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Salvataggio della Carige:

la parola spetta ai soci

con l'incognita Malacalza

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Il piano è pronto ma perchè i commissari possano salvare Carige i soci devono dire sì e la pronuncia più attesa, e allo stesso tempo imprevedibile, è quella dei Malacalza, il primo azionista che con il 27,6% del capitale già una volta ha stoppato il percorso di ristrutturazione, con un’astensione a sorpresa all’aumento di capitale votato in assemblea.

Ora che l’accordo per la soluzione privata (con aumento di capitale da 700 milioni, con la holding Cassa Centrale Banca delle Rurali trentine in prima fila, Warrant per invogliare i soci e azioni gratuite fino a 10 milioni per i piccoli) la Bce deve autorizzare i commissari a convocare l’assemblea. Una risposta che dovrebbe arrivare questa settimana, subito dopo Ferragosto, perchè si realizzi l’auspicio di chiamare i soci in assemblea al 20 settembre.

E l’ultima parola l’avranno loro. Aldo Spinelli (1%) si è già detto pronto a fare la sua parte e Raffaele Mincione (sotto il 5%) «forse non sottoscriverà l’aumento, ma ha garantito il suo appoggio all’operazione in assemblea» scrive il Secolo XIX-The MediTelegraph.

L’attenzione è in particolare alle mosse di Vittorio Malacalza, e se dovesse dire no al piano, non ci sarebbero alternative alla liquidazione della banca. I commissari peraltro non chiedono il sostegno economico all’operazione. Alla ricapitalizzazione partecipano per 313,2 milioni lo Svi, per 63 milioni Ccb; per 238,8 milioni il Fitd che inoltre garantirà la tranche da 85 milioni riservata agli attuali azionisti. Il risanamento passa anche dalla cessione pressochè integrale dei crediti deteriorati (3,1 miliardi) e da una manovra di rilancio commerciale per tornare alla profittabilità e sostenibilità di lungo periodo. L’obiettivo finale è arrivare a un NPE ratio inferiore al 5% e un Total Capital ratio superiore al 15% ma quello che i piccoli azionisti sperano, e ora vedono più vicino, è il ritorno in Borsa del titolo, sospeso dagli scambi a inizio anno.

Nei giorni scorsi, in vista dell’assemblea, è arrivata anche la moral suasion del sindaco di Genova. «Non è mio compito parlare con gli azionisti - ha detto Marco Bucci in un’intervista al Secolo XIX-The MediTelegraph -. In generale dico che ci aspettiamo che l’operazione venga portata a termine.
Sono convinto che tutti i genovesi parteciperanno positivamente per aiutare la banca».

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