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Boeri e il Festival: la censura

leghista è un caso nazionale

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Una sollevazione nazionale per Tito Boeri e la sua gestione del Festival dell’Economia di Trento, che i leghisti hanno intenzione di «liquidare» perché «troppo di sinistra»: oggi il quotidiano La Repubblica ha messo il «caso» sul sito internet (con un articol odi Tonia Mastrobuoni) e sono fioccati centinaia di commenti di solidarietà al Festival e al suo direttore storico. Messaggi di gente di tutta Italia che è venuta a Trento nelle passate edizioni, e racconta di un luogo in cui «intelligenze e riflessioni competenti si incontrano in un clima di competenza e dialogo».

In campagna elettorale, il candidato presidente leghista Maurizio Fugatti, aveva chiaramente detto di essere pronto, se eletto governatore, a «licenziare» il direttore Tito Boeri dal Festival dell’Economia.

Lo aveva fatto durante una tribuna elettorale trasmessa dopo il Tg Regionale della Rai. Sollecitato da una domanda del direttore dell’Adige, Pierangelo Giovanetti, il candidato leghista aveva risposto: «Boeri è un tema di discussione. Vedremo ma non diamo garanzia sul fatto che rimanga».

Fugatti ha ammesso che in passato sul festival dell’Economia come manifestazione la Lega aveva sollevato più di un dubbio ma ha anche aggiunto che ormai, dopo 13 edizioni di successo, è diventata una risorsa per il territorio che non si può liquidare a cuor leggero. «Chiaro - sostiene - che non si può essere troppo politicizzati e in passato sul palco ci sono state passerelle di parte». E siccome la Lega considera l’attuale direttore scientifico di parte ecco perché il suo destino appare segnato.

Ma il siluramento di Boeri, ora che Fugatti ha vinto le elezioni, non potrà essere immediato e non sarà così semplice. La sua nomina o eventuale destituzione spetta infatti a un comitato editoriale di cui fanno parte oltre all’economista anche l’Università con il rettore Paolo Collini, il direttore della scuola di Studi internazionali Andrea Fracasso e Innocenzo Cipolletta, che ha appena concluso il mandato da presidente dell’Ateneo ma rimane del comitato; il quinto membro del comitato è l’editore Giuseppe Laterza, titolare della casa editrice da sempre partner del Festival e che nel giugno scorso ha firmato una convenzione per esserlo anche nelle prossime tre edizioni.

La convenzione è stata sottoscritta con il Comitato promotore, che sovrintende all’organizzazione della manifestazione, composto dal presidente della Provincia Ugo Rossi, dal sindaco Alessandro Andreatta e ancora dal rettore Paolo Collini. In realtà, proprio in considerazione delle elezioni, il protocollo tra Comitato promotore e «Gius. Laterza & Figli spa» contiene una clausola che prevede la possibilità di recesso entro il 30 giugno del 2019 se non si vorrà dar corso a successive edizioni.

Ma il Festival dell’Economia del 2019 non è in dubbio, è già fissato per il periodo che va dal 30 maggio al 2 giugno e approfondirà i temi della globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza.

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