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Chiusure domenicali: dietrofront

della giunta, legge «sospesa»

fino alla Corte Costituzionale

Dopo la sentenza del Tar, era in arrivo una valanga di ricorsi Soddisfazione di Federcoop, attacco dei sindacati: «Incoerenti»

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Giornata nera per la giunta provinciale Fugatti: prima la sentenza che intima di sospendere la norma sui 10 anni di residenza per avere un alloggio pubblico (LEGGI QUI LA NOTIZIA), poi il dietrofront sulle chiusure domenicali. In un conchiuso di giunta, l’esecutivo ha oggi s «sospeso» la legge sul commercio che vieteva di aprire i centri commerciali la domenica.

Come si ricorda, la norma varata dall’assessore Roberto Failoni consentiva infatti di aprire i negozi solo ai Comuni considerati «turistici» in base ad un calcolo aritmetico dei posti letto in rapporto alla popolazione. Una norma contestata che produceva evidenti storture: per capirci, Sfruz era turistica, Trento e Rovereto no.

Ma soprattutto era una norma in aperto contrasto con numerose altre sentenze giudiziarie che riguardavno leggi analoghe di altre Regioni. Tanto che si erano promossi i primi ricorsi, che hanno dato luogo ad un primo pronunciamento sfavorevole alla giunta da parte del Tar di Trento.

La sentenza del Tar rimandava la questione alla Corte Costituzionale, limitando la sospensiva solo ai ricorrenti; ma in attesa del pronunciamento, una valanga di altri ricorsi era in arrivo, tanto che le grandi catene, in settimana, si stavano preparando a suon di carte bollate.

La scorsa settimana, a sorpresa, il presidente Fugatti aveva annunciato di aver affidato un «approfondimento tecnico» ai suoi uffici (strano che non l’avesse fatto prima di approvare la legge). E oggi il clamoroso annuncio, che gli permette di sospendere l’effetto della legge senza abolirla.

Ciò non toglie che - una volta che sarà arrivata la sentenza della Corte Costituzionale - i commercianti penalizzati dalla chiusura potranno chiedere alla giunta il risarcimento danni per i mancati guadagni.


Il comunicato dell’Ufficio Stampa: Evitare disparità di trattamento tra gli esercizi commerciali. Con questa motivazione la Giunta provinciale di Trento ha adottato stamani una delibera che consente - fino alla pronuncia della Corte Costituzionale - la facoltà di aprire i negozi alla domenica indipendentemente dal fatto che un Comune sia turistico o a elevata attrattività commerciale.
La delibera come noto fa seguito alla recente ordinanza del TRGA di Trento che ha accolto i ricorsi presentati dal Consorzio Shop center Valsugana e dal Consorzio Cavalli e Habitat Arredamenti. Un provvedimento che ha consentito solo ai due ricorrenti la possibilità di aprire la domenica. La Giunta, per appianare il vantaggio competitivo che così si è creato, ha pertanto deciso di adottare un nuovo provvedimento che rimarrà in vigore fino a che la Corte Costituzionale non deciderà in merito al ricorso presentato dal Governo lo scorso 28 agosto contro la legge provinciale numero 4 del 2020, che disciplina appunto la materia degli orari dei negozi in Trentino.


Ieri l’esecutivo presieduto da Maurizio Fugatti ha deliberato il ricorso alla Corte costituzionale. Il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato la legge provinciale del 3 luglio scorso sulle chiusure domenicali e festive delle attività commerciali perché «eccede dalle competenze statutarie e viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza e della Costituzione». La giunta è fiduciosa sul pronunciamento della Consulta. 

Negli scorsi mesi la Corte costituzionale, a seguito di impugnative decise dal governo nazionale in carica, hanno infatti dato ragione alla Provincia in tema di dirigenti provinciali e contratti dei medici e dei giornalisti.
Fugatti ha poi più volte messo in risalto come il governo guidato dal premier Giuseppe Conte abbia fatto un passo indietro anche sugli appalti. «Ci hanno contestato - ha dichiarato a tal proposito il governatore - la nostra legge sugli appalti e poi ce l’hanno copiata».


I sindacati: giunta incoerente, lavoratori traditi. «Il ritorno alle aperture festive dei negozi denota una scarsa coerenza e la totale assenza di attenzione per le ragioni dei lavoratori. Con questa decisione la Giunta provinciale e il presidente Fugatti compiono un grave passo indietro». Così i segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs del Trentino.

«Che la legge Failoni avesse davanti un percorso accidentato era chiaro fin dall’inizio - affermano Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher - tornare indietro per paura dei ricorsi e in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, senza avere neppure convocato il tavolo sulla contrattazione, è una scelta che denota incoerenza. Così si tradiscono le attese dei lavoratori e delle lavoratrici».


Il presidente della Cooperazione. «Grande soddisfazione» per la delibera della Provincia sulle aperture domenicali dei negozi viene espressa dal presidente della Federazione trentina della cooperazione, Roberto Simoni.

«Tutto il nostro mondo viene tolto dall’imbarazzo anche di fronte ad un periodo complesso e complicato», aggiunge Simoni secondo il quale «questa decisione rasserena la situazione consentendoci di affrontare con determinazione e slancio questo periodo, auspicando che si sia un nuovo impulso per le vendite».

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