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Auto, mercato Ue stabile

Ma in calo in Italia

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Si chiude con un dato stabile il 2018 per il mercato dell’auto nell’Europa dei 28 e nei tre Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia): 15.624.486 immatricolazioni di nuove auto, lo 0,04% in meno del 2017. Il segno negativo è quasi impercettibile, ma non si vedeva dal 2013. Pesano sulle vendite il rallentamento della congiuntura economica, l’entrata in vigore da settembre del nuovo sistema di omologazione (Wltp) e la contrazione delle vendite di auto alimentate a diesel con una «demonizzazione - spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - dovuta a motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell’ambiente». Negativo il dato di dicembre quando sono state vendute 1.038.984 vetture (-8,7%).



Il gruppo Fca ha immatricolato in Europa 1.021.311 auto, il 2,3% in meno del 2017, con una quota pari al 6,5% a fronte del 6,7%. Tra i brand del gruppo registra un balzo record del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute), ma anche la 500 che ottiene il primato assoluto di vendite dal lancio con quasi 194 mila unità, l’1,3% in più rispetto al 2017. «La quota Fca in Europa si mantiene stabile e questo dimostra che la strada intrapresa è quella giusta», sottolinea Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee del gruppo.

Tra i cinque principali mercati europei, crescono la Spagna che chiude il 2018 con un incremento del 7% e la Francia con un +3%. Stabile la Germania, con le immatricolazioni in linea con il 2017 (-0,2%), mentre registrano il segno meno le vendite di auto in Italia (-3,1%) e nel Regno Unito (-6,8%). Quagliano sottolinea che l’Europa non ha recuperato i livelli della fase pre-crisi quando le immatricolazioni erano 16 milioni e che il 2019 non promette una ripresa soprattutto in Italia dove «si dovrà fare i conti con i disincentivi agli acquisti di auto con emissioni di CO2 superiori ai 160 gr per km». Contro il sistema di bonus-malus che, secondo il Centro Studi Promotor, «determinerà un calo delle immatricolazioni di circa 100.000 unità», continuano le polemiche.

«È un autogol», afferma Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, che invita il governo «a ritornare immediatamente sui propri passi», mentre l’Api, l’associazione delle piccole imprese di Torino, invita Fca a fare «fronte comune per chiedere un cambiamento di rotta della politica economica».
Il 2018 si chiude in sostanziale pareggio per la Volkswagen (+0,4%) e per la Renault (+0,8%), mentre il gruppo Psa consolida il secondo posto con una quota di mercato del 16%.

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