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Luxottica, assunti altri 1.150 lavoratori

estesi partecipazione e orario flessibile

Vale anche per la fabbrica di Rovereto

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Il colosso degli occhiali Luxottica, con sede storica ad Agordo (nella foto), nel cuore delle Dolomiti bellunesi, e uno stabilimento anche a Rovereto, assume in Italia a tempo indeterminato 1.150 lavoratori, con orario a flessibilità sostenibile, al quale potranno accedere anche i dipendenti. Si tratta di personale oggi impiegato con contratti diversi, che non danno la sicurezza del tempo indeterminato.

L'intervento di stabilizzazione avrà effetto già dal prossimo mese.

L’accordo è stato firmato oggi (venerdì 21 giugno) dai vertici della società, dai sindacati di categoria Filctem, Femca, Uiltec, e dalle Rsu del gruppo.

Luxottica conta nel complesso circa 82 mila dipendenti che lavorano in tredici stabilimenti in Italia e all’estero.

Nello sede produttiva roveretana di viale Caproni sono impiegati circa 600 lavoratori.

Le assunzioni e stabilizzazioni sono previste dal nuovo contratto integrativo, per gli oltre 11 mila addetti che lavorano negli stabilimenti di Agordo, Cencenighe e Sedico, Pederobba, Rovereto, Lauriano e nella sede di Milano.

L’accordo, firmato con le organizzazioni sindacali e valido fino al giugno 2022, integra il contratto nazionale dell’occhialeria con misure che riguardano non solo gli aspetti economici, ma anche l’organizzazione del lavoro, la partecipazione diretta dei dipendenti alla vita aziendale tramite specifici comitati e nuovi strumenti digitali, un piano di azionariato diffuso, un nuovo premio di risultato, oltre a novità nell’ambito del sistema di welfare aziendale del gruppo, già tra i più innovativi.

Nel capitolo flessibilità sostenibile, che potrà riguardare oltre un migliaio di giovani lavoratori oggi con contratti interinali o a termine «c’è il nuovo modello di organizzazione degli orari di lavoro nelle fabbriche italiane e di gestione della flessibilità produttiva, che prevede l’inserimento di lavoratori con contratti di ‘part time incentivatò a otto ore nei sette mesi di maggiore attività, e a sei ore nel rimanente periodo», afferma una nota dell’azienda.

Su base volontaria anche ogni dipendente già in forza al gruppo potrà decidere di aderire al nuovo orario di lavoro flessibile mantenendo il posto fisso e sostanzialmente invariata la propria busta paga, ma potendo contare su orari ridotti nei periodi di bassa stagione con un’adesione volontaria che prevede un premio di incentivazione.

«Il rinnovo – spiegano le segreterie nazionali - è avvenuto in un contesto caratterizzato da almeno due elementi di assoluta novità: il processo di fusione fra Luxottica ed Essilor, che ha dato vita al più grande gruppo mondiale dell'occhialeria, e il massiccio ingresso in azienda di nuove tecnologie che determinano l'esigenza di una diversa organizzazione del lavoro.

Due processi che necessitano di un diverso ruolo dei lavoratori, un maggior coinvolgimento degli stessi attraverso articolati processi di partecipazione. Un obiettivo largamente raggiunto dall’accordo, giunto al termine di una trattativa stata lunga e complessa, ma che portato a risultati che nel loro insieme riteniamo straordinari».

Oltre alla stabilizzazione a tempo indeterminato di 1.150 lavoratori ora in somministrazione, l'integrativo prevede dunque l'adozione di sistemi di partecipazione strategica e organizzativa; una diversa organizzazione del lavoro; l'adozione di gruppi di partecipazione organizzativa; una nuova politica di riconoscimento e miglioramento della condizione soggettiva dei lavoratori agendo sul ben stare in fabbrica; una rinnovata e diffusa politica di formazione indirizzata ad investire i processi aziendali in vari ambiti; il rilancio del welfare aziendale; il rafforzamento di una politica di premi a obiettivi che vede un sempre maggior coinvolgimento dei lavoratori con un premio massimo di 3 mila euro; la costituzione del Comitato aziendale europeo. 

«Tutti risultati significativi, frutto di un confronto serrato con l’azienda. In particolare – concludono i sindacati – esprimiamo grandissima soddisfazione per aver dato un futuro certo e stabile, in un clima di grande incertezza generalizzato, a 1.150 famiglie, che a giorni usciranno dalla precarietà e avranno un posto di lavoro a tempo indeterminato».


 

Luxottica, fondata ad Agordo nel 1961da Leonardo Del Vecchio, come società operativa resta indipendente anche dopo la fusione con Essilor, gigante francese della produzione di lenti.

La fusione, che negli ultimi mesi ha vissuto momenti di tensione fra i due soci, fu suggellata nell’ottobre scorso con la nascita di EssilorLuxottica, colosso da oltre 16 miliardi di fatturato e 57 di capitalizzazione. Il cda a Parigi ha avallato il conferimento delle azioni Luxottica di Delfin (la finanziaria di Del Vecchio) in Essilor e la società francese cambia nome in EssilorLuxottica.

La fusione, in un unico gruppo da circa 140mila dipendenti, era stata annunciata nel gennaio scorso e ha ricevuto i via libera necessari delle Commissioni antitrust di Stati Uniti, Unione europea, Brasile, Canada e Cina.
Il cda unico sarà per metà espressione del socio italiano e per metà di quello francese, con Del Vecchio presidente esecutivo e Hubert Sagnieres, numero uno di Essilor, vicepresidente esecutivo con gli stessi poteri. Fra i due sono presto partite scintille e fiammate.

A fine marzo la Delfin di Leonardo del Vecchio ha fatto domanda di arbitrato presso la Camera di commercio internazionale per fare accertare le violazioni dell’accordo di integrazione fra Luxottica ed Essilor commesse dal vicepresidente della società francese post-fusione, Huiber Sagnieres e ottenere così una ingiunzione a rispettare i patti fino alla scadenza.

Delfin smentisce qualsiasi tentativo «di “presa di controllo” di EssilorLuxottica, sia essa “rampante” o de facto».

«Le accuse e altre speculazioni circolate su tale tentativo di presa di controllo sono destituite di ogni fondamento e non possono che indurre in errore il mercato e il pubblico», si legge in una nota della holding di Leonardo del Vecchio.

Come indicato nel comunicato della stessa Delfin del 20 marzo, «tali violazioni consistono nel mancato rispetto dei doveri di leale cooperazione e buona fede previsti dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, la quale è stata privata del potere di gestione paritetico che le pertiene ai sensi dell’accordo», spiega la società di Del Vecchio in una nota riferendosi allo scontro nato sulla governance a seguito della pressione del socio italiano per avere un proprio rappresentante come amministratore delegato di EssilorLuxottica.

«Constatando lo stallo creatosi all’interno del consiglio di amministrazione e come questo ostacoli l’implementazione del processo di integrazione e delle relative sinergie, Delfin ha ritenuto che il ricorso alla Camera di Commercio Internazionale fosse allo stato una soluzione necessaria e la più appropriata al fine di preservare gli investimenti di tutti gli azionisti», prosegue il comunicato dove viene sottolineato che «Delfin non chiede altro che il rispetto rigoroso degli accordi, e in particolar modo delle regole di governance congiunta e paritaria che da parte sua intende continuare a osservare».

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