Tajani chiude l'anno in Gibuti, 'con Aspides difendiamo la nostra economia'

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Antonio Tajani sceglie le sponde del Mar Rosso per portare gli auguri del governo ai militari italiani nel mondo, visitando in Gibuti la base Guillet e la fregata Antonio Marceglia, parte della missione europea Aspides. Una scelta non casuale, che ricorda quanto il 2025 abbia visto per la Farnesina l'impegno a difesa e promozione dell'export: senza la missione militare europea "avremmo avuto dei danni economici enormi", ha infatti sottolineato il vicepremier, prima di ricordare che la presenza militare italiana è parte di una strategia più ampia, che dai Balcani, all'India, il Medio Oriente e l'Ucraina, ha visto il ministero degli Esteri impegnato su tre obiettivi: tutela della stabilità, promozione della pace e diplomazia della crescita. "Siamo molto fieri come italiani di avere le nostre navi protagoniste della missione Aspides", ha detto il ministro sul ponte della nave Marceglia, impegnata in questi mesi nel Mar Rosso che nel 2025 è stato indicato come prioritario della politica estera. L'area, minacciata dagli attacchi degli Houthi yemeniti, è infatti cruciale per gli interessi economici italiani e non solo: nello stretto di Hormuz passano il 30% del commercio di petrolio via mare e il 20% del commercio globale di Gnl. In parallelo, il Canale di Suez rappresenta il 12% del commercio mondiale e il 30% dei flussi container. Tracciando un bilancio dall'inizio dell'operazione, sono state 476 le navi protette da Aspides, con 18 droni aerei neutralizzati, due imbarcazioni remote distrutte e quattro missili intercettati. Numeri che evidenziano "un'azione fondamentale per l'economia del nostro Paese", secondo Tajani. Sul solco di questo impegno si inserisce anche la strategia italiana di rafforzamento dei rapporti con Gibuti, giudicato cruciale per favorire il dialogo e la sicurezza regionale. In questo senso, "i nostri Paesi sono entrambi in prima linea anche nel sostegno al Sudan", ha spiegato il ministro ricordando l'iniziativa "Italy for Sudan', che vedrà la partenza del primo volo di aiuti umanitari per la popolazione civile alla vigilia di Natale. "Ovunque c'è voglia di militari italiani. Ci stanno chiedendo una presenza di militari anche nella fase di transizione a Gaza", ha poi evidenziato il vicepremier, che con la missione nel Paese africano chiude un anno che ha visto un forte impegno italiano in tutto il Medio Oriente, a partire dalla crisi nella Striscia per la quale prosegue il lavoro dell'iniziativa Food For Gaza: l'Italia si conferma il primo Paese occidentale per evacuazioni aeree e trasferimenti sanitari dall'enclave, attraverso il progetto che ha contato finora 40 milioni di euro in aiuti umanitari, 17 operazioni sanitarie, 1.500 persone accolte in Italia e 232 bambini di Gaza curati negli ospedali italiani. Nel corso dell'anno, sono state sette le occasioni in cui il ministro Tajani ha visitato il Medio oriente e Mediterraneo - da Israele al Libano fino alla Siria - in un totale di 64 missioni tra Europa, America, Africa e Asia. Tutte occasioni per portare avanti un lavoro a doppio binario: il rafforzamento delle relazioni politiche e la promozione dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese. Su quest'ultimo punto, l'Italia ha messo in campo a marzo il suo Piano per l'Export - con 40 business forum ed eventi per la crescita - registrando in dieci mesi 537,5 miliardi di euro di esportazioni, +3,4% rispetto al 2024, attestandosi come il quinto Paese esportatore al mondo. Con l'anno che volge al termine, la Farnesina guarda al 2026 rinnovando i suoi obiettivi innanzitutto nella diplomazia multilaterale, a partire dal sostegno al negoziato per l'Ucraina, la ricostruzione di Gaza, ma anche il Mediterraneo e il Sahel, oggetto quest'ultimo di una riunione politica a inizio anno. In ottica di diplomazia della crescita, sono già in programma business forum a Doha, Shanghai e Miami nella prima metà del prossimo anno, mentre proseguirà il lavoro del Piano per l'export. L'obiettivo resta quello dei 700 miliardi di euro entro il 2027, un traguardo secondo Tajani raggiungibile grazie anche alla riforma della Farnesina, che dal 1 gennaio prenderà ufficialmente il via trasformando gli Esteri in un ministero con una testa politica e una economica, per dare ulteriore spinta alle esportazioni e internazionalizzazione. (ANSA).