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Trentino, depositi triplicati

Risparmi bancari pro capite

a 32mila euro

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Depositi praticamente triplicati negli ultimi 18 anni in Trentino, passando da 11.00 a 32.000 euro procapite circa dal 2000 al 2018. Una cifra superiore alla media di Nordest (29.812,7 euro), Italia (29.390) e dietro solo a Bolzano (40.064 euro) e Lombardia (37.871 euro). Risparmi cresciuti a metà 2019 (ultimo dato disponibile), quando tra risparmi bancari e postali di famiglie e imprese si è arrivati a 20 miliardi di euro in totale.

A favorire l'aumento dei depositi e dei risparmi negli ultimi due anni è stato, spiega Antonio Accetturo dell'Ufficio studi della filiale di Trento della Banca d'Italia, il buon andamento dell'occupazione con un «miglioramento anche della qualità dei posti di lavoro oltre che del numero degli occupati».
Il nodo resta comunque quello di come poter spostare le risorse ingenti presente nelle banche in una spinta per l'economia. Una parte dei risparmi, negli anni passati e anche nei prossimi, è andato e andrà sicuramente nelle ristrutturazioni energetiche ed edilizie che hanno drenato una quota della liquidità, ma accanto a ciò occorre capire se sul fronte della casa ci sarà un nuovo incentivo all'acquisto da parte della Provincia o dello Stato attraverso fondi di garanzia o contributi.

A certificare un incremento molto forte dei depositi ( considerando solo quelli bancari e non quelli postali) pro capite è l'Ispat che tra il 2000 e il 2018 sono passati da 11.147 euro a 31.687 euro. Un incremento di 20.500 euro pari a circa il triplicamento dei risparmi procapite. Un trend che è proseguito anche durante gli anni della più profonda crisi economica della storia dell'Occidente. Tanto che dal 2009, primo anno pieno di crisi, al 2018 i depositi procapite sono cresciuti da 17.900 euro a, appunto, gli oltre 31.600 euro del 2018.
E l'incremento è continuato anche nel 2019: A giugno dello scorso anno il risparmio depositato dalle famiglie trentine in banca o in posta oppure investito in titoli e fondi ammontava a giugno a 19 miliardi 700 milioni di euro, con un incremento del 2,7% sul giugno 2018. Ma i trentini, come molti italiani, mettono da parte anche per cautela nello spendere di fronte a prospettive economiche incerte. Volano infatti soprattutto i soldi in deposito e sul conto corrente, che a giugno sono arrivati a 11,4 miliardi nelle banche e a 1,1 miliardi presso Poste italiane (+5% in un anno).

Intanto, sul fronte dei conticorrenti, arriva un allarme degli analisti di Sostariffe.it che lamentano in generale un aumento dei costi di gestione. «I rincari maggiori hanno toccato le banche online, dove si registrano aumenti medi del 29%, ma la situazione delle banche tradizionali non differisce di molto» dicono. Nonostante ciò i conticorrenti «online rappresentano ancora oggi lo strumento più economico per depositare e gestire i propri risparmi» spiega Sostariffe.it.

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