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Ok al salvataggio Carige

grazie alle Rurali trentine

ecco tutti i dettagli 

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L’assemblea degli azionisti Carige ha approvato la proposta di aumento di capitale per 700 milioni di euro, con il salvataggio da 900 milioni complessivi che sarà sostenuto in gran parte dal Fondo interbancario, con la trentina Cassa centrale banca, holding del credito cooperativo, che in un paio d’anni potrà prendere il controllo della banca ligure.
Decisiva l’assenza della famiglia Malacalza, primo azionista con il 27,55% (tramite Malacalza Investimenti), ritenuta ostile al riassetto ma che ha permesso così di raggiungere il quorum deliberativo. Un risultato alla vigilia tutt’altro che scontato.
Il capofamiglia Vittorio Malacalza ha in realtà seguito gran parte dei lavori precisando però di farlo «come piccolo azionista» (ha uno 0,3%), per abbandonare poi verso la fine degli interventi dei soci. Al voto finale 1.200 azionisti (20.426 presenti anche con le deleghe) con il 47,66% hanno approvato l’operazione in larghissima maggioranza (il 91% dei presenti, pari al 43,4% del capitale).

I ringraziamenti di tutti sono quindi andati subito alla famiglia che ha messo 420 milioni in Carige, silente da settimane sull’operazione, mentre si apre ora la nuova incognita su eventuali azioni legali per il recupero di parte dell’investimento perso. «Il loro comportamento ha consentito all’operazione di essere approvata, siamo grati a tutti i soci a iniziare da loro», ha comunque detto il commissario Carige Fabio Innocenzi. «È stata una scelta consapevole e dal mio punto di vista generosa», ha aggiunto l’altro commissario Pietro Modiano.

«C’è stato un atteggiamento oggettivamente assennato», ha aggiunto il presidente del Fitd Salvatore Maccarone. «C’è da essere sollevati», ha commentato, altrimenti «sarebbe stato un disastro senza proporzione».

«Su Banca Carige avevamo promesso una soluzione di mercato e così è stato. In questo modo è stata preservata e rilanciata un’azienda che è un prezioso polmone finanziario per la Liguria e per i suoi cittadini», ha commentato in un tweet il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

«Ringraziamo gli azionisti, i commissari e i lavoratori per il senso di responsabilità e l’impegno dimostrato», hanno aggiunto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci «Carige è salva», «ci siamo tolti un bel peso. La banca finalmente è libera e può pensare veramente al futuro», ha sottolineato Modiano. Ora «dobbiamo avviare le procedure per l’aumento di capitale».

«Cassa Centrale Banca ha preso il suo tempo per prendere una decisione», con un’opzione per acquistare entro fine 2021 le quote di controllo che inizialmente andranno al consorzio di banche del Fitd, anche tramite lo Schema volontario. La realizzazione dell’aumento di capitale dovrebbe venir realizzata a fine anno, con una nuova probabile proroga dei commissari. Si potrà così «voltare pagina e partire con la Carige ben patrimonializzata», ha spiegato Innocenzi, sottolineando più volte che quella con Ccb «è una bella operazione industriale». Più in generale, Carige «finalmente ha un futuro davanti».

«Ci guadagnano tutti. Ci guadagna la banca, il territorio, Genova, il sistema bancario, gli azionisti che si sono sacrificati tantissimo, ci guadagnano i dipendenti».

I sindacati hanno sottolineato «la responsabilità e il buon senso» (Lando Sileoni, Fabi), esprimendo «forte soddisfazione» (Massimo Masi, Uilca), promettendo di vigilare sulle ricadute occupazionali (Riccardo Colombani, First Cisl). L’esborso del Fitd in una liquidazione coatta di Carige con la protezione dei depositi sotto i 100mila euro veniva stimato attorno agli 8 miliardi. Mentre non era chiara la percorribilità di una ricapitalizzazione preventiva dello stato o di una risoluzione.


LA SCHEDA: COME FUNZIONA IL SALVATAGGIO

Il salvataggio di Carige prevede un rafforzamento patrimoniale complessivo di 900 milioni di euro: 700 tramite aumento di capitale, con dei warrant gratuiti - uno ogni quattro azioni sottoscritte -, che consentiranno in un secondo tempo di comprare le azioni sul mercato a metà prezzo. Altri 200 milioni verranno poi raccolti tramite un prestito subordinato sostanzialmente già tutto prenotato.

La ricapitalizzazione sarà distribuita per 312,2 milioni allo Schema volontario del Fondo interbancario, che convertirà i bond sottoscritti a novembre 2018, quando già per la prima volta il consorzio delle banche italiane aveva salvato Carige. La trentina Cassa centrale banca investirà inizialmente 63 milioni per arrivare al 9,9% di Carige, potendo però tra luglio dell’anno prossimo e la fine del 2021 acquistare in opzione le quote del Fitd e dello Schema volontario e diventare azionista di controllo dell’istituto ligure. Lo stesso Fitd interverrà direttamente nell’aumento di capitale per altri 238,8 milioni, garantendo poi l’eventuale inoptato della quota riservata agli attuali azionisti. Ai ‘vecchì soci andrà in opzione solo una quota di 85 milioni di euro della ricapitalizzazione.

Lo Schema volontario ha anche messo sul tavolo azioni gratuite per 10 milioni di euro di controvalore destinate ai soci attuali, che andranno agli azionisti presenti in assemblea con meno dello 0,1%, distribuite probabilmente al riparto, vista la massiccia presenza ottenuta con questo meccanismo. Nell’ambito del riassetto la Sga, rinominatasi Amco proprio in questi giorni, interverrà rilevando 3,1 dei 3,5 miliardi di crediti deteriorati Carige.
L’aumento verrà realizzato emettendo 700 miliardi di nuove azioni a 0,001 euro, incluso sovrapprezzo, a fronte delle 55,2 miliardi di azioni attuali. Con questa diluzione Malacalza Investimenti scenderà dal 27,55% al 2% mentre nell’improbabile scenario di un nuovo investimento per 23,3 milioni (pari alla quota del 27,55% della tranche per 85 milioni di euro riservata in opzione ai vecchio soci) scenderebbe al 5,1%, per risalire al 5,9% quando grazie ai warrant potrebbe acquistare ulteriori azioni a sconto.

 

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