Montagna

Crolli e sentieri chiusi sul Brenta, al rifugio Tuckett il 90% in meno di presenze

Parla il gestore, Giulio Angeli: «Sono rocce “giovani”, non è una cosa eccezionale ed è nella loro natura. Prima di tutto viene la sicurezza, capisco la chiusura della via ferrata delle Bocchette Benini che è nei pressi della cima. Comprendo meno quella del sentiero 316 che si trova a oltre un chilometro dalla zona interessata dal crollo»

di Francesca Cristoforetti

TRENTO - I sentieri nella zona per il momento rimangono chiusi. Ma questo ha sollevato non poca preoccupazione nei gestori dei rifugi sul gruppo del Brenta che ancora non hanno certezze sulla riapertura delle vie. Ricordiamo che nessuna delle strutture in quota è rimasta isolata. Tuttavia, siamo nel cuore della stagione e questo non può portare effetti positivi.

«È chiaro che prima di tutto va messa in primo piano la sicurezza degli escursionisti - ha sottolineato Giulio Angeli, gestore del Rifugio Tuckett - Quintino Sella, a 2.272 metri di altitudine - capisco la precauzione e quindi la chiusura della via ferrata delle Bocchette Benini che si trova nei pressi della cima. Comprendo meno l’interdizione del sentiero 316 che dal passo del Grostè porta al nostro rifugio, ma che si trova a oltre un chilometro dalla zona interessata dal crollo».

La speranza dunque è che la riapertura avvenga in tempi rapidi: «Se rimane chiuso per pochi giorni va bene. Di più per noi potrebbe rappresentare un grande problema. La sera, infatti, abbiamo gli stessi numeri di ospiti, ma il traffico diurno dal Grostè rappresenta il’80-90% della nostra clientela. È la via che va per la maggiore. Se a questo si aggiunge il maltempo di questi ultimi giorni, le perdite potrebbero essere ingenti».

Per il gestore, questo tipo di roccia è soggetta a tali crolli. Non si può dire quindi «cosa nuova».

«Le montagne sono soggette a una progressiva erosione. Quel giorno noi non abbiamo sentito niente, e sulla via si è sentito poco il crollo. Il problema c’è e dalle foto si vede chiaramente che gli smottamenti sono importanti. Ma nulla che non abbiamo già visto. Sono rocce “giovani”, non è una cosa eccezionale ed è nella loro natura».

Ad aggiungersi anche la voce di uno dei dipendenti del rifugio Stoppani al Grostè: «È un fenomeno che si è sempre verificato, e spero che anche questa volta si possa risolvere a breve. Per gli escursionisti rimangono chiusi i sentieri e la situazione al momento è controllata dagli addetti della Provincia che stanno monitorando di giorno in giorno».

 

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