Dalla crisi climatica all'overtourism: la Sat affronta le sfide del territorio montano e lancia l'allarme
Martedì 15 aprile l’Assemblea dei delegati della Società Alpinisti Tridentini (28mila soci). Il messaggio uscito dall’incontro: le Alpi stanno raggiungendo il limite di sopportazione turistica e serve un nuovo modello di fruizione più equilibrato e rispettoso
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TRENTO. L'Assemblea dei delegati della Società degli Alpinisti Tridentini (SAT) si è svolta martedì 15 aprile al Centro Congressi Erickson di Trento, riunendo i rappresentanti di un'organizzazione che ormai conta quasi 28.000 soci, con un trend di crescita lento ma costante che testimonia la vitalità del sodalizio fondato oltre 150 anni fa.
La vicepresidente Cinzia Fedrizzi ha illustrato un bilancio 2024 che si è chiuso con un avanzo di esercizio di circa 64.000 euro, risultato di una gestione economica attenta e responsabile. Questo surplus permetterà di programmare interventi strategici per la riqualificazione dei 35 rifugi gestiti dall'associazione e per il rafforzamento delle attività sociali, con particolare attenzione al sostegno delle 85 sezioni territoriali impegnate nella manutenzione della rete sentieristica trentina.
"La SAT è una comunità viva, che cammina, si interroga, si rinnova", ha affermato il presidente Cristian Ferrari, evidenziando come l'identità dell'associazione, pur radicata in un secolo e mezzo di storia, si costruisca quotidianamente. "Questo significa lavorare per l'inclusività, per il ricambio generazionale, per rafforzare il legame con i giovani e con il territorio", ha aggiunto, sottolineando l'importanza di mantenere vivo il dialogo con scuole, università e istituzioni locali.
La sfida più pressante emersa dall'assemblea riguarda l'impatto crescente dei cambiamenti climatici sulle strutture di montagna. I rifugi, un tempo luoghi di sicuro approvvigionamento idrico, affrontano ora una preoccupante scarsità d'acqua, mentre la rete sentieristica richiede interventi di manutenzione sempre più frequenti a causa di eventi meteorologici estremi.
Particolarmente sentita è la necessità di trovare un "senso del limite" alla frequentazione turistica in montagna. Un tema che sarà il fulcro del 127° Congresso della SAT, in programma a San Lorenzo Dorsino in autunno, dedicato a "La capacità di carico turistica dei territori montani".
Il congresso, articolato in più giornate di approfondimento, mira a definire il numero massimo di persone che possono visitare contemporaneamente una destinazione senza danneggiare l'ambiente e senza ridurre la qualità dell'esperienza di visita.
Sul fronte del coinvolgimento giovanile, il 2024 ha visto la formazione di numerosi gruppi nelle sezioni di Trento, Levico e Riva, con un'ampia partecipazione alle attività organizzate. "Rafforzare ulteriormente la possibilità di partecipazione all'attività sociale da parte dei giovani rimane uno dei nostri obiettivi principali", ha sottolineato Ferrari.
Durante l'assemblea sono state espresse preoccupazioni riguardo all'utilizzo improprio dei bivacchi, strutture pensate per le emergenze ma sempre più utilizzate come alternative ai rifugi, con conseguenti problemi di sovraffollamento e abbandono di rifiuti in quota.
Non sono mancati i momenti di confronto istituzionale: l'intervento di Carlo Alberto Zanella, presidente del CAI Alto Adige, ha ricordato i problemi comuni delle zone montane, dalla continua richiesta di ampliamenti delle aree sciabili al traffico sui passi di alta montagna. Georg Simeoni dell'AVS Alpenverein Südtirol ha evidenziato la collaborazione con la SAT nella gestione del crescente cicloturismo in montagna, mentre Walter Cainelli del Soccorso Alpino ha sottolineato il legame profondo con la SAT e l'importanza della comunicazione sulla "prudenza in montagna", che ha portato a una diminuzione degli incidenti nel 2024.
È stato inoltre avviato un processo di revisione dello statuto, proposto dalla Sezione di San Lorenzo in Banale, per garantire una maggiore rappresentanza territoriale nel Consiglio Centrale, lavoro che proseguirà per tutto il 2025 con il contributo attivo delle sezioni locali.
"Riteniamo che la nostra storia, il profondo radicamento territoriale e la responsabilità di programmazione in capo all'ente pubblico debbano trovare sempre uno spazio di confronto attivo e rispettoso", ha concluso Ferrari, ribadendo l'importanza del dialogo con la Provincia autonoma di Trento anche quando le visioni sullo sviluppo della montagna non sono perfettamente allineate.