A Mazara del Vallo la festa di fine Ramadan a scuola

(ANSA) - MAZARA DEL VALLO, 12 APR - Le porte della scuola, stavolta, si sono aperte per accogliere i bambini musulmani e le loro mamme e insieme festeggiare la 'Eid al-Fitr' che segna la fine del digiuno di ramadan. A Mazara del Vallo, nel Trapanese, la paura che il giorno di festa diventasse di vacanza per i 200 bambini tunisini che frequentano l'istituto 'Borsellino-Ajello', non c'è stata. La preside Eleonora Pipitone ha accolto l'invito dell'associazione 'Jasmin del Mediterraneo', punto di riferimento delle famiglie tunisine che vivono a Mazara del Vallo, e ha così aperto i cortili della scuola per la festa tipica dei musulmani. "Come potevamo dire di no - spiega la Pipitone - il nostro istituto è frequentato da mille bambini di cui 200 sono stranieri e ogni giorno si svolgono attività didattiche che...

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A Mazara del Vallo la festa di fine Ramadan a scuola

(ANSA) - MAZARA DEL VALLO, 12 APR - Le porte della scuola, stavolta, si sono aperte per accogliere i bambini musulmani e le loro mamme e insieme festeggiare la 'Eid al-Fitr' che segna la fine del digiuno di ramadan. A Mazara del Vallo, nel Trapanese, la paura che il giorno di festa diventasse di vacanza per i 200 bambini tunisini che frequentano l'istituto 'Borsellino-Ajello', non c'è stata. La preside Eleonora Pipitone ha accolto l'invito dell'associazione 'Jasmin del Mediterraneo', punto di riferimento delle famiglie tunisine che vivono a Mazara del Vallo, e ha così aperto i cortili della scuola per la festa tipica dei musulmani. "Come potevamo dire di no - spiega la Pipitone - il nostro istituto è frequentato da mille bambini di cui 200 sono stranieri e ogni giorno si svolgono attività didattiche che nella libertà fanno vivere loro la propria religione". Mazara del Vallo, del resto, è conosciuta come città dell'integrazione e della convivenza. Il flusso migratorio dalla Tunisia è iniziato negli anni '80 e non si è più fermato: "Siamo già alla terza generazione - dice il sindaco Salvatore Quinci - qui si sono stabilizzate famiglie intere che si sono integrate nel tessuto sociale nostro, lavorando sui pescherecci". (ANSA).

 

Omicidio di Sofia Castelli, l'ex fidanzato condannato a 24 anni

(ANSA) - MONZA, 12 APR - La Corte d'Assise di Monza ha condannato a 24 anni di carcere Zakaria Atqaoui, 23 anni, per l'omicidio dell'ex fidanzata Sofia Castelli, 20 anni, uccisa a coltellate il 29 luglio scorso a Cinisello Balsamo (Milano). All'imputato erano state contestate le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dell'utilizzo di mezzo insidioso. La Procura aveva chiesto l'ergastolo. (ANSA).

 

Sindacati per Mirafiori, 'siamo 12.000 in piazza a Torino'

(ANSA) - TORINO, 12 APR - "Siamo 12.000 in piazza a Torino per chiedere il rilancio di Mirafiori". Lo dicono i sindacati dal palco di piazza Castello, dove è arrivato il lungo corteo organizzato per chiedere a Stellantis di produrre di più nella fabbrica torinese. Parleranno i segretari generali di tutti i sindacati metalmeccanici che hanno organizzato la manifestazione. Interverranno anche cinque delegati e un rappresentante degli studenti. (ANSA).

 

Alessia Pifferi in aula, 'non ho ammazzato mia figlia'

(ANSA) - MILANO, 12 APR - "Non ho mai voluto far del male a mia figlia, non l'ho mai ammazzata, non ci ho mai pensato, non ho mai voluto farlo, non ho mai pensato che a Diana poteva succedere una cosa del genere, non è stata una cosa premeditata". Lo ha detto Alessia Pifferi con dichiarazioni spontanee in aula, prima della requisitoria del pm nel processo in corso a Milano. La 38enne è in carcere per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi nel luglio 2022, abbandonandola in casa da sola per sei giorni. (ANSA).

 

"Il pompiere paura non ne ha", l'omaggio dei bimbi di Camugnano

(ANSA) - BOLOGNA, 12 APR - "Il pompiere paura non ne ha", "portiamo il soccorso a chi ci chiede aiuto, un giorno senza rischio per noi è non vissuto", "Il pompiere paura non ne ha". La canzone dedicata ai pompieri è intonata dai bimbi delle scuole di Camugnano, il piccolo comune dell'Appennino bolognese affacciato sul lago di Suviana e che vive intorno alla centrale idroelettrica di Bargi teatro del disastro. Disegni, striscioni, fiori di carta con messaggi di vicinanza per le famiglie delle sette vittime e dei lavoratori feriti in seguito all'esplosione, alcuni dei quali della zona. Il video in particolare è stato registrato per essere un omaggio ai vigili del fuoco che in questi giorni sono stati impegnati in operazioni complesse per il recupero dei dispersi. "I nostri pensieri sono rivolti a chi non c'è più e a chi è rimasto ferito e ai cari che ora piangono per loro... I nostri cuori volano accanto a voi". (ANSA).

 

Al via demolizioni edifici confiscati a boss in Calabria

(ANSA) - CASSANO ALLO IONIO, 12 APR - Da due palazzine, a suo tempo confiscate all'ex boss della Sibaritide e del Pollino, Giuseppe Cirillo, nasceranno ben 18 appartamenti di edilizia sociale che una volta realizzati saranno assegnati alle famiglie bisognose. Sono partiti nei giorni scorsi, infatti, i lavori di demolizione e di ricostruzione (perché è stato verificato che il cemento utilizzato per costruirle era di pessima qualità) delle due ultime palazzine, ubicate a Sibari, a suo tempo confiscate all'ex boss che diede vita al "locale di Sibari", Giuseppe Cirillo, e a acquisite al patrimonio del comune di Cassano. Cirillo, boss campano della Nco, arrivò a Sibari nella seconda metà degli anni '70 e per più di un decennio dettò legge sull'intero comprensorio. La notizia dell'inizio dei lavori di demolizione e di ricostruzione è stata diramata, con una nota, dall'amministrazione comunale di Cassano. "Gli ultimi due edifici confiscati all'ex boss Cirillo, stanno per passare dalla mafia ai bisognosi. Per la riqualificazione dei due palazzi, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Papasso, - è detto nella nota - aveva partecipato a un bando della Regione Calabria vincendolo e, grazie al lavoro fatto in questa direzione, era stato ottenuto un finanziamento pari a 2 milioni e 600 mila euro con i quali verranno demoliti e ricostruiti anche questi edifici per trasformarli in altri alloggi sociali per darli a chi ha bisogno". "Il nostro obiettivo - ha affermato il sindaco Papasso - è quello di trasformare tutti i palazzi confiscati ai clan in immobili da destinare a edilizia pubblica o in edifici riutilizzabili per scopi sociali. Lo abbiamo fatto con i primi tre edifici recuperati a Cirillo, lo stiamo facendo con questi due e con la Villa Forastefano che abbiamo destinato ad un progetto 'Dopo di noi'.Molti ci chiedono perché demoliamo per poi ricostruire. La risposta sta nel fatto che i tecnici si sono resi conto che il cemento armato è di pessima fattura e, essendo palazzi costruiti moltissimi anni fa, per adeguarli dal punto di vista sismico alle ultime normative, sarebbero serviti molti più fondi". (ANSA).

 

Crolla casa per una fuga di gas, due feriti nell'Oristanese

(ANSA) - LACONI, 12 APR - Una fuga di gas ha provocato un'esplosione e il parziale crollo di un'abitazione a due piani a Laconi, in provincia di Oristano. Due persone, tra cui un disabile, sono rimaste ferite e trasportate una al Centro grandi ustioni di Sassari e l'altra all'ospedale San Martino di Oristano. I due sono stati travolti dal crollo dei muri divisori e sono stati estratti dalla macerie della casa dai vigili del fuoco. Sul posto stanno operando due squadre dei pompieri dei comandi di Oristano e Nuoro, con i carabinieri di Isili che si stanno occupando dei rilievi. (ANSA).

 

Operai ustionati in Molise, quattro gli indagati

(ANSA) - CAMPOBASSO, 12 APR - La Procura di Campobasso ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati per l'incidente sul lavoro costato la vita a Claudio Amodeo, 53 anni, l'operaio di Vinchiaturo ustionato insieme a un collega a causa dell'incendio e dell'esplosione avvenuti lo scorso 4 aprile all'interno di una cabina elettrica della cementeria della Heidelberg Materialis Italia Cementi di Guardiaregia (Campobasso). Amodeo era deceduto dopo due giorni di agonia, sabato scorso, al Centro Grandi Ustionati di Napoli dov'era stato trasportato in condizioni disperate; le condizioni dell'altro ferito, 58enne ricoverato a Roma, sono leggermente migliorate. (ANSA).

 

Ragazza uccisa, arrestato tornava spesso nelle Marche

(ANSA) - FERMO, 12 APR - A Fermo, città dove ha vissuto per anni, alcuni suoi coetanei, lo descrivono come un ragazzo tranquillo, alla moda, sorridente, quindi nulla che potesse far pensare alla possibilità di un atto così efferato e aberrante. Il 21enne Teima Sohaib, italo-egiziano-marocchino (ha tre cittadinanze) originario di Fermo, è stato arrestato con l'accusa dell'omicidio di Auriane Nathalie Laisne. La 22enne di origini francesi (di Saint Priest, nell'area metropolitana di Lione) è stata trovata senza vita in una chiesetta diroccata e sconsacrata nei boschi di La Salle, in provincia di Aosta. E per quell'efferato delitto commesso verosimilmente tra il 26 e il 27 marzo, il 21enne è stato bloccato in Francia dai carabinieri. Teima Sohaib è nato a Fermo da padre egiziano e madre marocchina. Da anni non viveva più nella cittadina marchigiana, e si era stabilito a Grenoble, ma era solito tornare a trovare i familiari nelle Marche. L'anno scorso era rimasto a Fermo per alcuni mesi. L'ultimo passaggio nella città capoluogo di provincia era avvenuto il mese scorso. Il ragazzo studia da dentista e ha frequentato l'istituto professionale di odontotecnica a San Benedetto del Tronto; poi si è trasferito in Francia, per continuare gli studi. E' sospettato di aver ucciso Auriane Nathalie Laisne con un fendente. Ci sarebbero alcuni testimoni che lo hanno visto insieme alla vittima in Valle d'Aosta, proprio nella zona di La Salle, nei pressi del villaggio abbandonato di Equilivaz dove si trova la chiesetta in cui è stato trovato il corpo senza vita della 22enne. A quanto pare, i due giovani stavano facendo "urbex", esplorazione urbana, una pratica turistica in voga tra le nuove generazioni in cui si cercano borghi abbandonati e edifici diroccati. (ANSA).

 

Don Totoni, 'porto la parola di Gesù nei bar'

(di Maria Giovanna Fossati) (ANSA) - BITTI, 12 APR - Il bar in Barbagia è il punto d'incontro per eccellenza e quando la presenza dei fedeli nelle chiese va a scemare, c'è chi porta la parola di Gesù laddove i luoghi di ritrovo si riempiono. Così don Antonio Maria Cossu, per tutti don Totoni, 68 anni, da sette parroco di Bitti, da tre anni gira tra i bar del paese con la sua catechesi, proponendo un fitto calendario di conferenze dal titolo "Incontro nei bar, mezza birra 'evangelica' parlando di Gesù". Tema di quest'anno è "Il messaggio di Gesù: l'amore": don Antonio chiama a raccolta i compaesani dalle 19.30 alle 20.30, quando gli avventori hanno appena concluso la giornata di lavoro, magari in campagna dietro il gregge. "La mia visione di religioso non è mai stata quella di operare al chiuso in sacrestia o di attendere che le persone vengano a messa - spiega all'ANSA il parroco -. Mi piace molto e del resto era il mio sogno giovanile, andare là dove c'è la gente. Ringrazio i baristi di Bitti e tutte le persone presenti che mi accolgono, per l'ospitalità e per l'occasione che mi danno di portare loro la parola di Gesù". Don Totoni ha alle spalle 44 di sacerdozio e prima di approdare a Bitti ha prestato la sua opera in seminario a Nuoro, è stato parroco di Gavoi e di Siniscola e per alcuni anni missionario in Argentina. Per lui "anche una mezza birra può essere evangelica", ma guai a bere o distrarsi durante quell'ora di riflessione, quando don Totoni legge alcuni passi del Vangelo e introduce l'argomento della serata prima di dare a tutti la parola per la discussione. Il momento conviviale arriva dopo il confronto, quando oltre al bicchiere di birra è consentito, come da tradizione barbaricina, anche dell'ottimo cibo: pane, formaggi, salsicce e prosciutto, in segno di amicizia e riconoscenza per il parroco. Gli incontri sono iniziati al circolo Sa sede e al bar Su Recreu, proseguiti al bar Italia 90 e andranno avanti il 15, 16, 17 e 18 aprile. Poi si interromperanno per la festa di San Giorgio e ripartiranno per concludersi il 30 aprile al Caffè Italiano. "Di solito inizio io l'incontro parlando per mezz'ora e partendo da qualche passo del Vangelo - racconta on Totoni - Quest'anno per esempio sto leggendo il passo del buon Samaritano. Subito dopo do avvio alla discussione e capita sempre che le persone presenti si appassionino all'argomento, nell'ultimo appuntamento, per esempio, abbiamo parlato del perdono e della vendetta". La serata al bar vede una media di 25 avventori che si interrogano sulla vita, sulla fede, sull'amore. "E' un momento che smuove il pensiero, fa riflettere e porta la parola di Gesù tra persone che spesso girano alla larga dalla chiesa - chiarisce don Totoni - Io parlo di Gesù, dalla storia alla fede. Cristo è ancora vivo, i grandi della storia sono scomparsi. Lui ha mostrato un nuovo modo di vivere la fraternità universale e credo sia importante far conoscere la sua parola". (ANSA).