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Estensione del superbonus edilizio

e forti incentivi sulle nuove auto

Verso l'intesa con qualche dubbio

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Un superbonus esteso il più possibile, a seconde case, alberghi, e fino al 2022 sembra già quasi una certezza. Ma è l'unica di fronte al diluvio di emendamenti piovuti sul decreto Rilancio, circa 8mila, che da qui a martedì andranno ridotti intanto a 1.200, selezionando le proposte più significative su cui concentrare i lavori.

Anche così resterebbe una mole mai vista di emendamenti da votare in commissione, tanto che, almeno la maggioranza, già si è messa al lavoro per scremare le richieste e, possibilmente, trovare dei punti di caduta comuni: ma sugli incentivi per le auto per il momento si viaggia divisi mentre, un po' a sorpresa, si apre anche un nuovo fronte, quello dell'Irap.

Il no di Leu a un taglio generalizzato era noto, ma anche nel Pd emerge qualche dubbio, tanto che una richiesta di intervento mirato porta la firma del vicesegretario, Andrea Orlando.

La proposta - che fa subito storcere il naso a Iv - è quella di legare lo stop alla rata di giugno dell'imposta a un calo di almeno un terzo del fatturato e di 'girare' le risorse risparmiate al ristoro a fondo perduto per le Pmi. Mentre i partiti litigano, i sindacati scrivono al premier Giuseppe Conte allarmati per il rischio di una epidemia di posti di lavoro, dopo quella sanitaria, e chiedono di prorogare il blocco dei licenziamenti e di prolungare gli ammortizzatori Covid e i sostegni al reddito. Molti anche gli emendamenti parlamentari su questi temi che si scontreranno, però, con risorse per le modifiche limitate ad appena 800 milioni, divisi tra Camera e Senato. Le richieste, peraltro, sono tantissime e sui temi più vari, dai fondi per le scuole paritarie a quelli per il bonus bici, alla riduzione dell'Iva sui prodotti per l'infanzia (un classico di ogni manovra) fino al rafforzamento del tax credit per le vacanze che dalla Lega a Italia Viva si vorrebbe portare fino a 1000 euro, togliendo il limite Isee. In molti vorrebbero che parte di questi fondi andassero a un bonus per chi compra un euro 6, pensato per aiutare gli autosaloni a smaltire gli stock invenduti, ma anche qui, in maggioranza non c'è una linea unica.

Pd, Iv e Leu questa volta compatti chiedono di introdurre un bonus fino a 4mila euro per chi rottama un'auto vecchia di almeno 10 anni e la sostituisce con una comunque a più basse emissioni.

Ma c'è il muro M5S alzato dai parlamentari, contrarissimi a qualsiasi tipo di incentivo che non sia per le ecologiche ibride ed elettriche. La pattuglia di governo del Movimento, però, è più possibilista, a partire dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

La filiera "va sostenuta", dice, lasciando però al "dibattito parlamentare" il compito di individuare la soluzione. Se resta "imprescindibile" l'obiettivo di abbattere le emissioni, data "l'eccezionalità del momento" vanno prese in considerazione tutte le necessità, compresa quella di "incentivare la vendita di un grandissimo parco macchine prodotto ma non venduto a piazzale". La chiave per uscire dall'impasse potrebbe stare in alcuni emendamenti bipartisan presentati da Lega, Fdi e Fi, ma anche da Iv e da qualche deputato M5S, che puntano ad ampliare l'attuale ecobonus per ibride ed elettriche, modulando lo sconto in base alle emissioni.

Più semplice sembrerebbe invece il restyling del superbonus al 110%, chiesto da tutti i partiti: la sua estensione ha già il benestare del suo ideatore, il sottosegretario Riccardo Fraccaro, e ora dovrà 'solo' lo scoglio delle coperture.

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