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Cassa centrale, grandi manovre

per l'assemblea di Carige

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Per l’assemblea Carige di venerdì si sono prenotati azionisti con il 75-80% del capitale, con oltre 15mila soci che hanno chiesto la certificazione di possesso per partecipare. Nessun sorpasso a sorpresa al fotofinish, dunque: se voterà il primo azionista Malacalza Investimenti (27,5%), con un’astensione o un parere contrario, il resto dei soci non basterà ad approvare l’aumento di capitale da 700 milioni, aprendo scenari drammatici per l’istituto.

Ora più che mai dunque si guarda dunque a cosa farà Malacalza, ancora del tutto 'silente' sul tema, dopo un investimento per ben 420 milioni in Carige. Le diplomazie ai più alti livelli continuano comunque a cercare una mediazione.

Alcuni rumor nei giorni scorsi suggerivano l’ipotesi che i commissari possano dare per accettata in extremis la richiesta di alcuni piccoli azionisti di poter acquistare dal Fitd le azioni Carige ai prezzi a sconto riservati nel riassetto a Cassa centrale banca. Dal lato del Fondo però non si trovano riscontri a una qualsiasi trattative in atto. Ancor meno a suggestioni su possibili nuovi investimenti o investitori liguri al fianco della Ccb (sarebbe il ‘pianò ventilato dall’ex assessore allo Sviluppo di Genova, il banchiere Giancarlo Vinacci). Il presidente del Fondo Salvatore Macarrone in un’intervista al Secolo XIX e Stampa si è detto oggi fiducioso sul buon esito dell’assemblea: «la ragionevolezza prevarrà».

Se la ricapitalizzazione non verrà approvata gli scenari possibili sono i più disparati. Si va da una ripetizione dell’assemblea con una ‘sterilizzazionè della quota di Malacalza, a una risoluzione, passando per la liquidazione coatta (8 miliardi il costo per il Fitd per la protezione dei depositi sotto i 100mila euro) o la ricapitalizzazione precauzionale, con il decreto di gennaio che ha stanziato fino a un miliardo.


Intanto la Consob ha chiesto a Carige una serie di chiarimenti da cui emerge che i commissari straordinari «confermano la congruità» del piano di salvataggio, anche alla luce delle ultime evoluzioni della gestione, che la vendita dei crediti deteriorati alla Sga genererà una perdita di 81 milioni e che senza le transazioni e gli accordi commerciali con Amissima, Credito Fondiario e Sga il Fitd e Ccb potrebbero sfilarsi dalla sottoscrizione dell’aumento.

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