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Cooperative, fra Mattarei

e le «sociali» è guerra

senza spiragli di accordo

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Sopra le porte dei due ascensori che dall’atrio conducono ai piani alti della Federazione trentina della cooperazione, campeggia il monito di don Lorenzo Guetti: «Nelle vostre fabbriche sociali l’io non deve mai farsi vedere, è sempre il noi quello che deve dare il lucido al cemento e deve spiccare ovunque si guardi l’edificio». Ricostruire quel «noi», prima di tutto all’interno del consiglio di amministrazione della casa della Cooperazione trentina, è l’impresa che Marina Mattarei e i compagni di strada che dall’8 giugno governano il movimento dal sesto piano di via Segantini, hanno davanti. Per ora non ci sono riusciti. E la spaccatura con il rilevante mondo delle cooperative sociali è anzi ancora più netta.

L’attesa seduta «chiarificatrice» del cda di lunedì’ comincia alle 17. Edificio blindato. Vietato ai giornalisti avvicinarsi. Alle 19.47, abbandonano la seduta anzitempo i tre rappresentanti delle cooperative sociali, Serenella Cipriani (presidente di Consolida e di Gruppo 78), Italo Monfredini, manager direttore di Spes, e Paolo Fellin, consigliere delegato di Vales. Volti tirati. «Nessuna decisione è possibile in questa situazione» dice Monfredini. Nessun ricompattamento. Nessun chiarimento. In serata i tre consiglieri lo mettono per iscritto: «Impraticabilità di un dialogo costruttivo» registrano.

Nessuna mozione di sfiducia a Mattarei per l’intervista rilasciata a l’Adige il 31 gennaio: nessuno ha preso seriamente in questione lo scenario. Ma richiesta di fare chiarezza, sì. Ben oltre le scuse che la presidente ha vergato in una lettera inviata a tutti i presidenti delle oltre 500 cooperative associate. Alla fine, i nodi restano irrisolti. La chiarezza sul metodo di governo, sulla condivisione delle scelte - dalla trattativa sulla vendita delle sede al Gruppo Cassa Centrale Banca alla «convergenza» dichiarata verso la Giunta provinciale leghista - e sul ruolo delle cooperative sociali. Chiarezza e un segnale, sotto forma di una valorizzazione del loro ruolo in cda.

La ferita, come è noto, è stata aperta dalla scelta di affidare la vicepresidenza del settore sociali a Mariangela Franch, eletta tra i trasversali. Nessun ripensamento, però. Anzi, la stessa Franch, a cui durante la seduta è stato chiesto di farsi da parte dimettendosi dal ruolo di vice, ha ribadito la linea: i tre non rappresentano l’intero universo delle sociali, ma solo una parte. Meno della metà del movimento.

E la sua elezione è arrivata dall’assemblea generale, quindi confermata in cda. Quando se lo sono sentiti ripetere e rinfacciare, Cipriani, Monfredini e Fellin se ne sono andati. Prima hanno abbandonato la seduta Cipriani e Monfredini, e Fellin è rimasto per invitare a riaprire il dialogo. Ma visto il clima e la mal parata, alla fine, s’è aggregato ai due colleghi.

Nessun cenno alla spaccatura che si è creata nel comunicato ufficiale vergato a fine cda, né una dichiarazione da parte della presidente. «Il cda della Federazione esprime la propria solidarietà alla presidente Mattarei» vi si legge. Poi si annuncia che Il cda affronterà a breve i temi strategici». Si accenna alla «”tempesta” mediatica scaturita da una intervista della presidente Marina Mattarei, per aggiungere che «la presidente in apertura di seduta ha stigmatizzato la strumentalizzazione costruita attorno a dichiarazioni che, per quanto parziali ed eccessivamente sintetiche, sono state utilizzate per screditare l’ente federale. Ha quindi richiamato quanto già scritto in una lettera a tutti gli amministratori e amministratrici delle cooperative, nella quale ha espresso la propria amarezza e rincrescimento per quanto è accaduto».

La nota ufficiale riferisce inoltre che «Il consiglio di amministrazione ha apprezzato il chiarimento sul tema dell’accoglienza dei migranti e il Progettone, esprimendo la propria solidarietà nei confronti della presidente. Il cda ha peraltro evidenziato la necessità di accelerare immediatamente il confronto, già nei prossimi giorni, su alcuni temi delicati e strategici. Su questi aspetti la presidente si è assunta l’impegno a cercare una sintesi condivisa dal cda».

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