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Ok al Fondo Ripresa Trentino
250 milioni per imprese
e lavoratori autonomi

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Via libera da parte della Giunta provinciale di Trento al «Fondo Ripresa Trentino» con finanziamenti a tasso zero per 250 milioni di euro in favore di imprese e lavoratori autonomi danneggiati dagli effetti dell’epidemia.

Prevista inoltre la sospensione - o rinegoziazione - dei mutui in essere, con allungamento del periodo di rimborso. Questi i due interventi principali contenuti in una delibera della Giunta, riunitasi in seduta straordinaria per fronteggiare gli effetti economici dell’emergenza creata dal coronavirus.

«L’intervento sul fronte finanziario - sottolineano il presidente Maurizio Fugatti e gli assessori Achille Spinelli e Roberto Failoni - prevede la sottoscrizione da parte delle banche e degli intermediari finanziari di un Protocollo d’intesa che abbiamo approvato in base a quanto concordato al Tavolo del Credito. Le banche potranno concedere linee di finanziamento a imprese di qualsivoglia comparto e ai lavoratori autonomi, con erogazione in unica soluzione e rimborso unico dopo due anni, a fronte di garanzie del Confidi a costo zero».

Vediamo in sintesi i contenuti della decisione  assunta dalla Giunta.

Il Protocollo promosso dalla Provincia autonoma dà attuazione a quanto emerso lo scorso 11 marzo in sede di Tavolo del Credito, ovvero la disponibilità del sistema del credito a promuovere congiuntamente la ripresa del tessuto socio-economico del Trentino.

Con l’adesione al Protocollo banche ed intermediari finanziari potranno concedere linee di finanziamento erogate in unica soluzione e rimborsate, sempre in unica soluzione, alla scadenza del ventiquattresimo mese. Le operazioni saranno regolate al tasso fisso, con intervento del Confidi all’80%. Con la loro adesione banche, intermediari finanziari e Confidi si impegnano a procedere con iter istruttorio prioritario e semplificato, nonché a azzerare oneri o costi per istruttoria e spese e le commissioni di garanzia. Alla scadenza dei 24 mesi le parti potranno pattuire un pagamento rateizzato a condizioni agevolate.

Ferma restando l’autonoma valutazione del merito di credito da parte degli enti finanziatori, possono beneficiare del contributo in conto interesse della Provincia gli operatori economici che, in qualsiasi forma, esercitino imprese industriali, commerciali, turistiche, di servizi, artigiane o agricole, ovvero lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita Iva. I richiedenti devono avere sede legale o unità operative in Trentino e avere subito un impatto negativo a seguito dell’emergenza creata dal Coronavirus, in termini di riduzione di almeno il 10% del fatturato, compensi, presenze e/o arrivi, prenotazioni / ordinativi, incassi da vendite/prestazioni.

Nel Protocollo, che avrà efficacia fino al 31 marzo 2021, si prevedono 3 tipologie di interventi per promuovere l’accesso alla liquidità, in ragione delle specifiche esigenze o delle caratteristiche dell’operatore economico:

  • la prima è riservata agli operatori economici minori che, per forma giuridica o specifica operatività, non possono essere soci dei Confidi ovvero che intendano procedere celermente a prescindere dall’intervento dei Confidi.
  • la seconda agli operatori economici con attivazione dei Confidi;
  • la terza agli operatori economici più strutturati che ricorreranno al Fondo Strategico del Trentino-Alto Adige – Comparto Trento.


Le banche, gli intermediari finanziari ed i confidi possono aderire fin da subito al Protocollo inviando alla Direzione Generale della Provincia ed a Cassa del Trentino S.p.A. apposita richiesta. Cassa del Trentino S.p.A. renderà noti sul proprio sito internet i nominativi delle entità finanziarie aderenti alle quale andrà indirizzata la domanda per l’attivazione delle misure del Protocollo.



La delibera contiene inoltre una misura – in linea con quanto stabilito a livello nazionale - che consente agli operatori economici che si trovano nelle posizioni sopra descritte di sospendere il pagamento delle rate di mutui o dei canoni di leasing in essere alla data del 31 gennaio 2020 (optando tra sospensione dell’intera rata o della sola quota capitale) sino al dodicesimo mese dalla data concessione, senza oneri aggiuntivi per il mutuatario. In alternativa alla moratoria, gli operatori economici potranno procedere alla rinegoziazione del debito, con allungamento della durata fino al massimo del 100% della durata residua, mantenendo invariate le modalità di calcolo previste nel contratto ed il tasso originario.

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