Le pagelle finali del Festival: Mahmood e Blanco vincitori annunciati, delusione Ana Mena

  • MAHMOOD & BLANCO – Con la loro Brividi sono cresciuti di intensità di serata in serata, la loro vittoria finale non è mai stata in discussione e il record di streaming ne è la riprova: sono nella top 5 dei brani più ascoltati al mondo. Una vittoria della generazione Z, ampiamente meritata. Due voci di assoluto livello che ci rappresenteranno all’ Eurofestival di Torino. VOTO: 9,5
  • AMADEUS - L’altro vincitore è lui. Voleva il festival della gioia, è stato il festival del tripudio. Ascolti alle stelle, canzoni che volano nelle classifiche. Ha fatto anche a meno della stampella psicologica Fiorello. E' il Clark Kent della Rai che si trasforma nel Superman degli ascolti. E l'Ama quater è quasi una certezza. VOTO: 8,5
  • ELISA – La sua “O forse sei tu” ha conteso fino all’ultimo la vittoria a Mahmood e Blanco e ci poteva anche stare. Un’interpretazione intensa per una canzone bellissima, in pieno stile sanremese ma nello stesso tempo moderna. La conferma di una stella che brilla nel firmamento musicale italiano e una delle più belle voci di sempre. VOTO: 9
  • GIANNI MORANDI – La sua Apri tutte le porte la canticchiamo già tutti, e il duetto con Jovanotti è già nella storia del Festival. Pietra miliare, sempre col sorriso da eterno ragazzo. VOTO: 8,5
  • SABRINA FERILLI - Porta la leggerezza all'Ariston, "che non è superficialità", ma capacità di affrontare temi come femminismo, body positivity, mansplaining con il sorriso e l'ironia. Bella, brava, simpatica. VOTO: 8
  • FARFALLE AZZURRE - Da leggerezza a leggiadria con le atlete azzurre della ginnastica ritmica che volteggiano sul palco dell'Ariston al ritmo di Upside Down. E nell'era degli endorsement via social, pubblicano un in bocca al lupo al loro favorito che non poteva essere che Sangiovanni con il brano Farfalle. VOTO: 8
  • MARCO MENGONI con FILIPPO SCOTTI - La musica, ma anche le parole. Nel segno della gentilezza, la risposta all'odio e alla violenza sui social e nella vita di tutti i giorni. E il ricordo della sua vittoria nel 2013 con L'Essenziale è un modo per guardarsi indietro e trovarsi cresciuto. Marco il gentile si riprende ancora una volta l'Ariston. VOTO: 8,5
  • ORIETTA BERTI E FABIO ROVAZZI - Il festival lo hanno visto dal loro palco sul mare, la Costa Toscana ormeggiata al largo di Sanremo: esiliati di lusso hanno accolto gli ospiti dei festival passati senza troppa convinzione. Rovazzi nel ruolo di spalla, Orietta con i suoi vestiti-travestimenti improbabili. VOTO: 6,5
  • OMAGGI A Lucio Dalla - a 10 anni dalla sua morte, la poesia del cantautore rimane una carezza al cuore e all'anima. Peccato che il tutto si sia ridotto a un cappellino e ad un paio di occhiali tondi sulle note di Felicità. VOTO: 10 a Lucio per l'eternoità, 6 all'omaggio. A Raffaella Carrà - Quando si dice un omaggio. Con un assaggio in anteprima mondiale del musical Ballo Ballo, tratto dal film Explota Explota, l'Ariston si inchina alla Raffa nazionale, scomparsa a luglio scorso. Sulle note di brani indimenticabili, Ballo Ballo, A far l'amore comincia tu, Rumore, Fiesta, riarrangiati ad hoc dal maestro Leonardo De Amicis, vanno in scena le coreografie firmate per l'occasione da Laccio, con Sergio Iapino, inquadrato in platea. VOTO: 8
  • FANTASANREMO Da convitato di pietra del festival a protagonista, quasi come fosse il 26/o artista in gara. Tra papalina, Zia Mara, gesti trasgressivi o atletici il festival si è fatto prendere un po' la mano dal gioco. Bello e divertente all’inizio, poi alla lunga è sembrato un po’ stucchevole. VOTO: 6,5
  • IRAMA – Con la sua Ovunque sarai ha chiuso al quarto posto assoluto, confermandosi tra le conferme della nuova generazione. Questa volta con un brano classicamente sanremese, ma godibile. VOTO: 7
  • SANGIOVANNI – Quinto posto finale per la sua Farfalle, spensierata e che resta in testa. Sul palco dell’Ariston è migliorato sera dopo sera, dopo l’inevitabile emozione dell’esordio. VOTO: 7
  • EMMA - Ogni volta è così graffia come la sua voce. La prova della maturità di una artista che non ha paura di niente e di nessuno. VOTO: 7,5
  • LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - Ciao Ciao è il titolo del brano, ma Ciao Ciao (a tutti gli altri) per l’interpretazione scenica. La vera sorpresa del Festival e un sicuro tormentone dei prossimi mesi. VOTO: 8,5
  • MASSIMO RANIERI – Con Lettera di là dal mare vince il premio della critica e si conferma un interprete sopraffino. VOTO: 6,5
  • DARGEN D'AMICO – Parte col botto con la sua Dove si balla e fa divertire tutti, poi col passare dei giorni la sua classifica scende leggermente. Ma in radio è già ascoltatissima. VOTO: 7
  • MICHELE BRAVI - Inverno dei fiori è il brano che segna il ritorno. Timido e impacciato alla prima sera, anche lui migliora col passare delle serate fino a raggiungere la sufficienza. VOTO: 6
  • MATTEO ROMANO – Il ragazzo venuto da Tik Tok entra in atmosfera Festival con la sua Virale come fosse un cantante navigato. Brano classico, godibile, ma non indimenticabile. VOTO: 6
  • FABRIZIO MORO – Con “Sei tu” porta un bel brano al Festival, segno di una maturità artistica di tutto livello. VOTO: 6.5
  • AKA 7EVEN – La sua “Perfetta così” sembra uscita da Amici, esattamernte come lui. Carina, ma nulla di più. VOTO: 5.5
  • ACHILLE LAURO feat. HARLEM GOSPEL CHOIR – Con “Domenica” porta sul palco il suo stile ormai classico, con il coro di Harlem a riempire l’esibizione. Nonostante le polemiche sul battesimo, la canzone c’è (e anche lui). VOTO: 7
  • NOEMI – Aveva un brano di Mahmood con la sua “Ti amo non lo so dire” ma il suo modo classicamente graffiante di cantare ce lo ha quasi fatto dimenticare. Sufficienza stringata. VOTO: 6-
  • DITONELLAPIAGA e RETTORE – “Chimica” piace e fa divertire, e nel corso delle serate è migliorata anche la loro intesa sul palco. Brave e divertenti. VOTO: 6,5
  • RKOMI – La sua “Insuperabile” è tra le più ascoltate nelle radio e sulle piattaforme streaming, ma le sue esibizioni sul palco lasciano ancora a desiderare. E alla fine si scusa ammettendo di avere ancora tanto da imparare: onestà da premiare. VOTO: 6
  • IVA ZANICCHI – “Voglio amarti” finisce con l’ovazione del pubblico. Più per la carriera che per il brano in sè. VOTO: 5,5
  • GIOVANNI TRUPPI – La sua “Tuo padre, mia madre, Lucia” arriva seconda al premio della critica e conferma le qualità di un “non personaggio” che però è un grande artista di cui sentiremo parlare. VOTO: 7
  • HIGHSNOB & HU – La loro “Abbi cura di te” è la dimostrazione che si può fare musica moderna anche nel solco della tradizione sanremese. Bravi, sempre più a loro agio sul palco di serata in serata. VOTO: 7
  • YUMAN – Con la sua “Ora e qui” dimostra che la voce c’è anche se il brano non è indimenticabile. VOTO: 5,5
  • LE VIBRAZIONI – La loro “Tantissimo” è una botta di puro rock sul palco. Ma il rock dei Maneskin dello scorso anno è lontano anni luce. VOTO: 6-
  • GIUSY FERRERI – “Miele” non è certo una delle sue canzoni migliori, sembra un po’ imbrigliata con la voce e non riesce mai a spiccare il volo. VOTO: 5
  • ANA MENA – “Duecentomila ore” è la delusione del Festival. La regina dei tormentoni estivi non lascia il segno e pure in classifica si accomoda al penultimo posto. VOTO: 4
  • TANANAI – “Sesso occasionale”, un po’ come la sua esibizione. Ultimo posto in classifica, purtroppo meritato. VOTO: 4,5

Vittoria meritata per Mahmood e Blanco davanti ad Elisa, ma le sorprese sono l'inossidabile Gianni Morandi e La Rappresentante di Lista. Amadeus mattatore,Sabrina Ferilli non delude: ecco le pagelle della serata finale del Festival di Sanremo