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Per i soldi (anche trentini)

le frontiere non esistono

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Per i soldi le frontiere non esistono. L’anno scorso dal Trentino Alto Adige sono partiti verso i paradisi fiscali e verso Paesi a rischio di riciclaggio di denaro sporco oltre 480 milioni di euro, il 10% in più del 2017. In questi flussi non ci sono solo capitali che cercano di evadere il fisco o denaro della criminalità organizzata, ci sono anche regolari bonifici per pagare merci alla Svizzera o all’Iran o investimenti regolarmente registrati negli Emirati Arabi o in Estremo Oriente. Secondo l’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, che ha presentato a Roma il suo Rapporto annuale, il rischio di anomalie in questo campo è basso sia a Trento che a Bolzano. Questo però non significa che sia nullo. Tanto è vero che nell’ultimo anno la Guardia di Finanza ha beccato 29 casi di evasione fiscale internazionale per una base imponibile nascosta al fisco di 113 milioni di euro.

D’altra parte arrivano in regione quasi 700 milioni di flussi dai Paesi a fiscalità privilegiata, il 5% in più dell’anno precedente. L’aumento, che riguarda anche i flussi nazionali saliti a 81 miliardi in uscita e 86 in entrata, dipende anche dall’ingresso di Serbia e Tunisia tra i Paesi sotto controllo. Le provenienze e destinazioni principali dei capitali restano la Svizzera e Hong Kong.

L’altro fronte su cui l’Uif è impegnata contro i soldi sporchi sono le segnalazioni antiriciclaggio. E qui si registra un altro boom. A livello nazionale nel 2018 gli Sos antiriciclaggio provenienti da banche, società finanziarie, notai, professionisti e, sempre più, altri operatori come gli istituti di pagamento e i servizi di gioco on line, sono aumentati del 4,5% a oltre 98 mila, per un valore di 71 miliardi. In regione le segnalazioni sono arrivate al record di 1.317 (+8,8%), di cui 678 a Trento, in aumento del 6,8%, e 639 a Bolzano (+11,1%). Il valore delle segnalazioni regionali supera i 900 milioni.

Di questi segnali di allerta su operazioni sospette, il 16% non è considerato rilevante, mentre le operazioni valutate a rischio alto e medio-alto sono il 45% del totale, pari a circa 400 milioni. Le transazioni effettivamente sotto la lente delle Fiamme Gialle sono 300, cioè 173 a Trento e 127 a Bolzano, con 31 denunce in Trentino e 23 in Alto Adige. Il valore del riciclaggio accertato è di 69 milioni, di cui 66 a Bolzano e 3 a Trento. In questo ambito c’è il contrasto al denaro illecitamente accumulato dalle mafie, con 23 investigazioni nei confronti di 72 persone e 13 società.

Tra le operazioni sospette si segnalano poi quelle sotto la lente come possibile finanziamento al terrorismo internazionale. «Nonostante l’arretramento dello Stato Islamico sul piano militare e il ridimensionamento dei suoi obiettivi di controllo territoriale, la percezione della minaccia terroristica nel nostro Paese rimane elevata» afferma il direttore Uif Claudio Clemente.

L’anno scorso le segnalazioni antiterrorismo hanno superato per la prima volta quota 1.000 a livello nazionale. In Trentino ci sono state più di 10 segnalazioni (meno a Bolzano). Nove di esse sono nel mirino degli investigatori. Sotto controllo sono soprattutto i money transfer, le società di trasferimento di denaro all’estero. Che sono anche canali attraverso cui spesso viaggiano i proventi del traffico di migranti e della tratta di esseri umani.

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