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Duflo e Hansen: due premi nobel

al festival dell’economia

analizzano la crisi climatica

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"Solo un cambiamento di atteggiamento ci salverà dalla crisi climatica, le tecnologie da sole non bastano". A dirlo l'economista franco-americana Esther Duflo, Premio Nobel nel 2019, ieri al Festival dell'Economia a Trento. "Le responsabilità non vanno date ai Paesi in cui fisicamente si produce Co2, ma a quelli per conto dei quali lo si produce, quelli ricchi. Il vero costo del cambiamento climatico lo sconteranno invece i paesi più poveri. Il Covid19 in questo senso ci ha insegnato molto: con l'avvento della crisi climatica, ciascuno investirà solo per i propri cittadini, accrescendo il divario economico", afferma Duflo nella prima giornata della 15esima edizione del Festival, quest'anno dedicato a "Ambiente e crescita".

La recente emergenza sanitaria, secondo Duflo, contiene in sé anche i germi positivi per un importante insegnamento: "Ci ha dimostrato che i governi devono imporre delle misure per il cambiamento e, soprattutto, che possiamo cambiare la nostra vita senza essere infelici. La direzione quindi è questa: non aspettare che la tecnologia ci salvi dal disastro, ma cominciare a modificare il nostro stile di vita", ha aggiunto Duflo.

Oggi è intervenuto in videocall anche Lars Peter Hansen, premio Nobel per l'economia nel 2013.

"Oggi il fattore di incertezza più forte è il climate change, il riscaldamento globale". Hansen ha invitato a "non arrendersi all'incertezza ma 'usarla' positivamente, al fine di prendere le decisioni più opportune. Pur nella consapevolezza che con l'incertezza si dovrà sempre fare i conti".

Hansen ha analizzato l'approccio all'incertezza sul piano storico, soffermandosi poi in particolare sulle ipotesi formulate negli ultimi anni sull'impatto dei cambiamenti climatici sulla crescita economica. Utilizzando vari esempi, fra cui un quadro di Geoges de La Tour, Hansen ha dimostrato come "l'incertezza sia diversa e più complessa del rischio, e metta sotto forte stress l'utilizzo modelli probabilistici, che inevitabilmente semplificano lo scenario. E purtuttavia, i modelli probabilistici vanno utilizzati, in maniera 'robusta' e sensata, servendosi anche degli strumenti della statistica".

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