Feste / Il caso

Arrivato in piazza San Pietro l’albero di Natale di Andalo, ma fioccano le polemiche per il «sacrificio» di una pianta monumentale

La consigliera dei Verdi Lucia Coppola si fa interprete dello sconcerto di tanti: «vanità umana di un istante che niente ha a che vedere col senso più profondo del Natale». Venerdì inaugurazione, dal Papa Fugatti, Zanotelli e Segnana

ROMA. È arrivato oggi in Vaticano il maestoso abete rosso o peccio (Picea abies) di circa 28 metri che troverà posto accanto al Presepe in Piazza San Pietro. L'abete arriva da Andalo e proviene dalla Gestione Forestale Sostenibile del Gruppo Territoriale Pefc Trentino certificata.

Il presepe - per il quale sono già iniziati i lavori di realizzazione della piattaforma - invece arriverà quest'anno dalle Ande, dal villaggio di Chopcca, una comunità nel dipartimento di Huancavelica in Perù.

La tradizionale inaugurazione del Presepe e l'illuminazione dell'albero di Natale - informa il Governatorato - si terranno, pur nel rispetto delle normative per contrastare il diffondersi della pandemia, in piazza San Pietro, venerdì 10 dicembre, alle 17. La cerimonia sarà presieduta dall'arcivescovo Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Lo stesso giorno, nella mattinata, le delegazioni di Huancavelica, di Andalo e di Gallio saranno ricevute in udienza da papa Francesco per la presentazione ufficiale dei doni. All'incontro, oltre al sindaco di Andalo Alberto Perli e alla presidente nazionale di Agop Benilde Mauri, presenzieranno anche il governatore trentino Maurizio Fugatti accompagnato dalle due assessore Stefania Segnana e Giulia Zanotelli. Faranno parte della delegazione anche il presidente della Comunità Paganella e gli altri quattro sindaci dell'altopiano, oltre ai rappresentanti delle associazioni di volontariato.

Non a tutti però è piaciuto questo «sacrificio» di un albero maestoso, e sono moltissimi sui social i messaggi di condanna. Su tutti quello della consigliera provinciale dei Verdi Europa, Lucia Coppola, che si fa interprete del malcontento per l’albero di Natale del Papa.

«Eccolo lì, bello sano imponente. Mancherà al paesaggio e a chi lo amava. Per la vanità umana di un istante che niente ha a che vedere col senso più profondo del Natale» scrive Coppola pubblicando una fotografia dell’abete prima dell’abbattimento.

"Mentre ci facciamo riguardo, giustamente, a raccogliere un fiore protetto, pare non creare alcun problema sradicare un albero patriarca, sano, di 113 anni che faceva parte di un paesaggio meraviglioso per portarlo in Piazza San Pietro per il prossimo Natale. Inevitabile chiedersi se fosse proprio necessario. Gli alberi sono parte di ecosistemi plurali in sintonia e ognuno di loro riveste un ruolo speciale, interattivo, nel suo ecosistema. È molto più che semplice bellezza. Dobbiamo loro cura e rispetto. Il senso profondo del Natale passa attraversa la cura del Creato e si rivolge ormai a cittadini consapevoli del fatto che anche le tradizioni possono trasformarsi coi tempi e aderire a pratiche meno impattanti e più ecologiche. Nel rispetto di tutte le sensibilità e senza voler colpevolizzare nessuno credo sia giusto riflettere anche alla luce di una rinnovata e diffusa sensibilità ambientale". 

A seguire il comunicato stampa del consigliere di Europa Verde al comune di Roma Nando Bonessio. “Il maestoso abete rosso di 113 anni sradicato ad Andalo, in Trentino Alto Adige, e destinato ad abbellire Piazza San Pietro è una ferita per la natura e per il Natale. Indubbiamente il Papa, sempre attento ai temi ambientali, non era informato. Ma chi ha gestito per lui la vicenda non ha compreso il danno che ha provocato a un’intera comunità. Un dolore per tutti i cittadini, che si sono visti privare di un elemento fondamentale, anche se proveniente dalla gestione forestale sostenibile certificata" scrive il presidente della commissione capitolina, sport, benessere e qualità della vita, e Guglielmo Calcerano, assessore ai lavori pubblici e patrimonio del Municipio Roma X, ed esponente di Europa Verde.

"Auspichiamo che l’amministrazione comunale capitolina e, in particolare, l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi non cada nella stessa logica di voler sacrificare un albero per celebrare il Natale. Chiediamo che venga realizzata una struttura innovativa, dalla grande carica emotiva. Che dia il senso della festa e che possa essere utilizzata negli anni futuri, in modo da contenere lo spreco ed evitare di abbattere nuovamente alberature monumentali."

Sono servite ben dodici ore per tagliare l'abete natalizio: è stato tagliato e sollevato da un'autogrù della ditta Santoni di Trento, specializzata in questo tipo di interventi; la stessa ditta, infatti, ha provveduto al taglio e al sollevamento degli alberi di Natale destinati a piazza Duomo di Trento, a quello di Villagnedo trasportato ad Assisi, all'albero di Rovereto e pure quello di San Michele.
L'abete di Andalo era alto 28 metri, largo 10 metri e pesava la bellezza di 80 quintali; un lavoro piuttosto arduo per gli addetti della ditta Santoni, coadiuvati dai vigili del Fuoco di Andalo e dagli uomini della Forestale, che lo hanno sollevato con la loro autogrù di 100 tonnellate di portata massima, a 25 metri di distanza per non compromettere il danneggiamento di qualche ramo.

Un'operazione resa ancora più complessa dall'instabilità del terreno bagnato su cui poggiavano gli stabilizzatori della grù. Il costo per tutte le spese, trasporto compreso fino a Roma, si aggira attorno ai quindicimila euro.
La chioma dell'albero era larga circa dieci metri ed i rami sono stati piegati all'interno, uno per uno, così da far rientrare l'abete nella sagoma massima di 3,5 metri di larghezza del trasporto eccezionale  fino a Roma. «Per riuscire in questo autentico miracolo di imbracatura - racconta il sindaco Alberto Perli - abbiamo usato oltre mille metri di cavi e ci siamo avvalsi di tutta l'esperienza degli operai comunali per evitare di spezzare qualche ramo».
L'abete è partito sul trasporto eccezionale scortato fino al Vaticano domenica sera e sarà adagiato su un carrello speciale della ditta Pegaso di Flavon; nel cuore della notte, con la scorta della polstrada, ha attraversato le strade della capitale e stamani alle 6 è stato posizionato e sollevato nel centro di piazza San Pietro per poi essere addobbato con le seicento artistiche sfere di legno, tutte create a mano dagli artigiani di Andalo.

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