Ambiente

Trentino, parte il progetto per foreste sane e biodiversità

Si tratta di un intervento sperimentale di diradamento nei boschi giovani di abete rosso punta a migliorare stabilità, salute e biodiversità delle foreste trentine. L’obiettivo è rafforzare le filiere del legno e diffondere nuove competenze sul territorio

LEVICONei boschi giovani di abete rosso della Val Postesina, sopra Levico Terme, è iniziato un progetto sperimentale di diradamento promosso dal Servizio foreste. L’intervento riguarda circa 15 ettari di pecceta finora mai trattata e mira a migliorare stabilità, crescita e diversità strutturale degli alberi, così da aumentare la resilienza dei popolamenti ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi.


Il cantiere utilizza la gru a cavo per l’esbosco, una tecnica che consente di limitare l’impatto sul suolo e di proteggere gli habitat sensibili. L’area diventa così un laboratorio operativo, dove si sperimentano metodi che possano essere replicati anche in altre zone montane del Trentino, specialmente nei boschi giovani che necessitano interventi mirati per crescere sani e robusti.


L’attività è affiancata da rilievi tradizionali, tecniche LiDAR da drone e studi ecologici condotti per monitorare la risposta del bosco ai trattamenti. Particolare attenzione è dedicata ai patogeni e allo stato fitosanitario delle piante, oltre alla formazione continua del personale impegnato nelle operazioni, con l’obiettivo di creare competenze aggiornate e condivise.


Il progetto rappresenta un investimento sulla qualità delle foreste trentine e sulle filiere locali del legno. Intervenire oggi, spiegano dal Servizio foreste, significa garantire domani popolamenti più sicuri, produttivi e ricchi di biodiversità, in un’ottica di gestione attiva e sostenibile capace di rafforzare l’intero sistema forestale provinciale.

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