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Sait, venti giorni ai tagli

I lavoratori in Provincia

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Ieri assemblea dei lavoratori della sede Sait di via Innsbruck. Stasera nuovo appuntamento anche con gli addetti dei negozi. Martedì dipendenti e sindacati saranno in consiglio provinciale a interpellare la politica sul caso Sait e sulla vertenza più recente, quella sul contratto integrativo che, nelle intenzioni del consorzio, non sarebbe più in vigore dal 1° gennaio, tra una ventina di giorni, producendo una perdita annua di salario ai 480 dipendenti di circa 3.000 euro.
I sindacati spingono per tornare al tavolo della trattativa. Dal Sait nessuna comunicazione ufficiale anche se, secondo alcune fonti, potrebbe proporre un incontro a breve. Intanto i segretari Roland Caramelle della Filcams Cgil, Lamberto Avanzo della Fisascat Cisl, Walter Largher della Uiltucs Uil (nella foto sindacalisti a colloquio col presidente Sait Dalpalù durante uno dei recenti scioperi) hanno chiesto un incontro col presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder , con i gruppi consiliari e con la giunta.
«Sono anni che il Sait si comporta nei confronti dei propri dipendenti peggio e con maggiore cattiveria che molti imprenditori e catene del commercio - scrivono i sindacati - In presenza di utili aziendali riduce il costo del lavoro e licenzia a man bassa, opera disdicendo la contrattazione integrativa e provando a imporre modelli dove a pagare sono i lavoratori». Questa «degenerazione e omologazione al privato» dovrebbe interessare anche la Cooperazione. «È per questa ragione che riteniamo che la vertenza Sait è paradigmatica. Per questi motivi riteniamo che l'intera società trentina non possa rimanere impassibile di fronte a questa vertenza».

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