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Ha patteggiato 1 anno e 2 mesi di reclusione per tentata violenza sessuale e lesioni il 36enne altoatesino che il 3 gennaio scorso aggredì e tentò di violentare una donna cinquantenne nel parcheggio ex Sit di Trento. Fu un episodio di particolare violenza: «Pensavo che sarei morta - raccontò poi lei stessa al nostro giornale -  quell’uomo mi ha aggredita alle spalle e mi ha picchiata con una tale violenza che non credevo di sopravvivere».

La vittima, purtroppo, è stata umiliata due volte: prima dallo stupratore, ora anche dall'Azienda sanitaria che per gli esami fatti in seguito alla tentata violenza sessuale chiede il pagamento di un ticket da 50 euro perché si trattava di prestazioni non urgenti. In attesa che si chiarisca quello che - speriamo - sia solo un equivoco, resta nella povera donna l'amarezza per aver subito oltre ai danni anche la beffa.

La donna, cinquantenne di Trento, stava raggiungendo la sua auto parcheggiata presso l'area ex Sit. Era già buio, ma non era tardi. Alle 19 quello era un parcheggio ancora pieno di gente e di auto, illuminato e a pochi passi dal centro cittadino, veniva percepito come tranquillo. Ma non quella sera, non per quella povera donna.

Per fortuna la stessa città dimostrò capacità di reazione e spirito di solidarietà. Sentite le urla, un uomo di Civezzano accorse in aiuto della donna mettendo in fuga il violentatore, poi inseguito da alcuni passanti. Alla fine l'uomo - il bolzanino Mimmo Pombeni, 36 anni, ancora detenuto nel carcere di Trento - venne arrestato dalla polizia per tentata violenza sessuale e lesioni personali.

L’aggressione a sfondo  sessuale ha provocato danni fisici e psicologici ingenti, ma la vittima rischia di non vedere un solo euro di risarcimento. Benché si sia costituita parte civile attraverso l’avvocato Giuliano Valer chiedendo 100 mila euro, è stata tagliata fuori dal patteggiamento e anche in futuro è difficile che riesca ad ottenere anche solo un parziale ristoro dall’imputato, ora detenuto e nullatenente.

Anche il Comune di Trento aveva chiesto di costituirsi parte civile per i danni all’immagine della città provocati da un’aggressione così selvaggia. L’amministrazione però è rimasta esclusa per per problemi di natura formale.

«Mi ha afferrata per la testa sbattendola più volte contro l'asfalto. Avevo la borsa al braccio: se quell'uomo cercava soldi poteva prenderla, invece mi ha gettata a terra ed ha tentato di strapparmi i pantaloni: voleva abusare di me. Ricordo solo il continuo ripetere della parola "puttana"», aveva raccontato ancora la vittima.

Momenti terribili, in cui la donna trovò le forze per reagire: «Gli ho morso un dito o due, non ricordo. E poi lui nel togliere violentemente le sue dita dalla mia bocca mi ha strappato alcuni denti».

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