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I tassi dei mutui sono ottimi

Ma si vendono meno case

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Una brusca frenata, che deve suonare come un preoccupante campanello d’allarme.

Il secondo quadrimestre del mercato immobiliare trentino è all’insegna del segno meno, con una preoccupante inversione di tendenza. Dopo un’annata 2018 definita strepitosa e un avvio di 2019 in tenuta, tutto pare essersi bloccato.

Nonostante i tassi dei mutui vicinissimi allo zero. Nonostante i prezzi degli immobili sostanzialmente fermi («E più bassi di così è impossibile: più giù non si va», sottolinea Severino Rigotti, presidente Fimaa, che ha presentato i dati insieme a Orazio Marco Poma, presidente del Consiglio notarile, e Paolo Borzaga, funzionario dell’Agenzia delle Entrate). E nonostante un ritorno al nuovo e i conti correnti degli italiani e dei trentini piuttosto “pieni”, considerato che a livello europeo gli italiani restano al primo posto tra le persone con più risparmi in banca. Insomma, il momento per comprare sarebbe favorevole, molto favorevole.

Eppure? «Eppure la gente è tornata ad avere paura, memore forse della crisi. E poi c’è confusione a livello politico e sociale e quando le persone non capiscono e non riescono a orientarsi stanno ferme». A preoccupare è soprattutto quell’11,5% in meno nei finanziamenti. «Le banche sono piene di soldi e se non ne danno è perché nessuno li chiede. Nonostante questo il dato sulle compravendite ha ancora il segno più davanti grazie a un discreto inizio di 2019, ma a fine anno probabilmente anche quel settore avrà il meno davanti. I numeri del secondo quadrimestre dicono che la benzina nel settore sta iniziando a finire». Le compravendite di immobili residenziali sono passate, secondo l’Agenzia delle Entrate, da 4.387 del periodo gennaio-agosto 2018 a 3.941 del periodo gennaio-agosto 2019. Un calo circa del 9%, concentrato soprattutto sugli ultimi quattro mesi dell’intervallo.

Oltre al momento di sfiducia, si potrebbe pensare che i prezzi abbiano un ruolo importante in questa frenata. Secondo Rigotti non è così. «Sul nuovo c’è stato un aumento del 3%, sull’usato del 10%, ma si tratta di crescite fisiologiche. A Trento, tra centro e periferia per così dire “buona”, la media è di circa tremila euro al metro quadro. Possiamo dire che per il mercato il momento sarebbe favorevolissimo, invece registriamo una brusca frenata».

Insomma, nonostante i mutui bassi, i prezzi fermi, il ritorno del nuovo, tutto è fermo. E la preoccupazione, naturalmente, è anche per gli agenti immobiliari.

«Quelli ufficiali sono circa 320, e 240 quelli di Fimaa, e copriamo circa il 50% del mercato immobiliare. Negli ultimi quattro mesi le compravendite su tutto il territorio trentino sono state circa 1.400: considerando che noi ne copriamo circa la metà, la media è di appena 2 vendite ad agente in quattro mesi. Decisamente troppo poco. E oltre a questo calo a preoccupare è la mancanza di interesse dei potenziali compratori: tradotto le telefonate che arrivano sono in netto calo e sono un termometro significativo della brusca frenata. Eppure gli immobili a disposizione ci sarebbero».

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