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Centrali, una battaglia miliardaria
Verso la gara per 17 strutture

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Centrali idroelettriche, parte la battaglia per la trentinità della produzione e della gestione delle grandi derivazioni di acqua, oggi in mano di fatto a Dolomiti Energia e quindi alla Provincia e ai Comuni di Trento e Rovereto che hanno la maggioranza della società. Una partita miliardaria (il fatturato delle 17 centrali vale circa 200-250 milioni di euro l’anno) che sarà avviata ufficialmente nelle prossime settimane quando la giunta intende varare un disegno di legge che avvia la procedura di messa a gara delle 17 concessioni che scadono nel 2022.

«Per ora escludiamo la possibilità di un affidamento in house, cioè a una società pubblica senza un bando - afferma l’assessore Mario Tonina, che ha la competenza sulle grandi derivazioni idroelettriche - anche perché la normativa prevede che lo si possa fare a patto di consumare la maggior parte dell’energia prodotta a livello provinciale». Ma dei circa 4 miliardi di kilowattora prodotti annualmente in Trentino attraverso l’idroelettrico, una gran parte viene venduta fuori dal territorio provinciale.

A parlare dell’avvio della partita sulle centrali in scadenza, e per le quali il Trentino è già in ritardo di due anni e per questo sotto infrazione europea, è stato ieri nell’ambito della giunta provinciale lo stesso Tonina, che ha parlato della volontà di presentare a breve un disegno di legge per avviare la procedura.

«Nel 2022 sono in scadenza 17 concessioni - afferma l’assessore Tonina - E nelle prossime settimane daremo così avvio alla procedura in cui ci dobbiamo sentire tutti impegnati. Perché questo è uno dei disegni di legge più importanti di questa legislatura perché riguarda la produzione di energia idroelettrica che vale 3,5 miliardi kilowattora ed è superiore ai fabbisogni trentini. Si tratta di energia pulita, rinnovabile che attraverso l’acqua, i bacini artificiali e le centrali idroelettriche presenti sul territorio provinciale viene poi immessa nel mercato extra-Tentino per una gran parte».

In attesa di capire come sarà messo nero su bianco il disegno di legge, come passerà all’esame del Consiglio provinciale, e come sarà soprattutto la gara (probabilmente con una serie di lotti e non un bando unico), c’è già un paletto. Tonina spiega infatti che verranno «confermati anche dopo il 2022 le risorse che annualmente vanno agli enti locali trentini». Si tratta dei circa 42 milioni annui di sovracanoni, una sorta di tassa ambientale pagata dai concessionari delle grandi derivazioni idrolettriche, e che vanno ad alimentare le casse di Comuni e Comunità di valle all’interno dei Bacini imbriferi montani interessati dallo sfruttamento idroelettrico.

«Si tratta di una restituzione ai territori di quanto subito dagli stessi per 40 anni, a seguito del turbamento del territorio che si è concretizzato con i lavori per le centrali idroelettriche e che oggi non si sarebbero potuti neanche realizzare. Solo negli ultimi 10 anni con l’operazione del 2009 si è ristornato a questi territori il danno territoriale e ambientale». «Noi vorremmo garantire - afferma Tonina - con il disegno di legge, visto che le concessioni idroelettriche saranno garantite per 30 anni, che ci sia un ristorno adeguato per i territori e, anche grazie alla discussione in Consiglio provinciale, che vada nell’interesse di tutta comunità».

«Dei nuovi sovracanoni si parlerà a tempo debito, fino al 2022 sono garantiti in questa misura, poi vediamo. Noi contiamo di aumentarli». Se rimanessero come oggi, i 30 anni della concessione permetterebbero di garantire agli enti locali provnciali, almeno 1,2 miliardi di euro. Rispetto alla gara «stiamo approfondendo le modalità, ma la società in house al momento non è possibile» sottolinea Tonina. Che sottolina come ci saranno «più lotti di gara» e che si sta lavorando per provare a spostare al 2023 la messa a gara delle 17 concessioni idroelettriche, oggi tutte gestite da Dolomiti Energia. «Le concessioni trentin e le quattro dell’Alto Adige scadono nel 2022, tutte le altre italiane nel 2023. Proveremo a spostare la gara di un anno per evitare che ci sia la corsa di tutti sul Trentino». Con il disegno di legge «iniziamo il percorso per la gara» afferma Tonina sulle concessioni per le quali «siamo in infrazione europea: dobbiamo finire il tutto entro il 2022».

Alla gara, se le regole sull’in house non cambieranno o non ci sarà una nuova regolamentazione a livello europeo sulla vicenda delle concessioni idroelettriche, oltre a Dolomiti Energia potranno partecipare i grandi colossi mondiali dell’energia, a partire da Enel, per continuare con Edison, Endesa e senza dimenticare le altre municipalizzate a partire dalla bolzanina Alperia, per continuare con Hera o A2A.

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