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La Tav frenata: dal Governo autorizzati «avvisi» ma non i bandi di gara

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La Tav si farà o no? Lo scontro fra 5 Stelle e Lega nel governo ha partorito una mediazione intermedia, che il presidente della Regione Piemonte Chiamparino ha già definito «roba da repubblica delle banane». Infatti una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l'approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall'avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Lo scrive Il sole 24 ore on line. I contenuti della direttiva e dei bandi non sono ancora noti ma sarà comunque presente un riferimento alla volontà di Roma di chiedere a Parigi e Bruxelles di rivedere il Trattato. La lettera è frutto dell'intesa raggiunta in extremis da Lega e M5S e terrebbe conto delle condizioni avanzate ieri da Luigi di Maio, che aveva chiesto di non impegnare soldi pubblici in questa fase. 

Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì il Cda della società si riunirà  per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che 'si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi'. L'obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.

"Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti", ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook. 

 

Il no alla Tav è una "battaglia identitaria del Movimento" cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. "Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav - racconta Fico - eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav". Fico sottolinea che "non era un'idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali". 

"Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav - ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli - quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così". "È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza". Nonostante tutto però per il presidente della Camera "la legislatura è saldamente in piedi, c'è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera". 

E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? "Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni". "Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell'Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l'Europa, l'opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo".

"Non penso ci sia una crisi di governo" ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. "So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell'evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare" ha tagliato corto Casaleggio.

Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro leghista dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. "Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo - afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l'Italia ha bisogno di vere infrastrutture".

Intanto Torino si prepara a un'altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le impèrese scendono sul piede di guerra: 'Se non partono i bandi pronti ad azioni legali'.

LA LETTERA - «Il governo che presiedo ha sottoposto a una nuova analisi costi-benefici il progetto infrastrutturale riguardante la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, in attuazione delle previsioni contenute nel “Contratto di governo”, che impegnano a “ridiscutere integralmente il progetto, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”».

Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella lettera inviata al presidente e al direttore generale di Telt, Hubert du Mesnil e Mario Virano.
«L’analisi tecnica effettuata dagli esperti nominati dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e le conseguenti considerazioni politiche sin qui effettuate, ci impongono di rivalutare la realizzazione dell’opera, la cui corrispondenza all’interesse pubblico non appare affatto scontata», prosegue.
«In ragione delle responsabilità che mi competono quale presidente del Consiglio, vi invito ad astenervi, con effetti immediati, da ogni ulteriore azione che possa produrre, a carico dello Stato Italiano, vincoli giuridici di sorta. In particolare, vi invito a soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi possano formulare offerte per la realizzazione dell’opera, condizionando, per tale via, le libere, definitive determinazioni che il mio governo si riserva di assumere nel prossimo futuro».

«Al momento - scrive ancora Conte - appare necessario, da un lato, evitare di assumere impegni di spesa gravanti sull’erario italiano e, dall’altro, adoperarsi per non pregiudicare gli stanziamenti finanziari posti a disposizione dall’Unione europea. Tutte le prossime iniziative che vorrete intraprendere dovranno rispettare, pertanto, questa duplice esigenza avendo cura che sia garantita la piena reversibilità di qualunque attività giuridica o scelta operativa posta in essere».
«Le anticipo che informerò prontamente il Governo francese e la Commissione europea circa questa posizione del Governo italiano, riservandomi di interloquire con Loro al fine di renderli più specificamente edotti delle acquisizioni sopra riassunte», conclude.

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