La Sat a congresso: focus su overtourism e "senso del limite". Premiati 130 soci benemeriti
A San Lorenzo Dorsino la Società degli Alpinisti Tridentini si interroga sulla capacità di carico turistica dei territori montani. Due giorni di incontri, esperienze e riflessioni sul rapporto tra uomo e ambiente, con il “senso del limite” come valore guida
SAN LORENZO DORSINO. Un fine settimana di condivisione, dialogo e riflessione sul futuro della montagna. Sabato e domenica San Lorenzo Dorsino ospita il 127° Congresso della SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, con un programma che intreccia natura, cultura e partecipazione. Tema centrale dell’edizione 2025: la capacità di carico turistica dei territori montani, con il “senso del limite” come chiave per una nuova relazione tra uomo e ambiente.
La giornata di sabato si è aperta con “In falesia con le Guide Alpine”, un’esperienza di arrampicata inclusiva nella Falesia Dimenticata di San Lorenzo in Banale, promossa dalla Commissione SAT “Montagna per Tutti”. Giovani, juniores e persone con disabilità hanno potuto cimentarsi in un’attività accessibile e sicura, accompagnati dalle Guide Alpine e con i materiali messi a disposizione dall’organizzazione.
In mattinata i soci SAT hanno partecipato a due percorsi paralleli: la visita guidata con i Greeters, ambasciatori volontari del territorio, tra i borghi di San Lorenzo e Dorsino, e l’apertura straordinaria della Casa del Parco U.O.MO, curata dal Parco Naturale Adamello Brenta, con un percorso multimediale sul rapporto tra uomo e ambiente, pensato anche per bambini e ragazzi.
Nel pomeriggio, al Teatro Comunale di San Lorenzo, si è svolta la cerimonia per i soci cinquantennali, alla presenza di Luca Cornella, presidente della Sezione SAT locale, dell’assessore al turismo Alberto Bosetti e del presidente Cristian Ferrari. Un momento di riconoscenza che ha visto premiare 130 soci benemeriti, tra ricordi, applausi e commozione. A seguire, il Coro della SAT ha incantato il pubblico con un concerto aperto alla cittadinanza.
La serata è poi proseguita con “Scarpéle”, incontro con lo scrittore Marco Albino Ferrari, autore de “La montagna che vogliamo. Un manifesto” (Einaudi, 2025), dialogando con la giornalista Fausta Slanzi. Ferrari ha invitato a ripensare il futuro delle terre alte come “montagne vive”, dove tradizione, lavoro e sostenibilità possano coesistere: “Le montagne italiane sono un pulviscolo di differenze – ha detto –. È ora di dire forte e chiaro qual è la montagna che vogliamo”.
Domani, domenica 19 ottobre, spazio ai lavori congressuali: l’assemblea ufficiale della SAT vedrà la partecipazione delle autorità provinciali, dei delegati delle sezioni e dei rappresentanti delle associazioni alpine e ambientali.
“Arriviamo da due giornate di riflessione sulla necessità di una nuova responsabilità collettiva nel rapporto con la montagna – ha dichiarato Cristian Ferrari, presidente della SAT –. La SAT è nata per rendere accessibili le cime, ma anche per insegnare il rispetto dei loro limiti. Oggi la sfida è governare la frequentazione, non subirla. Il limite non è una rinuncia, ma un atto di cura: significa saper riconoscere la misura delle cose e crescere con equilibrio”.
Durante la mattinata si terranno anche gli interventi delle sezioni e delle commissioni, che affronteranno temi come la gestione dei rifugi, la sicurezza in montagna, i flussi escursionistici e la promozione di una cultura della lentezza e del rispetto ambientale.