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Carige, piccoli risparmiatori

contro Cassa Centrale Banca

per le nomine nel nuovo cda

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«In Carige i piccoli azionisti non sono calmi e tranquilli, si deve saperlo. Si è perfino vista la sfacciataggine di crearsi una minoranza che non è una minoranza vera: la minoranza di oggi non è altro che il padrone di domani». Lo dichiara Beppe Damasio, piccolo azionista Carige, puntando contro le candidature presentate per il nuovo consiglio di amministrazione dell’istituto ligure, dove accanto alla lista del Fondo interbancario è stata presentata una lista da Cassa centrale banca (la holding delle Casse Rurali trentine), oggi azionista all’8,34% ma con opzioni per acquisire un ulteriore 80% del Fitd.

Quanto all’allarme del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sull’assenza di candidati liguri nel nuovo consiglio, «il ritardo di una battaglia è il ritardo di una guerra - commenta Damasio -. La battaglia la doveva fare prima».

Damasio è un piccolo azionista storico di Carige. Nel 2015 si mise alla presidenza di un comitato che tentò, fallendo, una class action contro la mala gestio della banca. Oggi si schiera al fianco dell’iniziativa della “Voce degli azionisti” di Franco Corti, che sta raccogliendo deleghe per tentare di chiedere il risarcimento dei danni derivanti subiti dall’assemblea che a settembre ha approvato l’ultimo aumento di capitale. «Sosteniamo questa azione», dice.

Damasio è poi polemico contro l’associazione dei “Piccoli azionisti Carige”, guidata da Silvio De Fecondo, che dopo aver appoggiato il piano dei commissari schierandosi per sì all’ultimo aumento di capitale, recentemente ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere giustizia. «Non possiamo dimenticare la pressante richiesta mai esaudita di avere un rappresentante dell’associazione nel governo della Banca come primo obbiettivo», stigmatizza. Con il voto a favore dell’aumento «l’associazione esclude con enorme responsabilità chi l’ha seguita verso l’azione di indennizzo che si sta cercando di costruire», perché - afferma Damasio - «chi ha votato a favore in assemblea ora non potrà chiedere risarcimenti». Vogliamo «dire a voce alta e chiara che “altri” non si sono arresi, anzi, sono molto determinati e pronti ad agire per Carige, per i dipendenti, per quello che Genova merita».

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