Animali selvatici

Abbattimento dei lupi, Ambrosi difende la nuova normativa: “Respinto il blitz della sinistra, gestire senza ideologia”

L'esponente di Fratelli d'Italia interviene dopo il voto sull’articolo 8 della Legge di delegazione europea. La deputata sottolinea l’esperienza trentina nella convivenza con il lupo e critica le opposizioni. “Serve realismo”

TRENTO. «Serve realismo e non ideologia sulla convivenza con il lupo», afferma Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia, commentando il dibattito sull’Articolo 8 della Legge di delegazione europea 2025. Secondo l’esponente parlamentare, «il Trentino vive da anni una situazione di difficilissima coesistenza, con malghe abbandonate, bestiame predato e allevatori costretti a vivere nell’incertezza». Ambrosi ricorda come «gli episodi registrati in Lessinia confermino un fenomeno ormai diffuso lungo tutto l’arco alpino e prealpino» e non più relegato a singoli territori.

La parlamentare rivendica il lavoro svolto in Commissione Politiche UE: «Come relatrice ho portato avanti un percorso serio, ascoltando Regioni, Province autonome, amministratori, ricercatori, allevatori, agricoltori e associazioni». Per Ambrosi le consultazioni popolari svolte nelle valli trentine rappresentano «un segnale democratico forte, che la politica deve tradurre in scelte concrete». L’articolo contestato, spiega, permette all’Italia «di recepire la direttiva europea che modifica lo status di protezione del lupo e consente interventi concreti per la gestione del predatore».

In Aula, racconta la deputata, il centrosinistra avrebbe «provato a cancellare un risultato storico, ignorando territori e famiglie che convivono ogni giorno con la presenza del lupo». L’emendamento, sottolinea, è stato respinto dalla maggioranza. «La sinistra ha anteposto ancora una volta l’ideologia alla realtà», afferma Ambrosi, richiamando le parole di Papa Francesco secondo cui «quando si vuole più bene agli animali che all’uomo, qualcosa non funziona». Per la parlamentare «la tutela della fauna è un valore, ma non può diventare un dogma».

Ambrosi sostiene che la montagna «vive se la si può abitare, coltivare e difendere». Per questo motivo, conclude, «dal Trentino alla Lessinia, dalle Alpi alle Prealpi – e in tutta Italia – difendiamo chi vive la montagna, chi produce, chi lavora. Con serietà, responsabilità e determinazione. Non arretreremo di un passo».

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