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Coronavirus, stop a rate mutui

Primi 250 milioni anticrisi

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Le banche preparano interventi di sostegno alle imprese e ai lavoratori trentini colpiti dall’emergenza Coronavirus. In una prima fase dovrebbero essere destinati soprattutto al turismo, il settore colpito per primo, per un ammontare stimabile in 250 milioni di euro. Ma le operazioni di moratoria dei mutui e concessione di nuova liquidità si estenderanno a tutti i settori e la cifra è destinata a crescere. Ieri l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha raggiunto l’accordo quadro nazionale con le associazioni di categoria per rafforzare le moratorie anticrisi di fronte all’emergenza virus. Mercoledì prossimo banche e consorzi fidi trentini sono chiamati in Provincia (probabilmente in teleconferenza, visti i tempi) al tavolo del credito per coordinare la risposta alla crisi.

«Giovedì scorso in cda abbiamo recepito l’iniziativa della capogruppo Cassa Centrale - afferma il direttore della Cassa di Trento Giorgio Bagozzi - Interventi come la moratoria sui mutui non sono solo per le imprese ma anche per le famiglie, perché può succedere che il cuoco non venga chiamato per la stagione estiva e quindi gli diciamo: stai tranquillo, per questi mesi non paghi niente». La Rurale di Trento e Lavis ha impieghi complessivi per 1,7 miliardi di euro, il 55% alle famiglie, il 45% alle imprese. Un decimo va al settore ricettivo. «Ma abbiamo relazioni con quasi tutti gli alberghi della zona - prosegue Bagozzi - e la preoccupazione è diffusa». Le Casse rurali nel complesso potrebbero mettere in campo per il turismo almeno 100 milioni.

Mediocredito Trentino Alto Adige ha crediti verso il comparto turistico che sono il 9% circa dei 900 milioni di impieghi alla clientela. «Il calo di fatturato nel turismo è meno accentuato in Alto Adige che in Trentino - sostiene il direttore Diego Pelizzari - ma al tavolo del credito sarebbe meglio raggiungere accordi estensivi sulla moratoria, in modo da essere pronti di fronte al rischio di una prossima recessione».
La Cassa di Risparmio di Bolzano, oltre ad aderire agli accordi nazionali e territoriali, prepara pacchetti ad hoc per il turismo. «In banca abbiamo già costituito strutture dedicate a questo lavoro - spiega l’amministratore delegato Nicola Calabrò - In un anno abbiamo scadenze di rate di mutui per 600-700 milioni, metà delle famiglie, metà delle imprese. Il nostro portafoglio è diversificato, il turismo pesa per il 12-13%. Ai clienti diciamo soprattutto una cosa: venite a valutare la situazione in banca prima della rata da pagare, in modo che possiamo rimodulare il finanziamento e evitare di passarlo a credito scaduto». L’Abi ha chiesto alla Bce di allentare le regole sui crediti problematici in questa fase di emergenza. «Ma avremo anche una richiesta importante di nuova liquidità - sottolinea Calabrò - da imprese sane che non incassano dai clienti».

«La preoccupazione nella clientela c’è» dice il responsabile trentino di Volksbank Alessandro Toldo. La Banca Popolare dell’Alto Adige ha in Trentino 1,5 miliardi di masse amministrate, metà raccolta, metà impieghi. «Verso il settore turistico abbiamo crediti per circa 50 milioni - precisa Toldo - Il problema non sono solo le disdette, ci raccontano gli albergatori, ma anche il drastico calo di interesse e di clic sui siti dei potenziali clienti».

L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (in regione la ex Btb) Carlo Messina ha annunciato una donazione di 100 milioni allo Stato per progetti che affrontino l’emergenza sanitaria, come il rafforzamento delle strutture di terapia intensiva, e finanziamenti di liquidità alle imprese per 5 miliardi, di cui 1 al turismo. E anche questo contribuisce alla manovra trentina.

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