Milano Cortina 2026, la Fiamma Olimpica alla Campana dei Caduti

In questo primo passaggio attraverso il Trentino, la Fiamma Olimpica ha raggiunto un luogo simbolo universale di pace: la Campana dei Caduti di Rovereto, che da oltre un secolo richiama il mondo ai valori della riconciliazione e della solidarietà tra i popoli. L’ultimo tedoforo a portare la fiaccola sotto Maria Dolens è stato il Reggente della Campana dei Caduti, Marco Marsilli

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L'evento  

Milano Cortina 2026, la Fiamma Olimpica alla Campana dei Caduti

In questo primo passaggio attraverso il Trentino, la Fiamma Olimpica ha raggiunto un luogo simbolo universale di pace: la Campana dei Caduti di Rovereto, che da oltre un secolo richiama il mondo ai valori della riconciliazione e della solidarietà tra i popoli. L’ultimo tedoforo a portare la fiaccola sotto Maria Dolens è stato il Reggente della Campana dei Caduti, Marco Marsilli

 

La donna trovata morta e sotterrata nell'azienda del marito è Federica Torzullo

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - E' stato estratto dal terreno il corpo trovato stamattina dai carabinieri sotterrato in un canneto alle spalle dell'azienda di Claudio Agostino Carlomagno. Dagli indumenti e altri oggetti che aveva addosso si presume si tratti Federica Torzullo, la quarantunenne scomparsa l'8 gennaio scorso. Il riconoscimento formale verrà fatto all'obitorio del Verano dove il cadavere sarà ora portato dalla mortuaria. La mortuaria ha da poco lasciato l'azienda di Claudio Agostino Carlomagno con il corpo trovato stamattina dai carabinieri che verrà portato all'istituto di medicina legale della Sapienza di Roma per l'autopsia e il riconoscimento formale. Intanto il marito, al momento indagato per omicidio, si trova ancora nella caserma dei carabinieri di Anguillara. (ANSA).

 

Rimossa bomba d'aereo a Empoli, 5.000 evacuati e poi fatti rincasare

(ANSA) - EMPOLI (FIRENZE), 18 GEN - In tre ore si sono concluse le operazioni di rimozione della bomba d'aereo inesplosa della Seconda Guerra Mondiale trovata nel cantiere del nuovo teatro Il Ferruccio in costruzione a Empoli (Firenze). L'area circostante è stata evacuata per un totale di 4.843 persone (3.600 residenti a Empoli e 1243 nel territorio di Vinci). Gli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri dell'Esercito Italiano di Castel Maggiore (Bologna) hanno rimosso l'ordigno e lo hanno trasferito in una cava di Calenzano per il brillamento. E' una bomba da 500 libbre, con circa 128 chili di tritolo. "Prima è stata disinnescata e poi viene trasportata in una cava per la distruzione - spiegava il colonnello Andrea Cementi - Verranno rimosse le spolette in modo manuale con degli strumenti di tiranteria, con chiavi che vengono azionate per svitarle materialmente. È la fase più delicata perché l'innesco deve essere separato dall'esplosivo". E' il secondo ordigno, dopo quello rimosso nel settembre del 2025, trovato nello stesso cantiere che è vicino al ponte sull'Arno che collega Empoli con Vinci, zona molto bombardata dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. "Questa area nel 1943 e 1944 era un punto strategico - sottolinea il colonnello Cementi - per uno snodo ferroviario. Fu bombardata nella fase finale della guerra. Ciò fa supporre che potrebbe esserci la presenza di un nuovo ordigno". "Terminate le operazioni di rimozione dell'ordigno bellico è dismessa la zona rossa - ha detto il sindaco Alessio Mantellassi - e i residenti possono rientrare nelle proprie abitazioni. Il convoglio militare è uscito dal territorio comunale di Empoli. Nessuna criticità è stata rilevata". (ANSA).

 

Alice Rohrwacher premiata agli Efa, 'il mio futuro è un film muto'

(ANSA) - BERLINO, 18 GEN - Ad Alice Rohrwacher, regista di film acclamati dalla critica (anche estera) come 'Le meraviglie', 'Lazzaro felice' e 'La chimera', non mancano l'entusiasmo e la voglia di sperimentare. Premiata a soli 44 anni agli European Film Awards a Berlino con l'European Achievement in World Cinema, si è raccontata in un incontro stampa, insieme al produttore Carlo Cresto-Dina, spaziando tra il passato e un futuro che per lei ha oggi il sapore di un film muto. "Quando mi hanno annunciato il premio ho pensato subito che forse si erano sbagliati sulla mia età... poi, riflettendoci, ricevere un premio del genere ti fa guardare avanti e anche indietro, chiedendoti se nel percorso che hai fatto finora c'è una forma, una continuità, un senso", ha sottolineato la cineasta. Esiste il cinema europeo? "Certo che esiste, l'importante è che non diventi solo uno stereotipo. La cosa più bella per me del cinema europeo è proprio l'idea che questi film sono fatti nella collaborazione, nell'incontro di più paesi, di più lingue e che c'è comunque un territorio comune all'interno dell'Europa". Nel suo futuro c'è un film muto: "Per me è il desiderio di interrogarmi sulle radici del cinema, sulla sua forma primaria che è stata appunto quella del cinema muto. E questo non tanto come recupero del passato, ma come un'altra possibilità narrativa. Penso comunque al solo cinema muto europeo, avendo come riferimento registi come Murnau. Un cinema - ha detto ancora Alice Rohrwacher - che cento anni fa, negli anni Venti, era libero di sperimentare e non aveva paura di osare e che a me sembra molto contemporaneo. Così quando mi capita di vedere questi film muti, non mi sembrano affatto opere del passato. Dal punto di vista della creatività non parlerei così di tornare indietro, ma di andare avanti. La domanda è: quel tipo di cinema è davvero il passato o era un'altra direzione, un'altra cosa? Sarà un film di sottrazione, ovviamente in bianco e nero ma con tanta musica". Come considera quest'America di oggi che tra l'altro apprezza molto le sue opere? "Beh, innanzitutto questi maniaci della guerra sono abbastanza avanti con l'età, quindi spero di vedere anche un altro mondo a venire. Ho molta speranza nei giovani che secondo me sono oltre le frontiere e i confini, sono figli di un processo che è iniziato come globalizzazione economica e poi è diventata globalizzazione dell'essere umano". Infine il racconto di un episodio a che ha segnato per sempre la sua carriera. "Ai tempi di 'Corpo celeste' ho incontrato, a poche centinaia di metri da qui, il produttore Karl Baumgartner chi mi ha detto una cosa che mi ha segnato. Ero andata da lui per parlare delle incertezze che avevo allora sulla sceneggiatura, del dubbio se tutto quello che avevo scritto sarebbe stato davvero chiaro per il pubblico. Allora lui mi ha detto: ma chi credi di essere? Tu devi sempre pensare che sei una persona banale. E quindi, se fai una cosa che ti piace davvero profondamente, ci saranno comunque milioni di persone come te. Non devi mai pensare di raggiungere il gusto di un altro quando fai un film, ma innanzitutto di essere fedele a te stessa". (ANSA).

 

Tajani atterrato in Libia per avvio progetto di sviluppo porto di Misurata

(ANSA) - MISURATA, 18 GEN - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è atterrato a Misurata (Libia) dove sarà impegnato in una missione, su delega del presidente del Consiglio, che vedrà la posa della prima pietra del terminal container della "Misurata Free Zone" con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, con il quale è previsto anche un bilaterale. A Italia e Qatar fanno infatti riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container: la MSC e l'Al Maha Qatari Company. Secondo alcune stime, gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona franca di Misurata, nel nord-ovest della Libia, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa. A Misurata il ministro Tajani avrà anche un incontro bilaterale con il primo ministro libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba per discutere di relazioni economiche tra Italia e Libia e opportunità offerte dalla Free Zone, migrazione e lotta al traffico di esseri umani. Al centro anche il processo di riconciliazione nazionale e il sostegno agli sforzi Onu per la stabilità e l'unità del Paese. (ANSA).

 

Australian Open: Paolini parte bene, battuta la bielorussa Sasnovich in due set

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Buona la prima agli Australian Open per Jasmine Paolini. Protagonista del match inaugurale sulla Rod Laver Arena, l'azzurra ha superato la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, n. 102 al mondo e proveniente dalle qualificazioni, con un netto 6-1, 6-2 in un'ora e 9 minuti di gioco. Una partita sempre in controllo per Paolini che non ha commesso sbavature (appena 9 gratuiti in tutto il match) e ha concesso soltanto 9 punti nei propri turni di battuta. Il primo set e' un monologo dell'azzurra che rapidamente sale sul 5-0 con un doppio break di vantaggio. Nel secondo set, complici i tanti errori di Sasnovich (39 gratuiti a referto), il copione non cambia. Jasmine conquista due break e sul 5-1 ottiene i primi tre match point in risposta, cancellati dall'avversario. La chiusura, pero', e' solo una formalita' perche' arriva nel game successivo al servizio. Paolini tornera' in campo mercoledi' contro la slovena Erjavec o la polacca Frech, impegnate nella giornata di lunedi'. (ANSA).

 

Una Juventus sterile cade a Cagliari, decide Mazzitelli

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Impresa del Cagliari contro la Juventus. Uno a zero alla Unipol Domus con Mazzitelli autore del gol decisivo e con i bianconeri fermati proprio nel momento in cui sembravano aver preso il volo con le vittorie su Sassuolo e Cremonese. Numeri tutti dalla parte della squadra di Spalletti: quasi 80 per cento di possesso palla, 18 calci d'angolo contro uno, diciannove tiri in porta. Ma è mancata la brillantezza nel trovare soluzioni negli ultimi metri. E alla fine la Juventus ha sbattuto contro un muro per 98 minuti. E contro un palo, quello colpito da Kenan Yildiz. Per la Juventus è una brutta battuta d'arresto nel gruppetto di testa - ora Spalletti è a meno 10 dalla capolista Inter - per lo stoico Cagliari, invece, i tre punti conquistati valgono oro in chiave salvezza. Gioca Yildiz, in forse per tutta la settimana. E Koopmeiners si sistema a centrocampo accanto a Locatelli. La qualità è affidata ai tre dietro David, Mc Kennie, Miretti e il turco. Nel Cagliari torna Mina al centro della difesa. E Gaetano, a sorpresa, fa il play. Subito brivido al quarto d'ora con un rigore per la Juve. Il contatto Mazzitelli-Miretti però, rivisto al Var, non c'è. Anzi è lo juventino che sembra toccare il rossoblù. Ma il quadro è chiaro: c'è una Juventus subito molto aggressiva. E un Cagliari che non riesce quasi mai a superare la metà campo: ha difficoltà a mantenere il possesso della palla. Al 25' è ancora la Juve vicinissima al gol: percussione di Yildiz a sinistra, poi palla a destra per Miretti: tiro (quasi) a botta sicura e respinta di Caprile. Un'altra occasione che conferma la supremazia dei bianconeri nella prima mezz'ora. Qualche ripartenza del Cagliari c'è: ma manca sempre la scelta giusta al momento giusto. Alla fine la Juventus attacca attacca, ma non sfonda. L'unico pericoloso in fondo è Miretti, Yildiz si prende un giallo per simulazione. La ripresa è una replica del primo tempo: si gioca solo nella metà campo dei padroni di casa, ma la Juventus è poco lucida. Difesa del Cagliari compatta e combattiva, i bianconeri nel primo quarto d'ora battono corner a iosa e tirano da fuori con Miretti, Cambiaso e addirittura con Kelly. Pericolosa la serpentina di Yildiz al 17': in dribbling si mangia tutta la difesa, ma poi si mangia anche il gol. E alla fine segna il Cagliari. Punizione di Gaetano, girata al volo di Mazzitelli, che era spalle alla porta. E palla all'angolino. È il secondo tiro della partita del Cagliari. Spalletti, che stava già facendo scaldare Openda e Zhegrova, si affida a loro. E l'assedio diventa un'invasione dell'area rossoblù con palloni che piombano davanti a Caprile da ogni parte. Il Cagliari in attacco (ma nemmeno a centrocampo) non si vede: punta sulla resistenza a oltranza lasciando da solo Borrelli a fare la guerra. Anche Yildiz ci prova da solo, poi Spalletti gli manda in aiuto pure Thuram e Conceicao. L'occasione più clamorosa al 38': palo del solito Yildiz con una conclusione da fuori deviata da Mina. Nel finale, poi, non succede più nulla: la difesa del Cagliari è un muro che i bianconeri non riescono a superare. (ANSA).

 

Giulianova attribuisce la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

(ANSA) - GIULIANOVA, 17 GEN - È stata consegnata, nel corso di una cerimonia a Giulianova, la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, come deliberato dal consiglio comunale lo scorso 30 dicembre. La pergamena è stata consegnata dal sindaco Jwan Costantini e dal presidente del Consiglio comunale, Roberto Mastrilli, al figlio della senatrice, Luciano Belli Paci. La cerimonia, alla quale ha partecipato anche l'onorevole Emanuele Fiano, scrittore figlio di Nedo Fiano, altro superstite dell'Olocausto, mancato nel dicembre 2020, ha preceduto 'Il ricordo e la memoria'. tavola rotonda promossa dall'associazione 'CulturiAmo'. Luciano Belli Paci ha tenuto a ringraziare la comunità giuliese per questo gesto e per un'attribuzione che arriva in un momento storico estremamente delicato. "Il gesto del Comune di Giulianova - ha detto il figlio della 95enne senatrice a vita, tra i pochissimi testimone viventi della deportazione nazista nei campi di concentramento - riscuote da parte mia e in mia madre un apprezzamento particolare, perché in questa fase direi che è quasi in controtendenza. Purtroppo c'è in generale un clima pesante, conseguenza di quello che è accaduto nel corso del conflitto nella striscia di Gaza, che ha creato un'atmosfera della quale Liliana Segre risente". Belli Paci, a proposito, ha ricordato come la madre sia la persona più anziana che giri con una scorta in Europa e come si stia vivendo una stagione dove "c'è una grande diffusione dell'odio in uno sfogatoio come i social che fa credere possa esistere una zona franca in cui ci si può scatenare nella violenza". "Liliana Segre - ha aggiunto Luciano Belli Paci - ha la particolarità di trovarsi al crocevia di una infinità di categorie di haters, sui cui qualcuno prima o poi farà una tesi di laurea, perché lei ha una serie di caratteristiche che scatenano queste pessime reazioni. E' una vittima, mia madre, che sembra non riesca a farsi ancora perdonare di essere sopravvissuta all'Olocausto". (ANSA).